Il Mistero della resurrezione.


« Se qualcuno diventa figlio della camera nuziale riceverà la luce. Se qualcuno non la riceve, mentre si trova in questi luoghi, non la potrà ricevere nell’altro luogo. Chi riceverà quella luce non sarà visto, né potrà essere preso; costui non potrà venire molestato, anche se vive nel mondo. E, ancora, quando abbandona il mondo egli ha già ricevuto la verità per mezzo di immagini. Il mondo è diventato un eone, perché l’eone è, per lui, pienezza. E’ in questo modo: è rivelato soltanto a lui; non è nascosto  nelle tenebre e nella notte, m è nascosto in un giorno perfetto e in una luce santa»
dal Vangelo di Filippo.
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La resurrezione è l’atto conclusivo della rivoluzione intima che porta alla rigenerazione fisica e spirituale. La resurrezione è l’atto in cui un individuo distrugge per sempre la morte, disintegra la “paura” della sua inevitabilità, smette di essere uno schiavo del “sistema” che lo corrompeva e poi gli regalava dall’altra parte la soluzione alle “paure” che il “sistema” stesso gli aveva indotto. La trasfigurazione è la rappresentazione del fatto che sia possibile costruire un corpo di luce, ovvero di mettere in moto le funzioni di un secondo corpo, quello Kesdjiano, “to soma pucikon” o “To Soma Eliakon”, che sono tutto ciò che passa per un corpo fisico, ma non è del corpo; Spirito, mente, sentimento e ragione. La resurrezione ci lascia intendere che esiste una possibilità di renderci immortali, la resurrezione ci trasmette in realtà una conoscenza antica sull’autentica natura dell’uomo. Egli, l’uomo, forse è realmente divino, e solo grazie all’aiuto di Prometeo, che rubò il fuoco della conoscenza della resurrezione agli dei, che noi possiamo compiere la stessa opera. Gesù non venne per immolare sè stesso ai nostri peccati, ma per insegnarci la via verso la resurrezione e la restaurazione del Sè, della nostra autentica “natura” sovrasensibile.
Molte sono le domande irrisolte, molti gli interrogativi, ma è l’aspetto esecutivo che dobbiamo poter raggiungere; dobbiamo poter ambire all’atto di voler risorgere. LA RESURREZIONE è PER COLORO CHE SANNO DI ESSERE MORTI. La resurrezione è per coloro che cercano una vita diversa, la resurrezione è per coloro che hanno capito e sanno di essere “schiavi” ed hanno detto – “adesso basta”. La resurrezione è per chi non vuole avere più paura. La paura è una creazione illusoria del piano “astrale”, un istinto dell’ignoranza, della non conoscenza, un falso senso di pericolo, uno stato emotivo che si sostituisce alla comprensione delle cose. La paura ci ostacola la comprensione e deforma la realtà. La paura è alimentata dall’uomo stesso per sottomettere i suoi simili.
L’uomo è addormentato, ma se si risveglia capisce come agire, usa la sua “fonte” per rendersi libero, non c’è nulla che non sappiate già. Liberi e vibranti come hanno sperimentato tutti quelli che hanno provato a fare il pane e predisposto il vino, consacrato e se ne sono cibati.  Era questa la pasqua che non volevano che conosceste. Mentre gli scriba, i farisei e i sacerdoti del “circo” giocano coi loro falsi idoli, la caverna interiore vibra e per questo si scuote la Terra, il pianeta dalle sue fondamenta, ecco cosa serve questa notte del sabato, scendiamo nel sepolcro dei nostri inferni interiori, dove la forza della nostra coscienza sta lavorando alla nostra personale liberazione dagli istinti, dal dominio dell’animale per prepararci alla resurrezione di domani. Questa notte giocheremo la nostra partita con gli auspici del cielo e dei cicli, Melchisedek, il logos di questo pianeta, ha ricevuto tutta la luce dal disco solare e dalla luna e lo sta elargendo a tutti quei suoi figli che sono disposti a usarla per la loro rivoluzione personale. 
L’intento del Cristo è di compiere un lavoro nella direzione di una maggior acquisizione di Coscienza, lavora per la costruzione del tempio interno, quello spazio che abbiamo bisogno per iniziare a vivere, uno spazio interiore che è la realizzazione del nostro proprio “mistero”. Ed allora “pregate e vegliare” perchè non un granello di inferno deve penetrare in questa notte di grande costruzione, mentre stiamo costruendo cioè quel centro magnetico, quel centro di gravità intima,  quel potere intimo che è una grande Fede in ciò che siamo e possiamo realizzare sotto gli auspici della “coscienza”. Dobbiamo imparare a sottrarci per questo tempo che ci manca alla resurrezione e la nuova nascita, renderci inaccessibili; e domani di buon ora, realizzeremo il nostro primo pasto da uomini e donne liberi, pane e vino consacrati che diventeranno il sigillo di questo lavoro, di questa pasqua, di questo passaggio nella dimora di plutone per rinascere, per la nostra liberazione. Ognuno di noi porta una scintilla del fuoco di Prometeo, ognuno di noi è un Cristo in potenza. Non è una questioni di gradi,  ognuno innalza il proprio “Essere”, risveglia cioè il proprio “mistero” in accordo a quanto si libera, ed ognuno si libera in accordo a quanto è disposto a sacrificare di sé, del falso sé, dell’alter ego, del “me stesso” e di quello che i sistemi gli hanno dato come stampelle. 
L’uomo celeste è l’uomo che è morto al “me stesso”, si è sacrificato e ha costruito quello che viene chiamato il tempio di Salomone. Celeste è l’aggettivo che qualifica il lavoro svolto su sè stesso, non un luogo in assoluto da qualche parte nei cieli. Celeste è il colore di un alta vibrazione. 
Il Cristo è l’intermediazione astrale tra la nostra personalità fisica ed il Padre Solare”, la vibrazione solare, la voce dell’ineffabile, irrivelata, la cui forza e potenza creatrice è plasmata nel ritmo perenne della vita in tutto l’universo. Il Dio vivente che è ovunque, è impersonale e pertanto non parteggia per nessuno, egli è. Siamo noi che abbiamo, se lo vogliamo, se ne sentiamo l’impulso, il dovere di compiere l’opera di renderci non solo realmente umani, ma persino di elevarci alla comprensione e conoscenza. Il Cristo-Lucifero in noi è un impulso, uno stato di necessità, ecco perchè è ribelle; il Cristo è il compimento dell’opera, il Lucifero l’impulso, il genio intrappolato nella lampada pronto ad assolvere a tutte le nostre necessità. Sta a noi rendere questo reale. Oggi la nostra vita è il frutto di come pensiamo e cosa sogniamo o desideriamo, questo perché l’universo risponde alle nostre richieste. Solo rielaborando e definendo il nostro “atteggiamento” che possiamo sviluppare un attitudine alla crescita, alla ricerca della verità, alla cessazione delle ostilità interiori, alla comprensione ed eliminazione di tutti quelli “io” che determinano i nostri pensieri e desideri oggi.
Dobbiamo tornare a “sognare” una nuova possibilità, serve sentire che è possibile, che possiamo morire e rinascere, dobbiamo volere con tutto noi stessi il risveglio, inteso come una volontà a voltare finalmente pagina, lasciare ogni speranza nei sistemi per abbracciare finalmente la vibrazione autentica della nostra vita. 
Troppi sono coloro che si nutrono e vivono delle nostre paure e delle nostre emanazioni “sgradevoli”; siate vincitori, siate forti, fatevi forti; impariamo ad essere uomini veri, a costruire il nostro vero destino, impariamo a non gettare i nostri talenti, impariamo ad uscire dal labirinto di questa vita che altri hanno sognato e deciso al nostro posto.
La resurrezione prima che fisica è tutto questo, solo l’uomo Cosciente può raggiungere i piani dove la creazione si gesta, solo l’uomo cosciente è capace di plasmare la materia a suo piacimento, egli è padrone della vita e della morte perché è diventato padrone di sè stesso, la sua casa interiore non è più un caos, non è il dominio perenne del suo “alter ego”; egli lo ha dissipato e per questo è padrone della scienza della rigenerazione, dal luogo della luce, dal deposito della luce è in grado di infondere forma alla materia e quindi può ricostruire in qualsiasi momento un nuovo tempio. Non può che essere questo il nostro scopo, come re e regine di questa terra, di questo piano abbiamo la possibilità di risorgere, ecco perché si legge che il regno del signore il Cristo non è di questo mondo, egli è il Signore e re dei cieli, perché conosce (in quanto ne è cosciente, ne ha e ne fa vivida esperienza) i piani sottili, i mondi superiori, inteso in termini vibratori, almeno sulle prime, di questa creazione; INRI, è il fuoco perenne con cui plasmare la materia, la sostanza, l’energia creatrice, INRI è l’impulso, INRI è la volontà e la possibilità di dominare gli elementi che compongono la materia. I.N.R.I. sta per Ignis Natura Renuvatur Integra, la natura si rinnova per mezzo del fuoco, per fuoco è lo Spirito Santo che arde in ogni uomo e in ogni donna ed in ogni cuore, è il fuoco per la nostra personale purificazione, unica via per renderci più sottili. Il mondo non finisce oltre le colonne d’Ercole, è solo il mondo limitato degli umanoidi, che sono già morti in sè stessi, che finisce lì. Oltre le colonne il nostro Ercole interiore compie le sue 12 fatiche allo scopo di rendersi libero. 
La resurrezione non può essere un dogma di fede, la resurrezione qui ed ora è la strada da intraprendere, è una via da percorrere, è un lavoro da fare e che può essere fatto “adesso”, è una conoscenza da apprendere e praticare. 
Il mito è in parte filosofico, ma la pratica e tremendamente scientifica. Non permettete alla scienza materialista di inquinarvi l’animo, non cercate risposte dove non le troverete, cercate di predisporvi e imparate la scienza della rigenerazione. Dubbi, paure, perplessità servono solo a rimandare e consumare la nostra stessa polvere, non fatevi scoraggiare. Usate l’intuito, lasciate le domande senza risposta a quando sarà possibile trovarle, limitate l’attività, digiunate dai pensieri distruttivi, lasciate andare le inutili diatribe, evitate di dissertare di questioni di lana caprina, siate “Reali” o meglio “realisti”, portate sempre tutto alla vostra misura … 
Siate imprevedibili.
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La dipendenza è "PAURA". L’uomo nuovo.

Giov II. 14 Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. 15 Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del Tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, 16 e ai venditori di colombe disse: “Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato”. 17 I discepoli si ricordarono che sta scritto: “Lo zelo per la Tua casa mi consuma”. 18 Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: “Quale segno ci mostri per fare queste cose?” 19 Rispose loro Gesù: “Distruggete questo Tempio e in tre giorni lo farò risorgere”. 20 Gli dissero allora i Giudei: “Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?” 21 Ma egli parlava del tempio del Suo corpo. 22 Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Sapete perchè vi dico di non lamentarvi? Di non Giudicare? Di non correggere gli altri? Perchè è l’attitudine di uno schiavo, solo chi è schiavi può accusare il mondo e lamentarsi. Lamentarsi è l’espressione della nostra dipendenza, … sapete da cosa? Voi mi direte: “dai sistemi del mondo”. No, quello è un effetto collaterale. Un individuo, sia esso uomo o donna, non dipende in realtà dal lavoro che svolge o dall’azienda in cui lavora, non è limitato dai suoi capi, da una gerarchia o da un boss, come volete credervi, ma dalla sua paura.
La gente dipende dalla sua paura, per questo si appoggia al SISTEMA. Dipendere non è l’effetto di un contratto, non è legato al ruolo che ricopri, non è una questione economica, dipendere è la conseguenza di un abbassamento della coscienza, è una diminuzione della propria dignità. È il risultato della perdita della propria anima, di un disfacimento della nostra anima. E’ questa condizione interna a generare quella degradazione che nel mondo assume l’aspetto di un ruolo subordinato, di un impiego. Dipendere è l’effetto di una mente resa schiava da timori immaginari, creati ad oc per tenerti sotto controllo. Se non vinci la tua paura non potrai mai dire di essere libero. Un dipendente è uno schiavo: uscita per dipendenti, entrata per dipendenti, circolo dei dipendenti, reddito da lavoro dipendente … un dipendente è uno schiavo, … ed è la paura a renderti tale. E’ la paura di non riuscire a sopravvivere da solo, con le tue risorse, a renderti schiavo, è la paura a renderti insicuro e bisognoso delle attenzioni altrui o del sostegno esterno. Il bisogno di attenzione, di considerazione è il riflesso della tua “paura”, vinci la paura ed avrai vinto il mondo, avrai conquistato il diritto di esistere. 
Si capisce perchè dipendere è sempre una scelta personale, anche se involontaria? Niente e nessuno può costringerci a dipendere, solo tu puoi farlo. Se ti lamenti del tuo lavoro, sei schiavo, se ti lamenti dei tuoi colleghi, sei schiavo, se ti lamenti della tua retribuzione sei schiavo. E non ti sto dicendo di licenziarti e diventare un libero professionista, saresti schiavo lo stesso, ti sto dicendo di fare ciò che fai senza “paura”. Inconsapevolmente o meno tu scegli la schiavitù per “PAURA”, … è per questo che adesso imprechi contro il governo, te la prendi con l’ordine mondiale, o con chi sa quale altra organizzazione o col controllo mondiale, ma questo controllo esiste perchè sei tu quello che ha “paura”. I Sistemi sono i templi della nostra dipendenza, templi di un culto che è la “paura”. 

«Un manager è un impiegato che si sforza di credere in quello che fa; si impone una fede … è il sacerdote di un culto che, per quanto mediocre, gli dà un’appartenenza, l’illusione di avere una direzione. … » – da La Scuola degli Dei, Stefano Elio D’Anna.

Sapete perchè le persone indossano uniformi? Lo dice la parola stessa uniforme, viene da uniformare rendere tutto uguale stereotipato, l’uniforme vi dà quel senso di appartenenza che nutre il vostro bisogno di considerazione, di essere apprezzati, riconosciuti, visti, e vi fa sentire che esistete. Esistete, ma dipendete. Che cosa fa la moda? Vi stereotipa, vi cuce addosso le vostre uniformi, solo che non ve ne accorgete. Per sentirvi bene avete bisogno di appartenere a qualcosa compresa una immagine creata da altri. Questo perchè se è creata dagli altri, da qualcuno riconosciuto, un “nome”, è più facile che sia accettata, che sarai accettato da tutti, dato che è l’accettazione e la considerazione degli altri che cerchiamo. Indossiamo le uniformi che ci danno perché temiamo di camminare da soli. Essere nudi contro il vento non ci piace; la tua vita, perché è così che la chiami, il mondo in cui credi di poter scegliere e decidere, sono irreali, tu non scegli niente, sono gli altri che scelgono per te, perché tu, hai “paura” e per questo hai bisogno di loro. Le persone si sposano, hanno figli, un lavoro, una casa, fanno carriera, tutto solo per una cosa: essere considerati, essere stimato e riconosciuto dagli altri … e quando questo non accade, quando ti scontri con la dura realtà della tua mediocrità, te la prendi proprio con gli altri, perché non stanno assolvendo alle tue aspettative, ai tuoi bisogni, … ma è tutta facciata, è apparenza, sotto, sotto, tu hai solo “paura”, “paura” di restare solo. 
Sveglia! Molla la paura e sarai libero. Non devi fare altro che liberarti di questa cosa, è inutile che impieghi le tue energie per combattere il mondo, gli altri ed il sistema, liberati delle tue paure e qualcosa accadrà, qualcosa che ancora non puoi vedere perché tu adesso hai ancora paura. Ed è inutile che articoli pensieri, o accampi scuse su quello che stai leggendo qui, perchè sono solo figlie di questa tua paura. Per cambiare, per avere una nuova visione e scoprire cose c’è sotto, devi liberarti della paura, altrimenti tutto quello che senti è pensi è viziato da essa e non potrai vedere oltre il naso della tua paura. Sei lì che miseramente, sei ancora una volta pronto a menartela con “Monti” ed il suo governo, con le cose che fa o farà, discuti su a quale gruppo appartiene, se sono i Bilderberg o gli illuminati o il NWO e chi per loro, quando non capisci che sono “solo” una razza in estinzione; quello che fanno sono gli ultimi atti di una razza che si sta estinguendo e speriamo che sia per lasciare posto ad una nuova evoluzione del “genere umano”, del tipo umano, non umanoide. L’umanoide sta per essere superato dall’uomo vero, l’uomo nuovo, l’uomo animico, reale e solo se tu cambi partecipi a questa rinascita o risveglio, chiamalo come vuoi, e non puoi fare niente nel mondo e per il mondo se non rinunciare ad avere “paura”. Coloro che vibrano nella “paura”, nella paura di quello che questi fossili, di questi dinosauri stanno facendo per non soccombere, muoiono con loro, si estingueranno con loro stessi, perché è la “paura” che lo fa.
L’idea che qualcuno possa farci qualcosa, che possa prevalere su di noi, è irreale, sei tu che cedi le armi, e quando lo fai diventi anche tu l’emblema di questa specie in estinzione, una specie che sta lasciando il posto ad un Essere più evoluto. Quello che ognuno di noi sperimenta, sente in merito alla mancanza di un futuro è come un senso di morte, ma è l’asfissia di quest’umanità che sta morendo, che sta cambiando pelle. Non vedi che non gli credi più, non credi più ne nei tuoi leader e nemmeno nei sistemi, ti nascondi dientro al sesso e agli oggetti, dietro agli affetti ed a questa idea di famiglia che va a pezzi, o dietro una farsa religiosa nella quale tu stesso non credi più; sì, concordo «è una specie sul ciglio dell’abisso costretta ad abbandonare le sue superstizioni, i vecchi trucchi che ormai non funzionano più.» Il ramo marcio di un albero, che andrà potato … 
Viviamo un’esistenza senza scopo … e spesso dolorosa. Nascosti dietro un impiego, dietro la protezione illusoria di uno stipendio, di una famiglia, di una serie di beni che non ti basteranno mai, ed adesso che li vedi a rischio ti freghi dalla “paura”, sveglia non capisci che sono queste le cose ed è in questo modo stiamo perpetuando la povertà e la sofferenza del mondo. Nessuno di noi vuole sapere da dove proviene il suo benessere, basta che gli sia dato. Ti arrabbi perché aumentano la benzina, ma qual’è il prezzo vero dei carburanti? Siamo ipocriti e schiavi e per questo andremo a fondo con questo mondo se non ci svegliamo e ci mettiamo a nuotare. Ma non lo capisci che la vita è troppo preziosa e passa dal rispetto di quella altrui?! L’uomo nuovo potrà usare la tecnologia di Tesla, di Bohm o di altri, non quest’uomo, quest’uomo è conflittuale, è un predatore lui stesso. È tempo di morire, è tempo di morire veramente a tutto ciò che non ha vita. E’ tempo di una rinascita. Lasciate che i morti seppelliscano i morti, è scritto nei vangeli. E’ tempo di un nuovo esodo, di una nuova libertà.


Bisogna imparare a muoversi nel mondo reale, nel mondo vero, un mondo dove tutto è possibile, quello dove le abitudini, le convinzioni ed i vecchi codici non hanno più nessun valore (proprio come quel denaro che tanto cerchi, una moneta a debito, inutile, irreale come la carte di cui è fatta), non hanno più nessuna influenza su di noi/te. Quella che tu chiami realtà è solo apparenza, va totalmente capovolta e non c’è nulla del vecchio che puoi portarti dietro, puoi solo lasciare andare, e devi farlo innanzitutto nella tua testa, poi le cose inizieranno a cambiare anche nelle circostanze, nella tua vita, come la chiami tu; come effetti collaterali di un nuovo approccio all’esistenza. Se ti svegli al mattino per andare a lavorare sei già finito, sei già schiavo. Vai a lavorare con l’intento di imparare la tua lezione, con il proposito di alimentare ciò che di più concreto e reale sei e soprattutto con l’idea di vedere, scovare, dare la caccia alla “paura”. Sii spietato ogniqualvolta si presenta. Devi smettere di avere “paura”, devi piantarla di preoccuparti; essere pre-occupati è un sistema di controllo fantastico, non dico che non devi essere prudente, dico di non essere pre-occupato. Dovrai pensare, agire e soprattutto respirare in modo nuovo, diverso, dovrai tornare alla realtà che sei. Se non vuoi naufragare come quelli che tanto temi, devi smettere di credere che resterai senza cibo, senza lavoro, senza dignità, perchè quella l’hai già persa. 
Bisogna imparare a vivere con il proposito di nutrire la propria anima, inteso come vita, come essenza, come l’unica cosa di reale che sei. Riconquistare la propria integrità, è di questo che si tratta, una vibrazione che ci fa superare le abitudini e le credenze. La riconquista della propria integrità è una gran bella sfida, e questo passa dal vincere tutte le passioni del moderno animale intellettuale. E’ come dice Neo nel film di “the matrix” – “Io non conosco il futuro, non sono venuto qui a dirvi come andrà a finire, sono venuto a dirvi come comincerà. Adesso appenderò il telefono e faro vedere a tutta questa gente quello che volete che non vedano. Mostrerò loro un mondo senza di voi, un mondo senza regole e controlli, senza frontiere e confini. Un mondo in qui tutto e possibile. Quello che accadrà dopo, dipenderà da voi e da loro.”

CONOSCI TE STESSO: lamentarsi, la paura della morte

“Il potere è qualcosa con cui ha a che fare un guerriero. Da principio è una cosa incredibile, approssimativa; è difficile anche da immaginare. E’ questo che ti sta accadendo ora. Poi il potere diventa una cosa seria; si può non averlo, oppure non rendersi pienamente conto che esista, e tuttavia si sa che c’è qualcosaqualcosa che prima non era percettibile. Successivamente il potere si manifesta come qualcosa che ci arriva incontrollabilmente. Non mi è possibile dire come viene o come è veramente. Non è nulla eppure fa apparire meraviglie proprio davanti ai tuoi occhi. E infine il potere è qualcosa in se stesso, qualcosa che controlla i tuoi atti eppure obbedisce al tuo comando.”

 Viaggio a Ixtlan – Carlos Castaneda
Difronte alle prove della vita non abbiamo trovato meglio da fare che piagnucolare, lamentarci della nostra condizione, e della nostra impossibilità di cambiare. Ma la cosa veramente pessima è stata quella di prendere tutto terribilmente sul serio, senza capire che questo ha solo significato rafforzare la nostra descrizione funebre, negativa del mondo e di noi. Se un uomo cambia l’attitudine verso ciò che gli accade, questo, nel corso del tempo, e ripeto nel corso del tempo, modificherà la natura stessa degli eventi che incontra e imparerà da se stesso che cosa egli realmente sia. Il primo passo verso la libertà è realizzare che la paura della morte è ciò che governa la nostra vita, proprio come gli animali hanno l’istinto di sopravvivenza e vivono nel timore di essere mangiati. Questa paura come un tiranno ci rende timorosi e conseguentemente schiavi. Come liberarsene ognuno può trovare il suo metodo, ma saperlo (che la schiavitù dipende dalla paura della morte) ci rende diversi, almeno sappiamo su cosa orientare le nostre forze. 
Come ho avuto modo di dire questo tiranno si costruisce nel tempo, ecco perchè abbiamo bisogno di tempo per capire che noi non siamo la nostra paura. Il dolore, il male, la malattia siamo noi a procurarceli a causa della vita mediocre e senza senso che ci costringiamo a vivere per paura di illuderci (che esista altro oltre la vita e scoprire che non sia così), e per ironia della sorte è proprio quello che stiamo facendo. Creiamo cose come il successo, la realizzazione personale nel mondo o nella famiglia per non pensare a questa cosa, per non doverla affrontare. Creiamo molle, ammortizzatori irriducibili quali il sensi di colpa, lo scetticismo, il dubbio la frustrazione, ma sono finzioni, è tutta apparenza per fingere di essere occupati e poterci di fatto lamentare. E quando poi non ne possiamo più, cerchiamo la fine, con la morte. La morte fisica di un individuo si manifesta come conseguenza di un numero infinito di morti interiori. Sono i traumi, le emozioni negative, i pensieri distruttivi e l’ipocrisia che si accumulano nel nostro corpo a farlo diventare un luogo spiacevole in cui vivere al punto tale che la morte fisica sembra essere l’unica via d’uscita. 
Chi sarebbe disposto ad ammettere di aver scelto, seppur inconsapevolmente, di darsi la morte? Nessuno. Certo è vero non possiamo nemmeno parlare di una scelta, uno schiavo non sceglie, serve il suo padrone, ed il suo padrone lo logora, lo consuma e gli porta via lentamente ed inesorabilmente tutte le forze, tenendolo a questo livello o orbita vibrazionale. Scegliere presuppone consapevolezza, e per lo più noi subiamo i meccanismi di quello che viene chiamato il nostro inconscio, che è dove il tiranno risiede, quello che i saggi chiamano “ego”. L’ego è una costruzione dell’uomo, l’ego è alter ego, l’altro “io”, un falso “sè” che abbiamo eletto a giudice e tiranno della nostra vita attraverso l’esercizio delle regole condivise collettivamente, per paura della morte. Colui che non è in grado di amare se stesso per come o cosa è, non può essere responsabile di niente e di nessun altro o delle sue azioni, è un abbaglio, è una menzogna ed una tortura di se stessi senza utilità. Le regole sono per tenere a bada la nostra incapacità di usare con profitto la consapevolezza e l’energia di cui disponiamo.
Vincere la paura della morte è l’unico gioco che vale la pena giocare. E’ importante smettere di alimentare la “morte” fisica con pensieri ed emozioni demolitivi come l’insicurezza, la disattenzione, il disprezzo degli altri, ed iniziare a conoscere cosa sia la morte iniziatica; quello che Gesù chiamava morire in vita. Egli e tutti gli altri parlano della morte che può avvenire durante la vita. Si tratta della morte del tiranno che ci ha portato alla schiavitù, ovvero la “paura” stessa. I pensieri distruttivi e l’auto sabotaggio sono il frutto dell’ignoranza, si sono fissati con il dolore che abbiamo provato e che chiamiamo traumi; il metodo è scovarli, vedere quando generano emozioni negative e dissolverli come polvere. Con cosa? Con il potere più potente di cui disponiamo la nostra energia sessuale, e con il dono dell’attenzione, del buon senso, dell’astuzia di Ulisse, dell’intelligenza al servizio dell’Essere, dello Spirito combattivo e non rinunciatario, ecco perchè il sangue bolle; è necessario guardare il mondo con attenzione, con intelligenza e consapevolezza.
Non un solo granello di “morte” deve affiorare e mangiarci senza che noi non ce ne rendiamo conto. Non un granello di inferno deve entrare nel nostro paradiso interiore; in quel luogo, cioè, dove stiamo costruendo la nostra possibilità di riscatto e di libertà. Il paradiso è uno stato di coscienza ed un grado di libertà che deve restare imperturbato, è questo il tempio interiore di tutti i tempi, ed è per questo che “credere per vedere” è il motto di tutti coloro che stanno costruendo il vero “sogno”, che non è sonno, ma visione, il “sogno” è la fede cosciente dei saggi, che credono e per questo iniziano a vedere … la fede autentica nel fatto che ci può essere di più di questo mondo così come ci viene descritto. Una volta ho sentito dire che “un uomo è ciò che sogna”, – scetticismo, dubbio, paure, sensi di colpa sono ciò che uccidono il suo sogno e si sostituiscono ad esso, ecco perchè la nostra società è così maledettamente materialista: se distruggo il “sogno” controllo il mondo. Impara, nulla può entrare nel nostro tempio interiore, pena la perdita di tutta la nostra stessa realizzazione, è importante mantenere viva la visione. 
“Dobbiamo imparare a morire di meno ed a sognare di più”,  – so che sarò criticato per questo, ma solo perchè non si è inteso cosa sia l’arte del “sognare” … Se si mette in discussione l’idea che la morte è inevitabile, allora nasce, emerge una possibilità, quella possibilità di cui i saggi parlano, quella possibilità che la natura ha dato agli umani. Se non lo facciamo, rimaniamo prigionieri dell’illusione collettiva, vittime della nostra conflittualità e non potremo che morire dentro. I nostri conflitti interiori sono più pericolose di qualsiasi guerra. Quando ti arrabbi, quando sei invidioso, quando te la prendi col mondo, col traffico, con la politica (partitismo sarebbe meglio), con l’ingiustizia, con il vicino e lo vuoi correggere, lo vuoi normalizzare, quando giudichi, quando ti giustifichi, quando ti lamenti tu stai morendo dentro poco alla volta, stai rendendo la tua vita quell’inferno dal quale un giorno vorrai evadere morendo fisicamente.

“Amate i vostri nemici” – era per nostra utilità, non del nemico. E’ in questo che consiste la grande utilità l’autosservazione, nel guardasi dentro per scovare tutti quegli stati, l’umore distruttivo che ci logora e ci uccide lentamente. E’ in questo che consiste la guarigione e la libertà. Se non sono cosciente di questo processo di generazione dell’umore e non lo circoscrivo, questi stati si materializzano negli eventi spiacevoli della mia vita. Il plesso, devo imparare ad ascoltare quali sono le sensazioni, quali gli stati emotivi che mi attraversano proprio adesso in questa regione del mio corpo, perchè è lì dove sta la digestione, sia del cibo che delle impressioni ed idee, delle circostanze e del prelievo sensoriale. Quando vibriamo nella “paura”, il livello si abbassa, la nostra visione si restringe, ci sentiamo deboli e vulnerabili ed è allora che cerchiamo conferme nel mondo esterno, rassicurazione e considerazione ed è questo il momento in cui qualcosa in noi si nutre. 
L’ego è la paura della morte, l’ego è animale che vuole sopravvivere a nostro discapito; esso è un parassita che inizia a formarsi già al concepimento del feto, quando ancora si trova nella pancia della madre, è l’“istinto” dell’animale con i propri “poteri” e le sue pulsioni; – “gli uomini non nascono, vengono coltivati”. L’ego, l’io è una struttura psicologica alterata dai primi processi educativi, o di condizionamento, che l’esperienza sensoriale ha contribuito e contribuisce a rinforzare e costruire, un ritratto immaginario di sé costruito sulle idee altrui e sull’idea che siamo solo fondamentalmente mortali ed umani, i suoi bisogni diventano i nostri nel momento in cui crediamo alla descrizione del mondo che ci è stata passata, invece che cercare di scoprire da se stessi la realtà. La controparte, l’antagonista all’io animale, è la coscienza, è l’intelligenza, è il potere di cambiare; ecco perchè l’ego non sa che la fonte dell’energia è dentro di noi, ed ecco perchè ci spinge a cercarla fuori, elemosinando la considerazione altrui, perchè non è in suo possesso, perchè la fonte non si può possedere, si deve esserla. 
E’ il nostro “alter ego” che ha bisogno e cerca il compiacimento degli altri, e siccome noi ci crediamo lui, abbiamo fatto dei suoi bisogni i nostri. E’ la sua paura quella che sentiamo, ma è inutile che te lo dico, perchè ne siamo talmente soggiogati che non siamo capaci di credere che una cosa simili, e così assurda, possa essere anche allo stesso tempo vera, reale, anzi l’unica realtà. E’ la mancanza di conoscenza e soprattutto di un autentica fede a farlo, cosa che si traduce nella nostra incapacità di “sognare” o di “credere” che è la stessa cosa, infatti sognare per me è immaginazione cosciente, è fede, è una mente focalizzata in una verità che non può essere descritta, ma vissuta intensamente dentro. Ecco perchè abbiamo bisogno di avere contatti con coloro che conoscono la fonte di questa particolare sensazione che è il “sogno”, invece di cercare continuamente solo la loro approvazione. E’ così che il lavoro di questi “profeti”, di questi trasmettitori moderni, di questi portatori sani di un lignaggio, della baraka, viene vanificato. Il problema è nella stupidità e nell’ignoranza di cercare la loro considerazione, la loro attenzione, … è in questo piccolo dettaglio che consiste la forza e la grandezza dell’azione del condizionamento che abbiamo subito e che subbiamo. Le masse sono controllate, ma l’individuo può cambiare il flusso del suo destino. Le persone cercano i maestri, ma non sanno come usarli, li venerano, e così non apprendono niente, restano gli animali impauriti di sempre. 
Smettiamola con tutte queste scemenze sulla spiritualità, così come li riceviamo sono solo altri sistemi di controllo; voi cercate lo spirito perchè avete paura della morte, ma sappiate che vivere e morire è cosa seria, molto seria e soprattutto estremamente materiale; lascia andare i giocattoli che il mondo ti ha dato per tenerti in schiavitù, – la reinacarnazione, il karma, e chissà quale altra diavoleria, – ed inizia a rinunciare a morire, perchè l’idea vera della morte non l’hai mai veramente avuta, altrimenti avresti scoperto come ti controlla. A Dio non serve altro. La reincarnazione, il karma come lo conosci è una buffonata romantica per tenerti attaccato ad una speranza. Siamo schiavi, schiavi della visione, del “sogno” di qualcun altro. Moriamo perchè non abbiamo mai visto altro che quello. Non c’è niente là fuori. Fuori di noi, non c’è nessuna forza, nessun maestro, Dio o fratello dello spazio che possano influenzare il nostro destino. In noi la vita si compie senza la nostra personale partecipazione, crediamo di avere libero arbitrio, ma non è altro che un illusione se non rinunciamo a tutti i beni che il mondo degli umani ci ha dato per tenerci impegnati. Dio stesso allo stato attuale della nostra consapevolezza non è altro che la proiezione dei bisogni del nostro “alter ego”. Il libero arbitrio è scegliere di non morire più. 
Carriera, soldi e successo, sono tutte proiezioni per farti sentire frustrato quando non li raggiungerai, sono aspettative nel “mondo” irreale e sono le vere illusioni, sono necessarie alla produzione delle emozioni di gioia e dolore, che formano la tua vita. Conquistate il regno dei Cieli e il resto vi verrà dato come conseguenza. La nostra vita è un effetto collaterale del fatto che esistiamo, a che livello esistiamo determina gli eventi. Il livello è un tipo di vibrante manifestazione di Sé. Se vibriamo in emozioni dense invece che in un sentimento di sé, moriremo, e questo è tutto. Il mondo è il campo da gioco, ma se non capisci che le cose che ti accadono non devono servirti a trasformarti in uno sconfitto disilluso e cinico, o per caricarti di amarezze, e per alimentare una quantità d’amor proprio e di vanità, ma per consentirti di conoscerti e liberartene, resti intrappolato. La stessa cosa che può salvarti è quella che produce il sonno e l’illusione. Quindi come vedi il mondo non è né buono, né cattivo, è utile, e quello che ti accade lo è molto se impari come guardarlo per arrivare un giorno a vedere. 

Marco 8:36, “Che gioverà infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua?”

Vinci, vincete questo è tutto, dice un antico rituale, e si sta riferendo al fatto che siamo chiamati a vivere, ad essere presenti e reali a noi stessi per sconfiggere il nemico dell’eternità, la morte stessa. Siamo circondati da infinito e meraviglie e non lo vediamo più, perché non siamo più capaci di sentirlo, dobbiamo operare un profondo cambiamento passando per l’eliminazione della paura. Come? Prima devi scoprire di averla, sorveglia la tua vita e scopri come la paura domina le tue scelte (preoccupazioni, immaginazione negativa, amor proprio, vanità, insicurezza, sensi di colpa, scetticismo, dubbi, etc..), e quando avrai accumulato abbastanza energia per farlo dirigila su di essa. Quale energia? Un energia verde, un energia di colore verde, brillante ed il calore, che genererai trasmutandola. Senza l’energia sessuale non c’è alchimista, non c’è l’arca di Noè. Il sesso come lo conosci è dell’animale, il sesso di cui ti parlo è mistico, è religioso ritorno all’essere, è la camera nuziale di cui parla Filippo nel suo vangelo –

“Il letto nuziale non è per gli animali, né per gli schiavi, né per le donne impure, ma per gli uomini liberi e per le vergini”.

La “petite mort“, così viene chiamata, lo spasmo animale od orgasmo alimenta la morte fisica ed è la piccola morte che non ti puoi permettere se vuoi vincere la morte. Non c’è nessuna aberrazione in questo. Ragiona! Nel mondo gli uomini e le donne si uniscono per partorire nuovi umani, e questo è in accordo con la natura di mantenimento della vita su questo piano. Le masse vengono coltivate, sono un fiume in movimento senza sosta e solo se si riproducono questo fiume può continuare. Alcune gocce, grazie alla possibilità di evaporare e riprecipitare nel calice del santo Graal, metafora della rinascita, sfruttano la possibilità che la natura mette loro a disposizione per saltare su un altro piano esistenziale. 

“In mezzo al paradiso crescono due alberi: uno genera animali, l’altro genera uomini. Adamo mangiò dell’albero che genera animali: divenne animale e generò animali. Per questo i figli di Adamo venerano animali. L’albero di cui Adamo mangiò il frutto è l’albero della conoscenza. Questo è il motivo per cui aumentarono i peccati. Se egli avesse mangiato del frutto dell’altro albero, cioè del frutto dell’albero della vita, quello che genera uomini, allora gli dèi venererebbero gli uomini. Poiché all’inizio Dio creò l’uomo. Ma ora gli uomini creano Dio. Nel mondo le cose vanno così: gli uomini si fabbricano degli dèi e venerano le loro creazioni. Sarebbe invece opportuno che gli dèi venerassero gli uomini.”

Allo stato attuale non vi è prova certa, solo una ipotesi di lavoro ben fondata. Se un individuo accetta la sessualità concepita nel senso comune assolve ai compiti della natura di mantenimento, genera animali, diversamente lotta contro la sua morte fisica e sceglie l’albero della vita, smette di generare peccati (inteso come mancare l’obbiettivo) divenendo un uomo od una donna autentici. Entrambe le cose sono in accordo alla creazione. L’albero della conoscenza del bene e del male da il potere di conoscere ma esentò Adamo ed Eva dal male né li stabilizzò nel bene, ma predispose la morte per quanti ne mangiarono i suoi frutti. – Poiché quando egli disse: “ Mangia di questo, non mangiare di quello “, fu l’inizio della morte (sempre dal vangelo di Filippo). Vincere la morte inizia dal vincere la pulsione alla riproduzione per nascere una seconda volta, 

“Giov. III.  3 Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio». 4 Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?» 5 Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.  6 Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è Spirito. 7 Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo”. 8 Il vento soffia dove vuole, e tu ne senti la sua voce, ma non sai donde venga nè dove vada; così è di chiunque è nato dallo Spirito». 

Si capisce vero quello che stanno dicendo? La carne è la riproduzione, la sessualità nella concezione comune, ed anche se gli uomini ne fanno un uso ludico, alla natura non importa, ne è testimonianza 7 miliardi di esseri umani su tutta la terra,  ciò che nasce dallo Spirito è frutto della trasmutazione, lo Spirito è lo Spirito Santo e lo Spirito Santo e la forza di Kundalini sono legati in modo indissolubile, almeno in termini di concetti esoterici. Acqua e spirito, l’acqua è l’energia sessuale, le nostre acque seminali, lo Spirito è il fuoco con cui accenderle, il fuoco della passione che arde e fa volare gli amanti, nascere da acqua e Spirito significa trasmutazione, la nascita è una nuova creazione che non è umana  e che per realizzarsi non può che utilizzare l’energie creatrice erroneamente chiamata sessuale. Ma l’uomo scarta il sesso come pietra delle fondamenta della costruzione della sua personale Gerusalemme interiore, il sesso è sacro ed è cosa tremendamente divina, nel sesso risiede il potere che ci divinizza, il sesso è cosa del Cielo, dei Cieli interiori. IL sesso è la pietra angolare scartata dai costruttori del tempio di Luxor. Luxor è la luce interiore, il Cristo, la poderosa intermediazione astrale che allaccia la nostra personalità fisica con l’immanenza del padre solare. Kundalini è il serpente che Mosè innalzo nel deserto. 

 12 Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti? 13 Nessuno è salito in cielo, se non Colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo, che è nel cielo. 14 «E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, 15 affinché chiunque crede in Lui abbia vita eterna».”

Il simbolismo degli "Apostoli"

Torniamo agli apostoli ed il loro insegnamento. La castità ha a che vedere quindi molto con l’insegnamento dell’apostolo Pietro, ecco perchè egli viene raffigurato con le chiavi del paradiso (d’oro), ma anche dell’inferno (d’argento), questo perché il Sesso è Sacro e tremendamente divino, il Sesso è la scala per salire o per scendere; l’uomo si divinizza per mezzo del sesso; l’uomo e la donna si cristificano per opera del sesso. La clausura, il celibato, l’astinenza sessuale sono degenerazioni di questa meravigliosa dottrina.

In realtà, sempre, quando l’uomo e la donna si uniscono sessualmente, arriva lo Sposo, ovvero lo Spirito Santo è sempre presente nell’unione sessuale, perché egli si prepara comunque ad una creazione, da come gli ufficianti praticheranno quell’unione dipenderà cosa lo Spirito genererà: se un animale o un uomo. L’animale la bestia è l’ego. L’ego si cristallizza a causa delle cadute sessuali, a causa della perdita sessuale l’orgasmo animale. E’ lo Spirito Santo, il Nef egizio, l’ispirato annunciatore che ci accoglie nell’alto dei cieli o ci disconosce e ci allontana da essi.

Tutto dipende solo dal come “operiamo” nella Fucina dei Ciclopi (?). Si legge nel vangelo di Filippo – «a Gerusalemme tre erano le case che fungono da luogo di sacrificio […] il battesimo è la casa «santa»; l’unzione è «il santo del santo»; la camera nuziale è «il santo dei santi». Il battesimo comprende la risurrezione e la redenzione. La redenzione ha luogo nella camera nuziale. Ma la camera nuziale è superiore ad essa, poiché tu non troverai nulla come essa». Il battessimo è il battesimo delle acque seminali, la conoscenza della pratica sessuale, la nascita sessuale, la camera nuziale che è «il santo dei santi» è la trasmutazione sessuale. L’unzione è «il santo del santo».

Pietro è, rappresenta quindi, il sesso ed è intimamente collegato con le caratteristiche del segno dell’Ariete, ciò che dice e fa Pietro nei vangeli si riferisce esclusivamente ai processi del sesso. Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno rifiutata è diventata pietra angolare; ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa meravigliosa agli occhi nostri”?… Chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato; ed essa stritolerà colui sul quale cadrà” (Matteo 21: 42, 44).

“Infatti si legge nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e chiunque crede in essa non resterà confuso». Per voi dunque che credete essa è preziosa; ma per gli increduli «la pietra che i costruttori hanno rigettata è diventata la pietra angolare, pietra d’inciampo e sasso di ostacolo». Essi, essendo disubbidienti, inciampano nella parola; e a questo sono stati anche destinati” (1 Pietro 2: 6-8). “Siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare” (Efesini 2: 20). “Egli è “la pietra che è stata da voi costruttori rifiutata, ed è divenuta la pietra angolare” (Atti 4: 11).

Della nostra energia sessuale, egli è il conoscitore, ne ha tutte le chiavi, è una parte autonoma ed autocosciente del nostro “essere” interiore che opera o no il cambiamento, questo dipende dalla nostra scelta, e non mi sto riferendo ai passeggeri entusiasmi della moderna struttura della nostra personalità, ma all’anelito, a quell’anelito nascosto, aimè da noi stessi, nelle profondità del nostro inconscio, catturato ed imbottigliato in mille inutilità e che è ciò che ci caratterizza realmente. La caduta di cui si parla nelle scritture è sessuale. Perdere l’energia sessuale che è della costruzione del tempio equivale a cadere. La caduta è la causa della discesa degli umani su questo piano di realtà. Il sesso è la porta della discesa, il sesso è l’antidoto per la risalita, ma deve un sesso alchemico, deve essere scientifico.

Colui che perde le sue acque, degenera e muore. Colui che sperpera il liquido sacro degenera di fatto le sue acque che non possono più germinare. Il Frutto dell’albero della vita è il Cristo, l’albero della vita è il liquido che risale lungo la colonna vertebrale, l’albero è la colonna spinale, è vita quando genera il Cristo. Il Cristo è il cammino, la verità e la vita. IL Cristo è la rigenerazione, il Cristo sono i processi per la rigenerazione e la resurrezione dal regno dei “morti”. I morti siamo noi quando cediamo alle tentazione Luciferica e cadiamo. Cristo-Lucifero lavora in noi per la nostra redenzione. Il Cristo in sostanza è Coscienza, è il Lucifero imbiancato.

E’ di sonno che sto parlando qui, di incoscienza, di non conoscenza, non di morale, la morale non serve, ciò che scrivo è per chi si vuole rendere conto, per chi sta cercando, non è per rendervi ancora più ciechi o schiavi di nuovi paradigmi della mente, ciò che scrivo non è e non deve generare nuovi dogmi, ma visioni, visioni, solo esclusivamente visioni, immagini di qualcosa a cui forse “ancora” non avevate “ancora” pensato, a cui forse non ci eravate “ancora” arrivati. Quello che scrivo è per chi sospetta, non per chi crede.

Sapevate che durante l’atto sessuale di quelle centinaia di spermatozoi che si versano nel tentativo di concepire una nuova creatura ci sono solo dodici spermatozoi che si uniscono in una specie di schema sulla superficie dell’ovulo, schema che si sta ancora cercando di capire e che permetterebbe solo ad uno, l’undicesimo, il dodicesimo od il tredicesimo spermatozoo di penetrare nell’ovulo? Uno spermatozoo non può penetrare la membrana senza la presenza degli altri dieci, undici o dodici “concorrenti”.

Interessante relazione, non trovate? Dodici spermatozoi che permettono al tredicesimo di entrare. Perché secondo le scritture Gesù avrebbe riunito intorno a se dodici persone? Dodici individui scelti con precisione per collaborare al suo personale disegno, alla sua personale realizzazione di una nuova nascita, della sua nascita seconda. E’ forse possibile che il riferimento di certe scritture al fatto che il Cristo è il seme, lo sperma sacro abbia una qualche relazione con quanto esposto qui? E’ possibile che il Cristo è lo sperma sacro che dà alla luce un essere “Cosmocratore”?

Il piccolo spermatozoo penetra attraverso la zona “pellucida” con l’aiuto di altri spermatozoi, 12 collaboratori, 12 apostoli, e poi comincia a nuotare verso il nucleo femminile. Successivamente e guarda caso strano, la prima cosa che succede una volta penetrato è che la coda dello spermatozoide, la sua coda, che aveva tanto agitato vorticosamente, spinto e scaldato dall’impulso sessuale, si stacca e spari­sce – semplicemente non c’è più. Non è interessante? Nell’istante in cui lo spermatozoide penetra, la perde, si la perde per sempre, perde la coda, il Kundabuffer, il Kundantiguador, la coda del serpente tentatore dell’Eden. Lo sperma spinto dall’impulso Luciferico ed aiutato dai suoi 12 apostoli penetra la sfera, la bolla di realtà in cui vive, il ventre della creazione, “matrix”, dove tutto gesta e nasce, per morire e risorgere ad una nuova forma. Dire che è tutto oltremodo affascinate e di una coincidenza meravigliosa è quasi banalizzare.

Poi, la piccola testa si espan­de e diventa una sfera perfetta, il pronucleo maschile; diventa esattamente della stessa misura del pronucleo femminile che contiene l’altra metà delle informazioni, non 2 parti di una mela, ma un intero che si unisce all’altro, un intero che ha nuotato, che ha viaggiato nel mare della vita e l’altro che ne ha atteso paziente il ritorno, come nell’Odissea di Ulisse e Penelope.

Poi i due pronuclei passano l’uno attraverso l’altro e formano il rapporto geometrico chiamato “vesica piscis” o mandorla mistica. Non è possibile che due sfere passino una attraverso l’altra e coincidano perfettamente, cioè che abbiano la stessa grandezza, senza formare una “vesica piscis”[1].

E’ possibile che questo significa che in quel preciso momento, i pronuclei maschile e femminile formano l’immagine del pri­mo movimento del primo giorno della Genesi, e letteralmente in quella geome­tria è contenuta tutta l’informazione della Realtà e della luce? Christus-Lucifero e Iside-Meri sono il mistero della creazione. Gli apostoli sono insegnamenti, sono aspetti che appartengono all’umano ed hanno molto a che vedere col suo ulteriore sviluppo intellettuale, emotivo e anche fisico. Gli apostoli sono un insegnamento che permette all’umano di svilupparsi ulteriormente oltre la grande Natura di mantenimento, sono le facoltà latenti dell’”Essere Reale”, le 12 potestà del Padre Celeste, che possono essere risvegliate ed ingrandite per mezzo di un lavoro psicologico e di utilizzo sensato e coerente delle proprie energie. Pietro è il sesso, Giovanni è il Verbo, Giuda l’intelligenza e cioè quell’aspetto della nostra coscienza che è sempre sveglia, ecco perché sul monte degli Ulivi è l’unico che non si addormenta, Giuda è la “Guida”, è quella parte di noi che ci guida alla conoscenza, alla ricerca di qualcosa, è l’anelito che nonostante è respinto pulsa dalle profondità dei nostri inferni interiori.

Giuda è la conoscenza del “bene” e del “male”. Filippo è il mistero, è l’occulto che si palesa per effetto del nostro lavoro, egli è la conoscenza occulta che nasce perché siamo casti, è la magia elementale ed la capacità di ordinare la natura, Filippo è il Teurgo interno, è il vivo elementale intercessore, è lo sdoppiamento astrale cosciente, è la scienza dello sdoppiamento astrale. Matteo è la scienza pura, la scienza dello gnostico, del cristiano primitivo, è la scienza e la conoscenza degli elementi dell’alchimia, è la scienza dei mercuri, ecco perché Il Vangelo secondo Matteo è l’unica fonte biblica a descrivere l’episodio della venuta dei Re Magi, perché i 3 re sono i gradi del mercurio, i 3 gradi per conseguire la pietra filosofale.

Timoteo sono i processi alchemici, la trasformazione dell’alchimia umana. Giacomo sono i misteri cristici, Giacomo è il patrono dell’opera, è Santiago; ecco il senso dell’omonimo cammino, poveri pellegrini gli hanno lasciato solo i Km da percorrere, eppure qualcosa accade comunque. Il Pellegrino nel cammino di Santiago sviluppa la costanza e la volontà. Santiago è noto come il cammino delle spade. La Spada è la volontà, è la volontà che si sviluppa nell’unione sessuale per non cedere allo spasmo animale. Leggere le epistole di Giacomo ci chiarisce molti aspetti dell’opera che cerchiamo di compiere.

Marco. Molte possono essere le persone ad aver risvegliato il proprio fuoco sessuale, ma pochi sono coloro che sono in grado di farlo ascendere, cioè, risalire lungo il canale midollare, questo perché non hanno prodotto abbastanza meriti del Cuore da permettere questa salita, e per questo motivo, l’apostolo Marco è il sacrificio, l’appiccato del libro dei Tarocchi, che è, sì, l’uomo preso nei sistemi del mondo, appeso per un piede senza possibilità di liberarsi, ma è anche il sacrificio e quindi i meriti attraverso l’apostolato, il rispetto della vita e degli altri. La Madre divina è dissolta in tutta la natura, essa è lo spirito vivente, lo Spirito Santo, se vuoi; per ottenere i suoi “favori” è necessario che l’essere umano sia rispettoso della vita.

Marco è i meriti del cuore che svegliano ed innalzano il nostro fuoco sessuale. Senza amore, senza rispetto per la vita, non possiamo ascendere, questo lo dobbiamo capire, non si tratta di una forma di moralismo, è reale. Come possiamo comprendere l’altro, se distruggiamo altre forme di vita od inquiniamo le acque per i nostri piaceri? Questo, è evidente, è solo il sintomo proprio della mancanza di una coscienza, non possiamo compiere qualcosa, qualsiasi cosa, senza di essa. Marco è l’amore verso il prossimo, è la capacità di rispettare l’altro, è l’alchimia dell’ascensione. Il sacrificio è insegnare agli altri come rendersi responsabili, come non essere “vigliacchi”, come operare nella vita secondo la dottrina della coscienza, il sacrificio è insegnare questa meravigliosa dottrina, … ma come posso insegnare ad altri ad essere responsabili delle proprie azioni se non sono in grado di dare per primo l’esempio?! Il sacrificio è un lavoro di eliminazione della nostra ipocrisia, della falsa morale, è la ricerca della verità interiore ed il rispetto dell’umanità, è l’amore profondo ed autentico verso gli altri, è provare un autentica compassione per la sofferenza altrui e per la condizione umana…

… e questo nessuno può fingere di avercela, la possiamo sviluppare, attraverso l’eliminazione dell’egoismo, questo, sì, lo possiamo fare. Chi sente sinceramente di voler compartire ed aiutare il suo prossimo dovrebbe impegnarsi ad estirpare in se la radice che gli impedisce di ascendere ad una Coscienza vera, che è la propria “soggettività”, che opera attraverso il giudizio, la mancanza di indulgenza, il voler attribuire meriti e biasimi, o attraverso la mancanza di sensibilità verso tutte le forme di vita (le 2 cose sono legate).

Luca è l’elemento che deve nascere in noi e che ci permette di comprendere la natura dei numeri, egli è ciò che ci insegna ad elaborare ed è per certi versi la conoscenza della Kabala. Luca può essere considerata la capacità di comprendere i codici sottesi nei legamonismi, nelle lamine del libro di Thot, nell’arte, nelle statue, ed in qualche modo di elaborarli per portarci ad una comprensione della dottrina, di noi stessi e dell’opera che stiamo compiendo. Luca è ciò che ci permette di applicare un sistema, ad esempio, cabalistico ed interpretare così i sogni, un sorta di processo di inspirazione combinata con la conoscenza intellettuale di questi sistemi.

Andrea sono i misteri della croce, sia la morte sulla croce, che la croce intesa come l’unione del fallo e dell’utero, la croce di sant’Andrea simbolo della bandiera Scozzese, dell’Inghilterra e dei paesi del Commonwealth, si riferisce a questo ed, insieme al simbolico fiore del Cardo, la Rosa Ignea centro della croce, è diventata ispirazione di una certa antica confraternita di quei luoghi. Molte sono le confraternite mistiche che hanno adottato il magico segno di Andrea, la X. “Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea, suo fratello, che gettavano la rete in mare poiché erano pescatori. E disse loro: “Seguitemi, vi farò pescatori di uomini”” (Matteo IV, 18-19).

Andrea è colui che assistette alla miracolosa pesca del lago di Genesareth ed è simbolico del fatto che il fuoco sacro realizza tanti prodigi tra cui quello di moltiplicare il pane ed i pesci, ancora una volta non fisicamente, ma come simboli Cristici e quindi anche sessuali. La croce di sant’Andrea e le miracolose chiavi di san Pietro sono due meravigliose repliche dello stesso mistero sessuale: Lucifero è la scala per salire, Lucifero è la scala anche per scendere … La croce di sant’Andrea rappresenta l’unione e l’equilibrio perfetto del femminile e del maschile nell’individuo, sia esso donna o uomo. La croce di sant’Andrea è l’equilibro tra la forza e l’amore, tra mercurio e zolfo, tra acqua e fuoco.

Tommaso è la mente interna, è quando cominciamo realmente a mettere il dito nella piaga, come si suole dire; Tommaso è quando facciamo carne le istruzioni dell’insegnamento, ma soprattutto quando usiamo il giusto scetticismo per raggiungere la verità, Tommaso è quando smettiamo di essere dogmatici, creduloni e ci facciamo le domande, quando ci mettiamo in discussione, quando non diamo niente per scontato, quando vogliamo conoscere l’oggettività delle cose, Tommaso è quando superiamo i concetti di bene e male ed andiamo a ciò che c’è. Una piaga, una ferita, … non mi lamento, non mi auto commisero, lavoro, procedo; il saggio si rifugia sempre nel silenzio della sua stanza interiore ed intima, Tommaso è la mente interna, è la Fede che cresce per effetto di un opera fatta, Tommaso è la conquista della Fede con la “F” maiuscola.

Ultimo, perché è solo alla fine di tutto questo percorso che passa da ognuno di questi apostoli, come stazioni di un viaggio di trasformazione intima, arriva Bartolomeo che è la mistica, è il vero mistico, la relazione intima, l’intima emozione di sentirsi appagati connessi, collegati con la fonte, che è l’intimo nostro ”essere” profondo; la mistica è lo stato supremo della Coscienza, il quarto stato di coscienza, l’ispirazione.

Bartolomeo è l’aspirazione di ogni uomo: la pace in Cristo, la personalità fisica adatta per ricevere la luce per Padre; mi dispiace non c’è un altro modo di spiegarlo, capisco che sono parole anche vecchie e già usate, ma Bartolomeo è l’insegnamento dell’uomo equilibrato, il canale, l’alloggio dell’essere, se il Cristo è l’intermediazione astrale tra l’immanenza suprema del Padre Solare e la nostra personalità fisica, Bartolomeo è quella personalità. Bartolomeo è l’uomo liturgico.

Facciamo un piccolo passo indietro. Nel percorso personale ed individuale al quale siamo qui invitati a seguire Giovanni arriva, simbolicamente, dopo Pietro ed Andrea, egli è il verbo, è l’energia sessuale fatta verbo, fatta forza della creazione, ecco perché egli è tutto ciò che rimane e cioè l’Apocalisse, il racconto dell’Apocalisse. L’apocalisse di Giovanni è il testo che parla dell’apocalisse interiore che ogni iniziato attraversa nel viaggio di ritorno alla Fonte Eterna.

L’apocalisse è il lavoro esoterico, i 4 cavalieri, ad esempio, sono gli elementi con cui lavorare, ecco perché ogni cavallo ha un colore e quel colore definisce un lavoro, una prova. Giovanni è il potere della “parola”, il Verbo, ed il potere della “parola” si trova nell’energia che la produce, ovvero il sesso, l’energia che crea. La prima creazione che l’energia creatrice in noi fa è darci un corpo fisico, una macchina biologica, un corpo planetario per esprimerci su questo piano. La seconda potenziale creazione è il Cristo. La laringe è collegata all’apparato sessuale, ogni uomo lo sa, è una verità che conosce perché ne ha fatto esperienza. Quando l’energia creatrice si sveglia nei maschi si sviluppa quello che, guarda caso, si chiama il pomo di Adamo.

Perché? Perché quando cadde dall’Eden simbolico, perse il potere della “parola”. E’ una questione ormonale, gonadi e tiroide sono collegate, e questo significa solo una cosa che a seconda dell’uso che faccio dell’una influenzo l’altra, se sono casto il mio verbo si fa di potere, d’altro canto se non mento, se non uso lamentarmi o giustificarmi, se sono coerente nel parlare, se sono casto nel verbo lo divento anche nel sesso; è l’atteggiamento che mi aiuta nel compiere la mia castità sessuale. Pietro è la pietra su cui fondare la costruzione del tempio; la pietra scartata dai costruttori che è diventata pietra d’angolo, la pietra angolare è quella su cui si regge un tempio, il Tempio è l’uomo edificato, è il Tempio di Salomone, l’anima umana, frutto del lavoro fatto di comprensione ed eliminazione dei difetti, e l’anima divina, che da sempre attende colui che compie l’opera, si uniscono a formare la stella a sei punte simbolo del sigillo dei Re. Le 2 colonne del tempio si chiamano Jakin e Boaz, sono una nera ed una bianca e stanno a simboleggiare i 2 cordoni nervosi che si dipanano lungo la spina dorsale a destra e a sinistra, intrecciandosi a forma di otto e che permettono l’ascesa miracolosa dell’energia seminale fino al cervello.

Questo è l’edificio del tempio e la pietra angolare scartata dai costruttori è Pietro, il sesso. Questa è l’unica autentica chiesa di cui parlava Gesù: la costruzione di Sé. Ogni apostolo in questo insegnamento ha una valenza negativa, positiva e neutra, proprio come le tre forze del Triamazikamno Sacro, ad esempio Pietro, nella sua parte negativa odia le donne, nei vangeli si innervosisce quando parla Maria, nega il suo maestro, nega il Cristo interno, nega la castità; nella sua parte positiva è l’asceta, la castità senza l’alchimia, senza la magia sessuale; nella sua parte neutra è quando è trasceso per effetto del lavoro con la Croce, di Andrea, che è i misteri della Croce, la conoscenza del sesso nella coppia, della trasmutazione nel Matrimonio perfetto, nell’arcano AZF, i misteri del Sesso Yoga, e quando questo accade, quando il Pietro interiore è casto e tramutato compare Giovanni, il verbo magico. Giovanni è adulterato quando mentiamo, quando facciamo un cattivo uso del verbo.

Come gli altri apostoli anche Giuda ha 3 aspetti, quello negativo, ad esempio, è essere terribilmente passionale, il tradimento è legato a quest’aspetto, quello positivo è l’intelligenza, ma usata a proprio vantaggio. Uno degli aspetti invece eccellenti di Giuda, è quello neutro ed è quello di un’intelligenza utilizzata per la morte dell’ego. Giuda è, inoltre, il tesoriere del gruppo, è, cioè, il depositario della dottrina, il discepolo più esaltato, l’unico in grado di compiere il ruolo del traditore. E’ Giuda che conduce i soldati da Gesù e gli dice: “maestro questi ti cercano”. Chi sono i soldati? L’ego. E’ Giuda che conduce l’ego davanti al maestro, è Giuda che con il bacio afferma che Gesù è il maestro, perché, come ci dice il mito, nessuno sapeva quale dei 12 era il maestro, è Giuda che con un bacio glielo indica.

Questo è uno dei simbolismi più importanti del dramma del Cristo, perché ci sta ad indicare che tutto ha inizio con un bacio, e può finire o col la cristificazione o con il tradimento e la caduta sessuale. Giuda è la passione, il Lucifero, la tentazione che dobbiamo vincere per elevarci, per prendere la saggezza imprigionata nell’ego. Giuda è il filo del rasoio, egli ci mostra l’ego e ci prova nei suoi aspetti quando lo stesso agisce in noi, spetta a noi “restate svegli, per non cadere in tentazione” – proprio come diceva Gesù ai suoi discepoli sul monte degli ulivi, ma l’unico a rimanere sveglio era Giuda.

Giuda insegna nel bene e nel male. Giuda è la Guida, il Lucifero, colui che ci fa uscire o precipitare per sempre nell’Averno. Lucifero è uno sdoppiamento del Cristo. Lucifero non è brutto, Lucifero si vede brutto, e si conosce come il demonio perché egli si rivestì della malvagità ed del peccato di ognuno di noi per mostrarci e farci vedere come siamo internamente. Lo scopo del Cristo-Lucifero è sempre quello di liberarci, sfortunatamente se noi non lo vinciamo nella fucina dei Ciclopi che è l’unione sessuale egli ci trascina, anzi, noi stessi ci trasciniamo, all’involuzione ed alla morte seconda, che non è altro che la dissoluzione dell’ego per mezzo della Madre Natura nel suo aspetto di Kate Proserpina.

L’essenza sempre verrà liberata dalla malvagità di cui si è rivestita nel corso delle esistenza, quella malvagità è lo strumento di Dio per conoscersi e per liberarsi dalla sofferenza prodotta dall’impietoso Heropas. Questa purificazione, questa liberazione può essere condotta per Coscienza, conquistando cioè un Anima o attraverso il passaggio nei mondo atomici inferiori dove la Madre Natura col nome di Kate Proserpina opera.

La scintilla divina che siamo, la nota “Essenza”, può tornare alla fonte solo se purificata della sostanza astrale degli Arconti con cui è stata mescolata all’origine di questo mondo; l’ego, l’ostinato è lo spirito di opposizione in noi, su di noi e motivo per cui si legge, ad esempio, in Pistis Sofia – «Questo calice dell’oblio diviene per l’anima lo spirito di opposizione: resta all’esterno dell’anima, le fa da abito essendole simile sotto ogni aspetto ed essendo un involucro all’esterno di lei, come un abito. …» L’ego è l’involucro che oscura la scintilla divina che anima e dà vita ad un corpo fisico, il corpo è il calice in cui è stato tutto mescolato, ecco perché la purificazione è sessuale.

Dante descrive realmente gli inferni atomici qui ed ora su questo pianeta, l’inferno è il luogo della purificazione, è il luogo che serve all’essenza per ritornare alla fonte purificata come all’origine. La purificazione non può che essere atomica, visto che la sostanza è stata mescolato con noi (scintilla divina) a quel livello di esistenza. Come questi inferni vengono attraversati dipende dalla monade personale, dipende dall’anelito spirituale che alberga in ognuno di noi, ecco perché Dante compie il suo viaggio da vivo, come un uomo vero egli entra nei suoi inferni personali allo scopo di purificarsi e giungere a Sofia, la saggezza per eccellenza la conoscenza, la gnosis, costruendo così anche un secondo rivestimento per l’anima purificata.

Giuda sta a Gesù come il Cristo al Lucifero, Giuda è la stella del mattino, Venere. Giuda è la Coscienza libera ed in grado di comprendere le conseguenze delle nostre azioni. E così via per tutti gli altri apostoli. Ogni apostolo è un insegnamento ed ognuno dei vangeli parla di un aspetto di questo insegnamento; i quattro canonici, i sinottici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni), più gli apocrifi, gli gnostici (Filippo, Tommaso, Giuda, quelli ritrovati), sono la sintesi della dottrina del Cristo insieme al vangelo di Verità, di Maria e di Pistis Sofia[2].

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[2] “Pistis Sofia” o “Pistis Sophia”: documento scritto in copto, probabilmente seconda metà del III secolo, rinvenuto tra i codici del Mar Morto insieme ai vangeli gnostici, oggi custodito al British Museum di Londra dal 1769, attribuito a Gesù risorto e contenente gli insegnamenti ed alcune rivelazioni segrete sulla Natura dell’universo ed impartiti ai discepoli in assemblea, incluse le donne Maria Maddalena, la Maria e Marta, durante gli undici anni successivi alla sua resurrezione.

Vangelo di Filippo, il battesimo e la camera nuziale. Alchimia sessuale.

Si legge nel vangelo di Filippo, inteso come vangelo – «a Gerusalemme tre erano le case che fungono da luogo di sacrificio […] il battesimo è la casa «santa»; l’unzione è «il santo del santo»; la camera nuziale è «il santo dei santi». Il battesimo comprende la risurrezione e la redenzione. La redenzione ha luogo nella camera nuziale. Ma la camera nuziale è superiore ad essa, poiché tu non troverai nulla come essa». 

Il battesimo è il battesimo delle acque seminali, la conoscenza della pratica sessuale, la nascita sessuale, la camera nuziale che è «il santo dei santi» è la trasmutazione sessuale. L’unzione è «il santo del santo».

A questo proposito dice un antico rituale – «Lasciate che gli officianti penetrino ed aprano le porte ad una ad una o tutte in una volta. Lasciateli in piedi sul pavimento del palazzo; non sprofonderà. Guai a te, o guerriero, o lottatore, se il tuo servitore sprofondasse! Ma ci sono rimedi e rimedi».

Il sacrificio è l’ufficio liturgico, gli ufficianti che penetrano ed aprono le porte sono l’uomo e la donna e si riferisce all’unione sessuale; restare in piedi sul pavimento è simbolico dell’atto in se. Se il riferimento ad un pavimento ci evoca un immagine di scacchi, è simbolico dello stare in piedi al di sopra del “bene” (bianco) e del “male” (nero). Il servitore è un riferimento fallico, il lottatore, il guerriero è colui che vince l’impulso Luciferico, la tentazione di perdere l’energia; l’atto dello sprofondare è un monito e si riferisce al non cadere nella tentazione dell’orgasmo o dello spasmo animale. Pietro è la pietra su cui costruire la chiesa intima, interiore, il Tempio, l’Opera, l’uomo reale, non un luogo fisico preciso, ma l’uomo stesso, il luogo dell’ufficio liturgico del sesso. 

Si legge nel vangelo di Filippo: «In mezzo al paradiso crescono due alberi: uno genera animali, l’altro genera uomini. Adamo mangiò dell’albero che genera animali: divenne animale e generò animali. L’albero di cui Adamo mangiò il frutto è l’albero della conoscenza. Questo è il motivo per cui aumentarono i peccati. Se egli avesse mangiato del frutto dell’altro albero, cioè del frutto dell’albero della vita, quello che genera gli uomini, allora gli dei venererebbero gli uomini» – ed ancora – «coloro che vogliono essere battezzati discendono nell’acqua. Ma il Cristo uscendo (dall’acqua) la consacrò affinché coloro che ricevono il battesimo nel suo nome siano perfetti. […]».

L’albero della vita è la colonna vertebrale, mangiare i frutti di quest’albero equivale a rendersi come dèi per mezzo della trasmutazione sessuale. Il Cristo che esce dalle acque battesimali è l’impulso sessuale purificato per effetto della castità, impulso che se dominato ci consacra rendendoci perfetti, il suo battesimo è il battesimo del sesso. Il battesimo è il miracolo di renderci umani ovvero uomini e donne vere. Generare animali significa generare ego, ogni volta che perdiamo l’a sostanza generiamo un “io”, nutriamo la generazione di ego, ecco perché si legge che – “aumentarono i peccati”; il motivo è organo Kundabuffer, l’abominevole serpente tentatore dell’Eden. L’orgasmo animale è il generatore dell’ego.

Dice ancora l’antico rituale – “C’e che operare per l’azione del bacolo e per l’azione della spada. Questo si dovrà imparare e così si dovrà insegnare”. Che cosa significa? Che cos’è il “bacolo”? E cosa è la spada? Le seguenti parole del Vangelo si riferiscono a questo: «Chiunque ascolta le mie parole e le mette in pratica è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia». Quella roccia è il sesso!

Il “bacolo” è ancora una volta la colonna vertebrale, la “spada” è la volontà ed il fallo, la spada nella roccia di re Artù. Il santo Graal che è il ventre femminino, è l’organo della donna. La coppa del Graal è la coppa dove fu versato il sangue del Cristo sulla croce, la coppa miracolosa che ci può rendere immortali, per mezzo della trasmutazione dell’acqua in vino nella notte delle nozze di Canne. A cosa pensi si riferisse l’omonima parabola? Realmente alla trasformazione di giare d’acqua in otri di vino? Perché, per quale motivo? E perché Gesù opera il miracolo di tramutare l’acqua in vino per intercessione della Madre Maria? Perché è lei la Madre Mistica.

Una volta ho visto un documentario dove cercavano di spiegare come avrebbe potuto Gesù fare quello che faceva, e per questo miracolo (le nozze di Cannes) fu chiamato un illusionista. Non sto a dirvi quale penoso spettacolo è stato vedere qualcuno provare a trasformare acqua in una sostanza dal colore simile al vino, ma dal sapore edulcorato dalla sostanza chimica usata per quel trucco da baraccone. La cosa che mi fa sentire pena è sapere che molti ci credono, mettendo per sempre a tacere ogni necessità, ogni urgenza di conoscere; è forse questa la vera strage degli innocenti di Erode?! Come già più volte ho detto l’acqua è la condizione di partenza dello sperma, è l’ens seminis, la sostanza creativa, che sublimata nel matrimonio perfetto, che è la grande magia del sesso Yoga, diventa vino; la coppa è la consacrazione dell’importanza del principio femminile che crea.

« La donna proviene dalla terra, » – diceva monsieur Gurdjieff, – « e la sua unica speranza di elevarsi ad un superiore stadio di sviluppo – di salire in cielo, come voi dite – è a fianco dell’uomo. La donna conosce già tutto, ma la sua è una conoscenza che non le è di aiuto, ed anzi per lei può essere come veleno, se non ha l’uomo con sé. L’uomo possiede una cosa che non esiste mai nella donna, ossia quella che voi chiamate “aspirazione”. Nella vita l’uomo utilizza questa cosa – questa aspirazione – per molti scopi, tutti erronei, ma deve utilizzarla, perché quel bisogno è nella sua natura. L’uomo – non la donna – scala le montagne, scandaglia le profondità degli oceani, vola nell’aria e fa tutte queste cose perché lo deve. E’ impossibile per lui non farle; non può resistere. Guardatevi intorno: l’uomo scrive musica, l’uomo dipinge quadri, e altre cose simili. E’ la via, egli pensa, di trovare il Cielo».

Prosegue e dice Fritz Peters nel suo libro “la mia fanciullezza con Gurdjieff” che quando qualcuno gli obiettava che le scienza e le arti non erano dominio esclusivo dei maschi, Gurdjieff rideva dicendo: « Voi mi ponete il problema della donna artista, della donna scienziato. Io vi dico che la confusione regna nel mondo, e questa che io dico è una cosa vera. Il vero uomo e la vera donna, non sono solo un sesso – non solo maschio e femmina.

Il vero essere umano è una combinazione di attivo e passivo, di maschio e di femmina. […] Noi tutti viviamo in quello che chiamiamo universo ma questo è solo un piccolissimo sistema solare, forse il più piccolo dei sistemi solari, ossia qualcosa di veramente poco importante. In questo sistema solare, ad esempio, è necessario che il genere umano sia bisessuato per riprodursi, e questa forma primitiva utilizza parte dell’aspirazione dell’uomo per creare altre persone. L’uomo, infatti, che vuole imparare come realizzare sé stesso in modo più alto – come entrare nel Cielo – può usare questa sua aspirazione per lo sviluppo di sé, per ciò che voi chiamate immortalità.

Ma nel mondo oggi esistente, nessun uomo è capace di farlo, l’unica possibilità di credersi immortale è riprodursi. Se un uomo ha dei figli, allora non tutto di lui muore, quando il suo corpo muore. Non occorre che la donna compia la ricerca dell’uomo nel mondo. Se la donna trova un vero uomo, allora diviene vera donna senza bisogno di ricerca. Ma, come vi ho già detto, la confusione regna nel mondo. Oggi nel mondo il vero uomo non esiste, perciò la donna cerca perfino di diventare uomo, compie la ricerca dell’uomo, e questo è naturalmente un errore».

Sapevate che la scienza ufficiale, attorno al 1992, ha provato che il fattore determinante per cui lo spermatozoo può accedere all’ovulo è la donna? E’ lei che sceglie chi ha il permesso di entrare, sceglie l’uomo con lo spermatozoo che la giusta misura. Proprio come ognuno di noi in una stanza ha una differente lunghezza di proie­zione nello spazio buio o nel Vuoto, così ogni piccolo spermatozoo ha intorno a sé una sfera di misura diversa. La donna non lo lascerà accedere, se ha una misu­ra diversa dalla sua. Se è giusto, entra; se è sbagliato, no. In poche parola la donna sceglie l’uomo che sarà il suo compagno, il suo partner. Provate a pensare quali incredibili implicazioni ha tutto questo rispetto al discorso fatto sino qui sul rapporto uomo donna, coppia mistica, spiritualità, Sesso Sacro, alchimia e trasmutazione sessuale …

Che cos’è la Gnosis, a SCUOLA per "disimparare", il sesto senso

La gnosis è un funzionalismo della coscienza. Che cos’è la coscienza? E’ possibile che sia semplicemente quando ci rendiamo conto? Se si, di cosa? Di molte cose: di dove siamo, di ciò che ci accade, ma sopratutto ci rendiamo conto di esistere. Quando siamo coscienti, cioè ci rendiamo conto della vita, la domanda che sorge è: “cosa sono”? “Chi sono realmente”? “Che cos’è questo mondo in realtà”? Perchè? A cosa serve?
Queste domande sono il riflesso di un bisogno di conoscere, da cui “g’nosis”, conoscenza. Il bisogno di conoscere se stessi, di capire cosa siamo realmente – “perchè siamo consapevoli?”, “come mai io mi rendo conto?”. L’espressione di un funzionalismo insito nell’uomo che per comodità abbiamo, come umani intendo, “gnosi” ovvero “conoscenza”. La parola è di derivazione greca e significa appunto “conoscenza”. In tutte le tradizioni è esistita la “conoscenza”, il riferimento non era però ad un preciso insegnamento ma ad una conoscenza che proviene da sapere, dal conoscere, dall’aver intrapreso uno studio del mondo in cui siamo messi e dall’aver scoperto, per analogia e corrispondenza, alcune verità in merito a noi stessi a cosa siamo, la nostra funzione, etc… 
Solo attraverso una semplice domanda – “cosa sono?” – “che cos’è matrix? (usando la solita metafora” – possiamo realmente capire il sistema dottrinale, l’insegnamento detto in questo secolo gnostico o della gnosi, che diventa ed anzi è per sua natura uno strumento, non lo scopo, ma solo uno strumento … 
… uno strumento per fare cosa? 
Fissare il proprio Spirito, purgarlo, renderlo perfetto? Cosa significa essere “dei”? Chi è il Cristo? Cos’è un Cristo? Cosa fa un Cristo? Un bel dilemma. Come dice il Merovingio – perchè volete il fabbricante di chiavi? – che equivale a dire, perchè volete l’insegnamento, a cosa serve una scuola, a cosa vi serve? Non lo sapete.
 “il fabbricante di chiavi,” dice il Merovingio, il francese, –” per sua stessa natura, è un mezzo, certo non è un fine perciò cercare lui equivale a cercare un mezzo per … fare cosa?” – Siete venuti senza un “perchè” e quindi senza potere. E tu sai che cos’è la gnosis? Sai il perchè? Sai perchè ti serve? Perchè semmai la cerchi? Sappi che senza quel “perchè” qualsiasi scuola, qualsiasi individuo, maestro, istruttore, qualsiasi dottrina ti addormenterà, non ti servirà a niente, sarai volontariamente o involontariamente “plagiato”, perchè dentro di te porti un elemento che rende ogni dottrina, ogni insegnamento, inutile, inservibile che è il processo educativo precedentemente acquisito che ti nasconderà la semplice ovvia verità. In questo marasma, poi altri sguazzano, e tra questi ci sono quelli in buona fede e quelli che carpiscono il tuo potere dalla tua stessa ingenuità. Senza “perchè” siamo ingenui, siamo idioti alla mercè del mondo, ecco perchè è così importante sapere cosa siamo e dove siamo messi. Senza perchè siamo senza potere. Quando abbiamo un perchè abbiamo il potere di rubare anche il fuoco al diavolo, al Lucifero al Merovingio. 

“Voi siete qui perchè siete stati mandati qui, vi è stato detto di venire qui e avete ubbidito. Ehe eh eh eh eh… del resto è così che vanno le cose. Sapete, esiste un solo principio costante, un solo principio universale ed è l’unica e autentica verità: la causalità. Azione… reazione. Causa ed effetto. 

Morpheus: “tutto comincia però con una scelta“.

Merovingio: “no, errore. La scelta è solo un’illusione creata e posta tra chi ha potere e chi non ne ha“.

Il nostro Spirito, la vita stessa che siamo, è imprigionata, ma non in senso metaforico, lo è realmente, il processo educativo ha distrutto quasi completamente negli individui ogni possibilità di svilupparsi ulteriormente ed interiormente. Lo stesso insegnamento, qualsiasi, anche il più puro, viene preso e adattato alle conseguenze del processo educativo che per comodità ho chiamato prima educazione. Gli stessi istruttori, gli stessi adepti istruiti da un maestro se non fanno un lavoro di disintegrazione di questi primi processi, che sono veri e proprio programmi, prenderanno quell’insegnamento e lo trasformeranno in qualcosa d’altro, che sembra ancora quello ma non lo è più. Esempio più evidente sono di seguaci e successori tenutari della grande fede cattolica, nei quali, dalle gerarchie al più umile fedele, non c’è più un briciolo di quei meravigliosi insegnamenti che erano di Gesù detto il Cristo, ovvero l’unto, colui che sa, la Coscienza come sostanza, lo spirito santificato.
La nostra attenzione è totalmente rivolta fuori, anche quando osserviamo noi stessi, siamo alla ricerca della “considerazione”. Se non veniamo considerati ci sentiamo frustrati. Quando ci sentiamo frustrati cerchiamo la rivalsa giudicando o correggendo gli alti, meglio se più deboli. La morale nel mondo è un grave inganno, è il giocattolo che ci è stato dato per sentirci “importanti”, come quando ad un detenuto gli fanno fare l’aiuto carceriere. Diventiamo sbirri, mentre restiamo inesorabilmente schiavi. Siamo realmente senza potere, anche chi crede di averlo, non ce l’ha, crede soltanto, perchè così che funziona il processo educativo, serve a farti credere quello che non sei, qualsiasi cosa tranne ciò che sei: “interessante, divertente, antipatico, rancoroso,  super, sfigato, umile, esaltato, supremo, dimesso, cretino, intelligente, fanatico, ribelle, educato, grossolano,  fine, gretto, inusuale, imprevedibile, simpaticone, altruista, etc…, etc…” tutte fandonie, niente di qualcosa che si avvicini al reale. Capite la portata dell’inganno? SVEGLIA!
Se non si rimuovono le idee pregresse, non si può comprendere il “sistema”, non si può comprendere nessun genere di insegnamento. Potete andare in India, in Sud America o dove vi pare, ma tornerete sempre gli stessi di prima avrete solo cambiato facciata. Il vero potere è altrove, il vero potere è nel “perchè”. Serve “buon senso”, senza buon senso non c’è vera disciplina, senza rimuovere gli effetti della prima educazione il lavoro che potrebbe produrre un secondo tipo di educazione diventa del tutto inutile ed anzi ci si brucia l’occasione, lo choc della prima volta, che ci si porrebbe davanti quando lo incontriamo.
Siamo educati o meglio siamo stati “formati”, indottrinati, ad intellettualizzare tutto, trasformarlo in un dettame da seguire, facendolo diventare tutto regola, dogma, o credenza. In queste linee è facile individuare quale sia l’intento della prima educazione e cioè: CONTROLLO. Il controllato a sua volta vorrà, sentirà emergere come un esigenza, il bisogno di controllare altri, ecco perchè – “correggiamo”, “giudichiamo”, “ci lamentiamo”, “ci giustifichiamo”, “prendiamo tutto sul personale” e “diamo il tormento ai nostri simili”; 
L’uomo che impara a conoscere se stesso è un uomo di “potere”, non un potere da esercitare sugli altri, ma un autentica manifestazione del Sè reale, dell’identità divina, per dirla in qualche modo; e questo richiede autonomia, richiede libertà, indipendenza, atti interiori, richiede capacità di stare dentro, … richiede sapere vivere senza “regole”, facendo esercizio della coscienza, sempre ed il più possibile. Tutto il contrario di come siamo abituati a vivere. Un uomo cosciente non è né buono, né cattivo è “cosciente”.
La coscienza non si impara, la si fa emergere; quello che si impara è un “sistema” per farlo, per promuovere lavoro e circostanze, istanti, dove provare, tentare a vedere di farglielo fare. La coscienza è qualcosa di profondamente legato allo stato d’essere di un individuo e voi, e noi, purtroppo non esistiamo, non siamo; tutto ciò che siamo è realmente delle macchine, macchine biologiche programmate (dalla prima educazione) che rispondono reattivamente, secondo questo programma, alle circostanze della vita ed a certe influenze esterne. Macchine che possono smettere di esserlo, aveva molta ragione in questo il signor G. La trappola più incredibile risiede nella nostra convinzione di essere liberi di agire, all’interno del nostro recinto, aggiungerei; recinto che è stato ben occultato proprio da questa formale illusione di essere liberi.

“Noi non siamo qui perchè siamo liberi, siamo qui perchè non siamo liberi; di sottrarsi a questo dato di fatto non c’è ragione, nel negarlo non c’è scopo perchè sappiamo entrambi che senza scopo noi non esisteremmo.” – Smith (Matrix, Reloaded)

Noi non siamo liberi. La schiavitù consiste in una uniformità di pensiero, di emozioni e di reazioni fisiche, tutti manifestiamo la stessa cosa, eppure siamo ognuno un entità a se e molto, molto diversa l’una dall’altra. Siamo stati uniformati, siamo stati privati della nostra possibilità di sperimentare la “conoscenza”, la g’nosis, ovvero ci sono state tolte le “domande”, – “è la domanda, Neo! è la domanda ….” – dice Trinity. Senza la domanda noi non esistiamo, ripetiamo la nostra normale vita; le nostra giornate sono una uguale all’altra proprio come nel film del “giorno della marmotta” o di quello di Albanese di “E’ già ieri”. Siamo intrappolati in quell’unico maledetto giorno, perchè ci siamo spenti, anche se apparentemente il sole è sceso e risalito in un nuovo altro giorno, cosa tra l’altro falsa, il sole non si muove, è la Terra che è infilata in un girarrosto, … siamo intrappolati sempre nelle stesse circostanze che per una strana ragione sembriamo non esservi mai all’altezza.
Come mai non siamo mai all’altezza di quello che ci arriva? Si anche quelli spavaldi fuori, dentro sono titubanti, sono rari i momenti di decisione autentica, e quelli che ce l’hanno di loro è perchè il processo educativo è stato leggermente diverso da quello della massa. Siamo stati educati ad avere paura (altro bel strumentone dell’educazione e del controllo), siamo stati educati ad essere preoccupati, preoccupati di non piacere agli, di non essere all’altezza, di rimanere soli, di essere abbandonati, di restare senza denaro, senza cibo, paura dello straniero, del territorio, della malattia, della catastrofe, del 2012, della crisi economica, … 

“… un guerriero”, dice Don Juan,  – “è guidato dal suo scopo inflessibile e può difendersi da tutto. Nulla lo può importunare, nè un topo, nè un serpente, nè un leone di montagna” – (Viaggio ad Ixtlan – Castaneda)

Siamo stati educati a non sentirci mai al nostro posto, siamo stati educati a crederci quello che non siamo ad indossare inutili maschere per superare l’imbarazzo di non capirci un tubo; e di fatto di non essere maturi e responsabili per accollarci la nostra vita, e la deleghiamo agli altri. E’ colpa degli altri se non siamo diventati famosi, ricchi, potenti, o chissà quale altra panzana simile. E’ colpa degli altri se non siamo felici. Se mio marito, se mia moglie, se i miei figli fossero o facessero come dico, cioè quindi come mi “aspetto”, sarei veramente una personcina a modo, felice, etc. …. ILLUSIONI!
Non vediamo l’inganno perchè siamo noi stessi l’inganno. Siamo identificati con un idea di noi che non esiste, noi non siamo quello che crediamo di essere. Non siamo il corpo, non siamo il lavoro che facciamo, non siamo il conto in banca, non siamo niente di tutto questo, questo è solo quello che ci è stato fatto credere di essere. Dura da secoli, ci siamo nati in questo mondo già fatto così. “E’ il mondo che ci stato messo davanti agli occhi per nasconderci la verità”. Quale verità? Che vieni condizionato e reso schiavo da altre macchine, che a loro volta non sanno di farlo, hanno subito, ignare il tuo stesso destino, capisci che non ci sono veri carnefici, capisci che i tiranni, sono a loro volta manipolati, perchè questa roba va avanti da secoli. Certo c’è stato un principio, e c’è chi sa ed usa questo sistema per i suoi scopi, ma tutto alla fine finirà per far tornare i conti: Causalità, causa ed effetto. “Se tu oggi togli una cosa a me, domani ne dovrai pagare lo scotto”, dice sempre il Merovingio o qualcosa di simile. Perchè? 
Ci irritiamo per qualsiasi cosa, ci permettiamo di sentirci indignati solo perchè crediamo di essere importanti; siamo pieni di abitudini, ecco perchè sanno sempre dove trovarci[*], siamo accessibili al mondo, ci preoccupiamo di quello che le persone pensano di noi, ci sentiamo continuamente in dovere di spiegare i nostri atti come se fossimo gli unici a sbagliare e come se avessimo l’attenzione del mondo su di noi … diventiamo accessibili al mondo ed il mondo ci mangia.

[*] “Questo telefono è sotto controllo, perciò devo essere breve. Sono arrivati a te per primi, ma hanno sottovalutato la tua importanza. Se sapessero quello che so io… a quest’ora probabilmente saresti morto”. (Morpheus – “the matrix” – 1999)

Essere preoccupati vuole dire diventare accessibili, significa essere cibo per qualcos’altro; una volta che ti preoccupi ti aggrappi a tutto per disperazione, ed una volta che lo fai sei destinato ad esaurirti ed esaurire tutti. Liberativi delle regole, lasciate perdere le idee su voi stessi, giungete alla verità e cioè che il cucchiaio non esiste, e scoprire che siete voi a piegarvi … vi ricorda qualcosa?
“Essere inaccessibile” non significa estraniarsi dal mondo, significa saper vivere, significa “trasformazione delle impressioni”, significa “non fare” la propria tendenza, significa non essere reattivi, anzi … se hai la “tendenza ad essere reattivo” devi diventare “passivo”, se hai la tendenza ad essere “passivo” devi diventare reattivo, se sono pigro, statico, il mio “non fare” non è la contemplazione, ma l’azione… e viceversa. Noi siamo oggi costretti a imparare a vivere perchè siamo stati educati a non farlo, siamo stati educati a delegare le responsabilità ad altri; non si tratta di una reale educazione, per lo più è un disimparare, le regole del mondo.
La verità è in noi, ma noi non sappiamo cercarla, siamo stati deviati, spostati; vediamo mezzogiorno alle tre, non ci possiamo fare niente, possiamo solo disimparare; dobbiamo sviluppare un secondo tipo di attenzione, che ci mantenga agganciati dentro, a sentire quello che ci accade a livello emotivo innanzitutto e poi a livello dei pensieri, delle sensazioni, solo attraverso questo tipo di ascolto posso cominciare a vedere ed imparare cosa sta accedendo fuori. Le cose che vedo sono interpretate dal “cervello” perchè fanno parte di un prelievo sensoriale esteriore che si fonda solo sui 5 sensi.
Quale è il sesto senso? La seconda attenzione, il sesto senso è ascoltare dentro, percepire cosa mi sta accadendo. Solo così comincio ad avere una lettura più realistica di quello che accade. Se in un piatto di spaghetti nel centro, ben nascosto dentro, ci fosse del veleno, non lo scoprirei, servendomi solo del prelievi esteriore dei 5 sensi, se non quando ci arrivo e lo assaggio e sento amaro o qualcosa di strano. Se avessi attenzione, un secondo tipo di attenzione, percepirei informazioni da dentro e sentirei che il corpo sta già informandomi che c’è qualcosa di strano nel cibo, vuoi perchè ne ha elaborato l’odore o altro, vuoi che siamo dotati di qualcosa che è capace di rendersi conto.
Coscienza, è ciò che si “rende conto”. Non si impara, la si ha o la si sviluppa, alla coscienza si lavora, la coscienza è una conquista. Come? Facendosi la domanda, anzi facendo emergere, lasciando emergere la domando, facendo emergere lo stato della domanda. Quale domanda? “Chi sono”? Cosa sono? Perchè esisto? Cos’è esistere? Cos’è questo mondo? Che cos’è matrix? per avere domanda bisogna essere in uno stato di bisogno, di necessità, di urgenza, altrimenti ce la stiamo ancora raccontando su. Com’è difficile, non è vero? Ma perchè siamo noi che lo siamo diventati ed adesso disimparare è dura, … 
Il mondo non è così scontato, si tratta di un luogo dove è impossibile annoiasi, essere annoiati è l’inganno. Dobbiamo disimparare ed alla svelta;
Questo è il senso di un autentica dottrina: insegnare a disimparare; e per ironia della sorte questo non può essere fatto senza imparare, senza un secondo tipo di educazione, che deve essere impartita come tale e con questo presupposto di base, non insegnare cosa pensare e nemmeno come, ma lasciare che emerga, se la verità è in noi essa può solo emergere. Disimparare è lo strumento affinchè emerga, ma dobbiamo disimparare sistematicamente, serve conoscere come ha operato la prima educazione, serve riconoscere le sue idee nelle nostre convinzioni, serve capire come è avvenuta la programmazione, come sia potuta accadere.
Attenzione, ve lo dico per carità, non affilate le armi della vostra arroganza, non pensatevi “dei”, “potenti” o “migliori”, smettete di credere di sapere o di aver capito, di essere avanti, di aver svegliato questo o quello o  peggio di essere oramai quasi giunti ad qualche traguardo trascendente, etc…  quando non lo siate; e non lo siete non perchè non lo “siete”, ma non lo siete perchè siete stati convinti di esserlo, senza aver conosciuto che lo “siete”. Piantetela di sentirvi “importanti”, non frega a nessuno cosa siete o chi siete, importa solo a voi, e questa è l’unica cosa decente, piantatela di cercare l’approvazione altrui, la loro considerazione non vi renderà migliori o peggiori di quello che siete.
Non fatelo! Non fatelo di essere così arroganti da sentirvi avanti, spiritualmente eletti o di aver capito, o quant’altro di simili, non perchè è un cavolo di peccato di superbia o altro, ma per la vostra stessa incolumità. DOVETE DISIMPARARE se volete conoscervi. Non fatelo, la conoscenza è un cambiamento radicale, i piccoli passi non esistono, quelli sono per tenerci ancora nell’inganno. Per mollare questo mondo, per fermarlo fuori e scoprire le cose autentiche dobbiamo disimparare. Il resto sono carezze, vezzeggiamenti al nostro Ego, che oramai è diventato realmente smisurato, proprio come Smith nei seguiti di Matrix.
State attenti a cosa vi attribuite, finchè la prima educazione è ancora parte di voi, finchè le regole del mondo sono appiccicate al vostro essere; e non pensiate che perchè siete ribelli, contestatori siete liberi, perchè non è così. Tutti siamo stati educati allo stesso modo, solo rari casi, e quindi tutti rispondiamo agli stessi stimoli nello stesso modo, l’illusione di decidere viene dal fatto che non si è operato sulla gamma delle scelte, ma sulla stessa reale possibilità i scegliere. Nessuno realmente sceglie, le sfumature sono solo un altra illusione, ragioniamo per opposti, ci polarizziamo, positivo, negativo, … ricordate i Sistemi
Guardate la nostra tendenza a chiacchierare e scoprirete che c’è una ragione per cui non sappiamo assaporare il silenzio o non conosciamo il suo reale “potere”. La vera funzione dell’intelletto, la sua manifestazione, è intuito, è un intuizione, è la lampadina di Archimede Pitagorico, non un flusso ininterrotto di pensieri già pensati. Scollegarsi dal sistema, uscire da matrix, andare via da questo mondo significa semplicemente smettere di ricevere informazioni dalla mente collettiva e per farlo devo DISIMPARARE.
Siamo fregati, siete fregati perchè tanto queste parole (questo mio scritto, intendo) la prima educazione dentro di voi le prenderà e le girerà nel suo verso, e tutto sarà stato inutile, usate la coscienza, tenete fuori il raziocino da queste mie parole, evitate ogni genere di riflessione, incassate in silenzio, cercate di non giudicare, questo forse serve, lasciate che queste idee scivolino, senza significato, a chi importa… .milioni di Km di spazio infinito dove siamo noi? Evitate persino di affermare che avete capito, ascoltate e basta! Impedite all’educazione di fare confronti, di fare collegamenti con qualcosa che conoscete, limitate l’esperienza alla letture e poi ciao! Fine un saluto, stammi bene, addios, saludos amigo, au revoir, arrivederci!

Le 7 Parole sulla Croce

Nonostante tutti lo oltraggiavano e lo maltrattavano egli disse:

“Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!”

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Nessuno è dalla parte di Gesù, perché nessuno realmente sposa la causa del Cristo Cosmico. Tutti Sono pronti a giurargli fedeltà come Pietro, ma poi nei fatti lo rinnegano. Per tutto il percorso della via Crucis Gesù riceve ogni genere di insulto dalle moltitudini, che sono i molti “io” psicologici in noi.
Le moltitudini sono fomentate da Caifà, che era il Sommo Sacerdote, uno di quelli che Gesù accusò di essere tra coloro che avevano preso le chiavi della conoscenza e le avevano nascoste, per impedire a chi voleva di entrare al “tempio” interiore, che è la costruzione dell’uomo vero[1]; questo perché egli rappresenta la cattiva volontà, la nostra cattiva volontà, ciò che si oppone che ci impedisce l’entrata al tempio interiore.
Gesù era il Messia degli ebrei e loro lo crocifissero. Non è vero che non lo riconobbero, i sacerdoti del tempio, Caifa sapeva chi era, essi lo riconobbero, ma le sue parole erano troppo scomode. Sono pochi coloro che vogliono realmente risvegliarsi dal sonno della coscienza e liberarsi della schiavitù dell’ego, dell’animale, della bestia interiore, del nemico della notte. Caifà è ciò che si oppone al risveglio, all’opera della costruzione dell’anima, lo Spirito di Opposizione fatto della sostanza astrale degli Arconti, egli è la matrice in noi che si ribella ogni qualvolta cerchiamo di vincere o sottrarci alle influenze ed alle leggi di questo mondo, di questo piano esistenziale.
Caifà è l’unico che sa del messaggio di Gesù, ed è per questo che lo vuole vedere morto, perché il Cristo in noi è ciò che lo destituisce dal trono di cui si è appropriato indebitamente, ecco perché Gesù scaccia i mercanti dal tempio: i mercanti sono ancora una volta i mercenari, i commercianti che vendono lo Spirito Sacro che abita in noi, i mercanti sono l’ego nella tana della mente.
Quindi, se Caifà è il simbolo della cattiva volontà, Pilato è indubbiamente il simbolo della mente umana, la giustificazione, l’autocommiserazione, il non agire, la strana “malattia del domani”, a causa della quale è impossibile che noi possiamo mai prendere una decisione. La mente è fatta per questionare e non concludere, essa non è in grado di contenere l’espressione della cattiva volontà, come Pilato, infatti, non può contenere le pressioni di Caifà. Ricordiamoci che tutto qui è simbolico ed è allo stesso tempo lo specchio delle brutture e delle meschinità umane: sono ciò che ha sempre contraddistinto l’inumana natura ostile, sono i corsi e ricorsi della storia, sono la meccanicità della nostra vita vissuta all’ombra della schiavitù interiore.
Le nostre buone intenzioni finiscono nel momento in cui troviamo una giustificazione adatta. Non vi è mai capitato di desiderare di smettere di fare una cosa? Ad esempio di fumare sigarette o di guardare la Tv, o di ingozzarvi di dolci, di cibo o di qualsiasi altra cosa, che sia potere o denaro? Di voler smettere di arrabbiarvi, di essere orgogliosi, di offendervi per un nonnulla, di voler smettere di criticare tutti, di desiderare un po’ di pace e silenzio, etc… ?
Si?! Quanto dura il proposito? Quanto? Il tempo di dire – “vabè, per l’ultima volta. Questa è l’ultima!” … – fino a quando: è sempre l’ultima volta. I giorni sono ciclici e domani è sempre un altro giorno ed un’altra possibilità (mancata, direi). In realtà non ne abbiamo colpa, non riusciamo a portare avanti un proposito perché non conosciamo le leggi, non conosciamo il nostro nemico, non sappiamo quali armi usa e soprattutto non sappiamo come vincerlo. Per portare avanti un proposito dobbiamo conoscere la legge dell’Heptaparaparshinoch e dobbiamo sapere che l’ego vive nei nostri pensieri.
Chi è che pensa? Cosa sta pensando? Dove sono? Nella mia testa o nel momento presente? La mente giustifica le nostre azioni per cui non possiamo fidarci di ciò che ci porta, di ciò che ci dice; la coscienza parla a bassa voce e non è ostinata e dubbiosa, la coscienza ha una sola parola. Solo imparando ad essere decisi possiamo sconfiggere la mente, nel silenzio della riflessione e della meditazione interiore il maestro si rifugia.
Pilato per giustificare la morte di Gesù, finisce per rivolgersi alla moltitudine chiedendo cosa preferissero, se la crocifissione e morte di Gesù o quella di Barabba, delegando la decisione alla debolezza di un qualsiasi “io” passeggero, ad un falso Sé (entrambi si chiamano Gesù, ma solo uno è il maestro ed il consigliere di tutti, l’altro è un rivoluzionario che ha portato la rivolta fuori di se), che una volta cibatosi si ritira lasciandoci con l’amarezza di aver tradito noi stessi ed i nostri buoni propositi. L’ego vince tutte le volte che non siamo capaci di fidarci di noi stessi, delle nostre sensazioni e del nostro intuito. Altre volte invece non siamo altro che testimoni della nostra inadeguatezza.
La persona che è vittima dei suoi ragionamenti e della sua mente non riesce mai a fare gli sforzi necessari al suo sviluppo interiore, ma li rimandi “di domani in domani”, e così perde la possibilità di raggiungere qualsiasi risultato efficace. Scegliere Barabba è la via più comoda, il Cristo sempre sarà scomodo a coloro che cercano di arroccarsi sulle proprie posizioni.
Barabba è simbolico ancora una volta dell’ego; le moltitudini, cioè i vari “io” che ci abitano e controllano la nostra macchina umana (per maggior parte del tempo di cui disponiamo) sempre affermeranno la sua esistenza e chiederanno la morte del Cristo. La Passione è la rappresentazione dei processi iniziatici per giungere alla Crocifissione di questo nostro ego, previamente compreso e spogliato della Falsa Personalità. Il Cristo è posto tra il Ladrone buono e quello cattivo a rappresentare che egli non è né il “bene” né “il male”, egli è. L’uomo vero è così, non né buono né cattivo, conosce le forze che lo attraversano, è padrone delle sue respirazioni ed è libero dalle leggi di questo piano, ha dominato gli elementi della natura, e quindi è capace di comandarli a suo vantaggio, egli ha risvegliato le forze del bene ed insieme quelle del male, non le teme, ma le ha dominate.
L’uomo vero accetta la sgradevolezza altrui, ha imparato a trasformare le impressioni ed è quindi libero dal giudizio; ecco perché Gesù non si ribella. Avrebbe potuto fuggire e non lo fa. Egli dice solo – “allontana da me questo calice, ma non sia fatta la mia volontà bensì la tua” – ed ecco perché quando il ladrone cattivo Gesta gli dice: “Come mai se in realtà sei il figlio dell’uomo, se sei Dio, se sei Re, perché non ti liberi e ci liberi?” – egli, in realtà, non risponde nulla. Egli sa che per redimersi deve compiere quel travaglio, sa che questo è il calice amaro della vita che conduce alla nascita seconda.
Colui che parla e si difende, difende l’ego, ecco perché Gesù non può dare spiegazioni, non può cercare di convincere nessuno, può solo mostrarsi ai suoi carnefici affinché lo conducano alla morte mistica. Dice a questo proposito un antico rituale: “Se la vita ti dovesse riservare nuove amarezze, dovrai riceverle calmo e rassegnato. Se comprenderai la filosofia iniziatica, l’avversità passeggera di questo mondo non potrà abbatterti. L’ingratitudine e la cattiveria degli uomini non devono sorprenderti. Dimentica le ingiurie ed abbi pietà di chiunque le proferisca. Il saggio, rifugiato nei suoi pensieri, non sente più le sofferenze, poiché ha trovato la serenità.”
Le ingiurie e la calunnia sono motivo di orgoglio per l’ego, non per la Coscienza. La Coscienza sa e quindi non ha bisogno di dimostrare nulla nemmeno la sua innocenza. Ognuno di noi è ciò che è, e non sarà né meglio se lo esaltano e lo portano in trionfo, né peggio se lo calunniano ed insultano. I 3 giorni nel sepolcro sono simbolici della discesa negli inferi, negli inferni atomici, dove il maestro lascia tutto l’ego, scende nei gironi di Dante, per tornare purificato nell’alto dei cieli interni. L’uomo non sa quello che fa fintanto che è schiavo del suo ego, l’ego è figlio dell’incoscienza e della non conoscenza, l’ego nasce dall’ignoranza e dal pregiudizio, ecco perché non possiamo che perdonare coloro che sono sotto questa nefasta influenza, ecco perché non possiamo colpevolizzarci per le nostro “cattive” azioni, ma solo giungere alla comprensione ed al pentimento.
L’ignoranza è meschinità ed il rimorso di coscienza è lo strumento del nostro personalissimo pentimento, della nostra purificazione e della rigenerazione, esso non può che essere autentico, anche perché, se tale non fosse, presto saremmo chiamati a compiere nuovamente la stessa riprovevole azione. Quale azione? Sacrificare tutto ciò che di autentico, bello, vero è in noi per permettere ad uno qualsiasi dei nostri “io”, delle nostre moltitudini di crocifiggerci, di tradire e crocifiggere il nostro Cristo Personale, la scintilla di realtà in noi.
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Gestas, colui che le scritture indicano come il Cattivo Ladrone, si rivolse a Gesù dicendo:
“SE IN REALTÀ SEI IL FIGLIO DELL’UOMO, SE SEI DIO, SE SEI RE, PERCHE’ NON TI LIBERI E CI LIBERI?”
Dimas, il Buon Ladrone, sempre secondo le scritture, si rivolse a Gesù e dice:
“MAESTRO, QUANDO SARAI NEL TUO REGNO, RICORDATI DI ME”,
ed il Cristo gli rispose:
“Oggi sarai con me in Paradiso.”
Dimas in questo caso rappresenta il pentimento e solo l’uomo penitente può salire in Cielo col Cristo Cosmico. Ovviamente è tutto simbolico, nulla a che vedere con una certa falsa morale, che non produce alcun cambiamento nell’individuo, qui si sta parlando del pentimento come strumento per comprendere, come strumento per la conoscenza e la comprensione dei proprio difetti, dei propri errori. La domanda lecita sarebbe, ma come faccio a capire quali sono gli errori?
Come posso stabilire cosa è buono e cosa è cattivo se ogni qualvolta esprimo un giudizio mi trovo polarizzato o col ladrone buono o con quello cattivo? E’ certo che è un bel dilemma, ma è solo sforzandosi di essere presenti e di autosservarci che possiamo giungere alla comprensione e quindi alla discesa della terza forza. Questa meravigliosa forza neutra conciliatrice in noi si esprime solo quando siamo reali, presenti, in ricordo si se, solo così riusciamo ad avere un autentica comprensione; il pentimento è lo strumento per capire.
Una persona prova un autentico pentimento solo quando si accorge che ha realmente nuociuto prima che ad altri a sé stesso. Molte delle nostre azioni, per quanto abbiamo difficoltà a capirlo e comprenderlo, arrecano danno prima di tutto a noi stessi, e questo è simboleggiato dal tradimento del Cristo per mezzo dei 30 denari proprio da un suo discepolo, il più esaltato dei 12.
I 30 denari sono la rinuncia a sé stessi, sono la materialità sullo spirituale, che è il mondo interiore, che è il risveglio della coscienza, non un improbabile santità statica, da stupidi, vaneggiante e senza fondamento. Quante volte avete provato rancore verso una persona? Quante delle persone che avete incontrato nella vostra vita non siete più disposti a incontrare? Per quante di queste persone provate dell’odio, del risentimento, astio o rabbia, ancor oggi? Sapete perché lo fate? Non ce l’avete con loro, ce l’avete ancora con voi stessi, perché per un qualche motivo sapete che lo avete fatto voi, che siete stati i primi voi a tradirvi, cedendo tutto il vostro potere, la vostra attenzione a quelle date persone od impresa.
Oggi rivangate e recriminate contro voi stessi non contro di loro, ma questo è troppo difficile da accettare e poi è più semplice prendersela con gli altri, proiettare su di loro il nostro odio ed il nostro desiderio di vendicarci; in questo modo non saremo tenuti a smettere di farlo, ne saremo in qualche modo giustificati. Se capiamo che è noi stessi che odiamo, per una qualche logica dovremmo trovare il modo di smettere di farlo. Rimorsi di Coscienza e pentimento sono gli strumenti della Riparazione di Sé.
Rispetto a Gesta il ladrone cattivo, non è l’uomo che viene condannato qui, ma il comportamento, la condotta, l’atteggiamento. Senza umiltà non giungiamo alla verità. Il ladrone “cattivo” (ed è scritto tra virgolette perché tale, cioè cattivo, in realtà non è, egli ci sta mostrando solo aspetti di noi, e quindi non può che essere un bene per il nostro desiderio di capire e per il nostro sviluppo interiore) ci mostra quando siamo ottusi, quando siamo ignoranti e non ce ne rendiamo conto, egli è affianco al maestro e non lo capisce, non lo può capire, lo ingiuria senza rendersi conto che è il pentimento quello che il Cristo Intimo gli esige per poterlo salvare. Non è una crudeltà questa, è una legge legata alla comprensione delle cose, come posso salire se non lascio andare la zavorra che mi tiene per terra?!
Tutto qui; nessuna pretesa di correggere o voler giudicare nessuno, è solo questo un altro insegnamento che ci induce alla riflessione sul nostro operato e sui nostri atteggiamenti nei confronti prima di tutti di noi stessi, verso la nostra parte reale e poi verso il nostro prossimo; motivo per cui Gesù insegnava – “amatevi l’uno l’altro come io vi ho amato” – ed ancora – “ama il prossimo tuo come te stesso”… la vera natura e comprensione di queste parole rimane tutt’oggi inascoltata da questa umanità, guide spirituali comprese, piene solo della loro retorica (il lievito dei Sadducei) e del loro pregiudizio.
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Vide (Gesù) che ai piedi della Croce si trovava Maria (Anima Gemella di Gesù, e Madre del Cristo) e che a fianco a lei vi era Giovanni, il discepolo amato, l’Evangelista, Egli allora disse a Maria:
“Madre ecco tuo figlio, figlio ecco tua Madre”,
rivolgendosi sia a Maria che a Giovanni. Quale meraviglioso mistero si nasconde in questo episodio. Giovanni come abbiamo detto in precedenza rappresenta, è il verbo, Maria è la sposa, sorella e Madre di Gesù, la Madre Mistica intima, la Divina Madre Kundalini, la salita del serpente, il volo del serpente piumato, il mitologico Quetzalkoatl della cultura Maya, il potere elettrico che genera il Cristo cosmico in un essere umano.
E’ la forza sessuale risvegliata dall’amore degli ufficianti, degli amanti, che sale lungo le pareti interne della colonna vertebrale di ogni uomo e donna casti, durante l’unione sessuale, secondo la ricetta dell’alchimia magica, ripulendola, di vertebra in vertebra, delle nefaste conseguenze delle cristallizzazioni degli effetti indesiderati del Kundabuffer che è l’animale della discendenza di Adamo.
Maria è la Madre del Cristo, non del Gesù storico, ella è Maya, Iside, Rea, Isoberta, Elena, Isolde, Stella Maris, Notre Dame, Ginevra, Penelope, Lashkmi e così via; essa è la divinità nel cui ventre si è sviluppato e si svilupperà il Cristo ogni volta che un uomo si alza dal fango della terra. Maria è la Madre individuale, personale, senza la quale mai potremmo sollevarci da questo fango, il fango con cui è cotta la brocca di Adamo. Se nati siamo come figli di Adamo, da Adamo, dalla sua costola la Natura ci dà la possibilità di rinascere come figlio di Maria, Maria è il fuoco che scioglie quel fango affinché un nuovo vaso sia preparato.
Era a questo che si riferivano i vangeli quando riportano il detto: “non mettete il vino nuovo in otri vecchie, ed il vino vecchio in otri nuove”. Maria è colei che è stata figlia, moglie e Madre. Quando Gesù dice – “MADRE ECCO TUO FIGLIO”, egli si riferisce a Maria rispetto a sé stesso, datosi che egli è il suo figlio in senso spirituale, il Figlio della nascita alchemica, il Cristo fatto carne; conseguentemente dice a Giovanni: “FIGLIO ECCO TUA MADRE”, perché il verbo è la conseguenza, il figlio della trasmutazione sessuale, il verbo Cristificato, generato non creato dalla stessa sostanza del Padre: Pietro; Giovanni è il potere nel Verbo, l’origine, è Pietro trasformato, Pietro è la pietra su cui costruire il tempio: il sesso. Maria, Nus, la sua sposa, Hadit il suo complemento. Dice a questo proposito Dante Alighieri nella sua Divina Commedia:
«Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’eterno consiglio,
tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ‘l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura. »
(DIVINA COMMEDIA – Paradiso X XXIII, 1-6)
Perché «Vergine Madre, figlia del tuo figlio»? Sulla Verginità di Maria già si è detto precedentemente, l’attenzione che vorrei porre è nel paradosso “Madre e figlia del suo stesso figlio”, paradosso che si svela, alla luce della conoscenza gnostica, con l’idea secondo cui Maria non è una persona fisica, ma una forza, un energia, una possibilità data dalla Grande Natura agli uomini, il fuoco di Prometeo rubato agli dei, la forza femminile, il principio Sacro, nell’uomo e nel maestro Gesù; è figlia del suo figlio, figlia perché destata dalle opere dell’iniziato ed è Madre del suo figlio, perché il figlio è il Cristo che nasce dall’opera alchemica sessuale. Gesù e Maria, sposo e sposa, Hadit e Nus, Madre e figlio, figlio e figlia.
Ecco perché il sommo poeta dice anche – «tu se’ colei che l’umana natura nobilitasti»; solo la nostra divina Madre personale può nobilitarci come umani, compiendo il miracolo di renderci da umanoidi, appunto, ad umani. E’ il mistero della fatina di Pinocchio che da “burattino” lo trasforma al fine in un bambino vero; la nostra aspirazione è onorare la natura che ci ha dato l’opportunità di renderci uomini e donne veri.
La Natura dà solo possibilità, ricordi?! Nel cuore di ognuno di noi vibra e palpita una scintilla, una particella del Cristo Cosmico, essa è imprigionata nell’Io, nell’Ego, un seme di senape che attende solo il momento di crescere e dare i suoi frutti; la forza con cui crescere è la spinta divina della nostra Madre personale, tra i frutti vi è Giovanni, il Verbo, il Figlio di Maria, Madre intima dell’iniziato; l’albero ancora una volta è la nostra colonna vertebrale. Il Vangelo di Giovanni è il vangelo dell’apocalisse, l’apocalisse è la descrizione dei processi iniziatici che portano alla Cristificazione, la terza montagna dell’iniziazione descritta dai teosofi di tutti i tempi, la montagna dei grandi misteri Dionisiaci.
Il mistero di «Elì, Elì, lamà sabactàni»
45 Dall’ora sesta si fecero tenebre su tutto il paese, fino all’ora nona. 46 E, verso l’ora nona, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lamà sabactàni» 47 Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Costui chiama Elia». 48 E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, inzuppatala di aceto, la pose in cima a una canna e gli diede da bere. 49 Ma gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se Elia viene a salvarlo». 50 E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rese lo spirito». da Morte di Gesù =(Mr 15:33-37; Lu 23:44-46; Gv 19:28-30)(Sl 22; Is 53:5-8, 10) Ro 5:6-8; 1P 2:21-24; 1Gv 4:9-11)
L’ora sesta e l’ora nona sono 2 riferimento cabalistici, interessanti. Nel libro di Thot il 6 è il numero dell’Anima, il triangolo superiore si unisce a quello inferiore e nasce l’anima, la Stella di Davide . L’ora nona è un preciso riferimento alla magia sessuale, il nove dell’alchimia, la nona sfera, la discesa negli inferi negli inferni atomici personali, nove è la sefira Daat dell’albero della vita. 
Ma veniamo al punto di queste celeberrime parole. Come mai Gesù in croce ad un certo punto dovrebbe dire – “Dio perché mi hai abbandonato?“? Ha perso la fiducia nel suo Essere? Come è possibile se egli era Uno col suo Padre? E’ possibile che forse stesse dicendo altro? E’ possibile, in quanto la frase di Gesù: Eli, eli, lama zabactanì, non è ebrea e non può essere tradotta in questo modo. Quando i Giudei sentono Gesù che dice: Eli, eli, lama zabac-tanì, dicono a sé stessi: «Sta chiamando Elia, che linguaggio è questo?». Non capivano, credevano che stesse chiamando Elia perché venisse a salvarlo.
Voglio proporvi un’altra possibilità. Per una serie di motivi che di seguitò andrò ad esporre è possibile che le sue ultime parole, Helì, Helì lamah Zabac tanì, potrebbero essere in lingua Naga (Tibet), se non addirittura lingua Maya. Nell’introduzione della versione in italiana del testo intitolato “El vuelo de la Serpiente Emplumada” il cui titolo è diventato “Giuda tradimento o disegno divino?” – si legge a proposito di questo:
“Tuttavia, qualunque indio dello Yucatàn o del Guatemala è in grado di tradurvi Eli, eli, lama zabactanì, perché risulta essere lingua maya; significa: «Mi occulto nella prealba della Tua presenza».
È una frase rituale maya. Nel Popol Vuh dei Maya, l’Uccello e il Serpente figurano come crea tori sessuali dell’universo. Tepeu e Cucumaza inviano uno sparviero nel l’immenso mare della gran vita, affinchè porti il serpente, con il cui sangue meraviglioso impastano il granoturco giallo e bianco. Dice il Popol Vuh che con questo impasto di mais bianco e giallo mescolato con il san gue del serpente, il Dio Tzacol formò la carne della gente. L’Uccello rappresenta lo Spirito Universale di vita; il Serpente rappresenta il fuoco sessuale…”.
Dello stesso parere risulta il professor Gualberto Zapata Alonzo nel suo libro “An Overview Of The World Maya” distribuito in centro America e acquistabile in Europa nella traduzione in inglese. Sempre nella stessa introduzione Ignacio Magaloni Duarte dice: “I Maya colonizzarono in tempi remoti l’India e l’Egitto, oltre ad altri paesi orientali. Essi influirono sensibilmente sulla cultura hindu (potrebbero essere i Naga citati nel Ramayana) e sulle culture egizia e greca (dove sarebbero i sacerdoti di Sais).
È necessario stabilire le dovute relazioni fra la Maya mitologica greca, la Maya mitologica hindu e i Maya, vincolando queste relazioni con l’esistenza  dell’Atlante della mitologia greca e dell’Atlaotl preamericano, nonché tra lo Zeus e il concetto di Theos greco con il prefisso centroamericano Teo (Teotiuacàn, Teocalli, eccetera) applicata al divino degli aztechi, intimamente vincolati con la grande famiglia maya.
È stabilito che la scienza-religione conosciuta da Cristo in Egitto, India e Tibet è quella maya. Esistette un profondo occultismo maya, conosciuto senza dubbio da Cristo, che elesse i simboli maya come sostegno delle sue idee di amore fecondante. È scontato che il linguaggio rituale di Cristo nel Tibet fosse il maya; a molti fa paura l’affermazione, fatta da Le Plongeon e da altri grandi studiosi, secondo cui Cristo sulla croce parlava nel suo linguaggio rituale; in appoggio a questa affermazione, tutti sanno che gli evangelisti concordano sul fatto che nessuno sapeva a che idioma attribuire le parole «Heli lama zabac tani».
Sempre nella stessa introduzione si trova un interessantissimo confronto, che di seguito ho riportato, tra i numeri in lingua Naga e la lingua Maya. Questo confronto, sostiene Ignacio Magaloni Duarte, prova senza alcun dubbio che la lingua naga, appresa da Cristo nel Tibet era il Maya parlato ancor oggi in certe zone dell’America Centrale.

                                                                Numero       Naga           Maya
                                                                      1             Huan            Hun
                                                                      2             Gas              Ca
                                                                      3             Ox               Ox
                                                                      4             San              Can
                                                                      5             Ho               Ho
                                                                      6             Usac            Uac
                                                                      7             Uuac            Uuac
                                                                      8             Uaxax          Uaxax
                                                                      9             Bolan           Bolan
                                                                     10            Lahun           Lahun

Sfogliando il dizionario Maya-Spagnolo/Spagnolo-Maya, di Ticul, si legge:

Heli: adesso, alfine, già.
Lamah: sommergersi, immergersi.
Zabac: fumo, prealba, imbrunire dell’alba, nuovo giorno.
Tanì: da tan (in presenza di) e ni (narici); “tani” è termine idiomatico che significa davanti al naso, di fronte, in presenza di.
Il che potrebbe essere tradotto: “Ora mi immergo nella presenza di un nuovo giorno”, ovvero, “mi immergo in una nuova vita”.
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“Ho sete!”
Questo è la quinta delle sette parole che Gesù pronuncia sulla croce ed è strettamente sessuale. Egli chiede acqua e gli viene dato aceto. Questo è simbolico del fatto che il nostro Cristo Intimo chiede trasmutazione, chiede acqua trasmutata, per poter vivere. La trasmutazione delle acque è l’elemento, la sostanza per la nascita Intima. La trasmutazione delle acqua seminali è l’unico vero nutrimento del nostro Cristo, è ciò che calma la sete spirituale; la trasmutazione è ciò che ci permette di nascere di nuovo.
Accade, però, nel dramma del mito descritto dalle scritture che quando il Cristo chiede acqua i suoi nemici, i romani, che nel caso della metafora rappresentano i nostri difetti, i nostri ego, i nostri “io” psicologici, gli danno da bere aceto. Gesù non chiedeva acqua per calmare la sete del corpo, ma l’acqua della sapienza, della conoscenza della scienza della trasmutazione.
Il Cristo Intimo di ognuno di noi, esseri umani, sta su di una Croce, la croce della materialità, della meccanicità, della schiavitù dei desideri, delle passioni e della mente, la Croce dove l’ego, l’”io”, gli aggregati lo hanno posto. Nessuno è dalla parte del Cristo, il cammino del Cristo è un sacrificio che pochi vogliono e sono in grado di compiere.
Se pensate che colui che percorre questa via sia ridotto ad un asceta, ad un insensibile, ad un monaco schivo della vita, ad un bigotto pauroso e credulone, timoroso di affrontare e vincere le passioni vere, siete in errore e mi sarò mal fatto intendere, il Cristo rappresenta la libertà, la vera libertà, rappresenta una vita libera dalla schiavitù di tutto questo, rappresenta la possibilità di amare e allo stesso tempo non dipendere da nulla e da nessuno, il Cristo è Coscienza e niente più, il Cristo è un Buddha Vivente, ha forza, ha potere, ha possibilità infinite di realizzazione, come potete pensare che sia un santone senza vita agonizzante.
Colui che percorre questo cammino diviene padrone di sé stesso, l’autentico padrone della sua vita e colui che è padrone della sua vita è padrone della sua morte. Morire psicologicamente, negare i propri istinti non significa privarsi di qualcosa, ma aprirsi ad un nuovo che neanche siamo in grado più di immaginare, significa abbandonare per sempre una strada conosciuta, qualcosa di già battuto per addentrarci realmente nella prealba del nostro nuovo giorno. Siamo spaventati ed è per questo che vogliamo poter credere a qualcosa, qualsiasi pur di non doverci addentrare nell’oscurità oltre la normale descrizione del mondo e della realtà alla quale non solo ci siamo abituati, ma ce ne siamo persino affezionati, la strada verso la realizzazione del CRISTO interiore profondo non ha eguali, è un cammino in solitaria, ma è compiuto in comunità con altri.
Ognuno al suo livello si incammina su questa strada nel tentativo di compiere la giusta trasmutazione. La trasmutazione è vita per il CRISTO interiore. La trasmutazione realizza il miracolo di renderci vivi veramente. La trasmutazione si impara ed è sempre una continua lotta tra l’acqua e il fiele (l’aceto). Quando cadiamo è fiele, quando restiamo casti ci togliamo la sete. Il Cristo è la nostra vittoria sulle passioni umane.
E’ di questo che parla Gesù quando invita la Samaritana a tornare con suo marito per poter insegnare ad entrambi a bere dall’autentica fonte eterna, questo affinchè mai più tornassero a patire la sete. Avere sete è la mancanza dell’alimento spirituale, ma anche il segno che stiamo cercando.
Come posso cercare di dissetarmi se non sento la sete? Della stessa cosa si parla nel racconto delle Nozze di Canaán, quando, finito il vino, Gesù comanda di riempire le otri d’acqua e la trasforma in vino. Le acque generatrici trasmutate mediante la scienza dell’alchimia, si trasformano nel sangue del Cristo Intimo che è a quel punto realmente l’Agnello che lava i peccati del mondo.
La trasmutazione ci purifica e ci permette di dissolvere le cristallizzazioni mefitiche che sono il nostro “alter ego”, l’altro, Smith, lo Spirito di Opposizione, la sostanza astrale, la mescolanza, questo perché gli aggregati sono il frutto della fornicazione, dello spargimento delle acque generatrici, essi sono gli infedeli, sono gli aggregati psichici, sono le cristallizzazioni prodottesi all’interno della colonna vertebrale ed in tutti corpi interni, come conseguenza della ripetizione delle nostre azioni e dell’installazione nella presenza dei nostri antenati dell’organo Kundabuffer.
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Vedendo che la sua ora era arrivato, esclamò, a gran voce:
“Tutto è compiuto!”
Cioè, la sua opera era compiuta, il suo messaggio era stato portato all’umanità, la sua dottrina scritta sulla Croce, il mito si era realizzato. La Dottrina del Cristo comunque la vogliate pensare è alla fine una dottrina fallica al cento percento, ha origini che si perdono nell’alba di questa umanità ed un giorno forse gli uomini se ne renderanno conto.
La sua dottrina è la dottrina della resurrezione per mezzo della morte e crocifissione dell’ “alter ego”, dell’”io” psichico, dell’aggregato e della trasmutazione sessuale. Il Sesso è Sacro, anche se allo stesso tempo è lo strumento principale della schiavitù ed insieme della liberazione dell’uomo; è necessario comprendere che lo scopo della sessualità va oltre la procreazione od un momentaneo stato di rilassamento o di godimento.
L’atteggiamento nei confronti della vita sessuale ed affettiva è la chiave di volta del nostro lavoro, sia in coppia che in solitudine. La Castità è alla base della dottrina del Cristo, ma difficilmente l’umanità è e fu pronta ad accettare il suo messaggio, preferì un Cristo più sommesso, meno scomodo, meno capace di infondere precetti pratici, e più allusivo, aleatorio, irraggiungibile. Certo, soprattutto irraggiungibile, cosa accadrebbe se le persone cominciassero a mettersi in testa di compiere lo stesso percorso, se cominciassero a camminare realmente le sue parole anche solo filosoficamente.
Cosa accadrebbe? Comincerebbero a spuntare eroi, veri iniziati della vita, persone che non si possono abbindolare con quattro valori, con 30 denari. Individui Coscienti, ecco cosa accadrebbe, ci sarebbero degli individui coscienti, e questo cambia le sorti del mondo.
Come dice Neo nella mitologica pellicola – “Io non conosco il futuro. Non sono venuto qui a dirvi come andrà a finire. Sono venuto a dirvi come comincerà. Adesso appenderò il telefono e farò vedere a tutta questa gente quello che non volete che vedano. Mostrerò loro un mondo senza di voi, un mondo senza regole o controlli, senza frontiere e confini, un mondo in cui tutto è possibile. Quello che accadrà dopo dipenderà da voi e da loro”.
E’ questo è ciò che Gesù fece, ci mostrò un mondo possibile, ma non lo abbiamo voluto, non lo abbiamo capito; eravamo tutti intenti a guardare in cielo mentre era per terra che avremmo dovuto rivolgere il nostro sguardo. Sono trascorso 2000 anni e siamo ancora gli stessi schiavi, corrotti e pronti a tradirci uno con l’altro ed al tradimento di noi stessi proprio come ci insegna Giuda. Abbiamo pensato che ne avremmo comunque conseguito un risultato. La libertà è strettamente legata al Sesso, all’atteggiamento sessuale, ecco perché non mi credete mai, perché siete stati convinti del contrario.
Il sesso è liberatorio, questo ci insegnano, il sesso è a buon mercato ed è ad ogni angolo, in ogni rivista, in ogni giornale, Sesso è bene. Certo è vero che sesso è bene, ma nella giusta chiave, altrimenti è schiavitù. La mia non è una crociata contro il sesso, anzi tutto l’opposto. Se sapeste è conosceste chi è che vi ha parlato da quella Croce cerchereste immediatamente le tracce del suo lavoro per percorrerlo alla svelta.
Il Sesso è Sacro! Questo è il suo messaggio e per questo che l’umanità lo ha crocifisso. Si legge – “Essi per soddisfare quest’impulso detto oggi ‘godimento’ presero ad esistere in un modo indegno per degli esseri tricerebrali, e quasi tutti piano, piano cominciarono ad utilizzare l’emissione di questa sostanza esserica sacra per il puro e semplice soddisfacimento di quell’impulso”[2].
Quella stessa sostanza esserica è l’elemento saliente nella trasformazione alchemica e per la nascita del Cristo intimo; lo sperma, anche noto col nome di “exioekhary”, è il nutrimento dei corpi esserici superiori, è l’alimento, cioè, per la formazione dei corpi astrale e spirituale, veicoli indispensabile per ottenere una piena esistenza anche in tutti gli altri piani di manifestazione della creazione.
L’organo Kundabuffer o Kundantiguador installato nella presenza dei nostri antenati creava una dipendenza psicologica a partire dal piacere sessuale, dal godimento sessuale, il dispendio esteriore dell’energia sessuale generò di conseguenza tutte le cristallizzazioni che conosciamo col nome di “alter ego” od aggregato psichico ed è aggregato perché proviene da un processo di cristallizzazione di una certa sostanza.
Questa sostanza sessuale quindi come può genera ulteriori “io”, “ego”, aggregati psichici, può generare Coscienza; se trasformata, appunto, coscientemente a favore del nostro Essere, ci permette di cristallizzare il rivestimento dei nostri corpi superiori.
E’ una questione di cristallizzazione di una sostanza, di atteggiamento e di scelta: se scelgo il dispendio esteriore cristallizzerò ancora altro desiderio, ma se mi sforzo di guidare i miei processi coscientemente verso l’interno rivesto i corpi superiori dell’Essere. Il corpo cosiddetto “planetario” comprende sia il corpo fisico che il corpo eterico segue il corpo astrale al quale va aggiunto il corpo spirituale veicolo dell’immortalità, ma di questo ne parleremo ancora nel capito sul mistero della resurrezione.
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Per ultimo esclamò:
“Padre, nelle tue mani raccomando il mio Spirito.”
Si unì con suo Padre e simbolicamente morì.
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[1] Dal Vangelo di Tommaso – Gesù disse: “l farisei e gli scribi hanno preso le chiavi della conoscenza e le hanno nascoste. Essi non sono entrati e non hanno lasciato entrare quelli che lo volevano”.
[2] Cit. G.I. Gurdjieff, I racconti di Belzebù a suo nipote, Ed. Neri Pozza.