| PROGETTO ZION | area Formazione | L’uso di FB come piattaforma DIDATTICA |

Non è una novità, almeno per i frequentatori di questo blog, che personalmente abbia più volte sollevato alcune riserve, non tanto sullo strumento in se, ma su l’utilizzo sconsiderato, inutile, inconsapevole, strumentale, deviato, alterato, adultero, miserabile, esecrabile, etc. di facebook. Le persone non vengono preparate, non sono educate ad utilizzare questi strumenti. Sono solo lasciate a se stesse, per quanto ognuno creda di saperne qualcosa in merito al suo utilizzo.

D’altronde cosa c’è di male?” – mi dirai. Risposte –  “nulla, niente” – non è questo il punto, nel domandarselo si perde il centro o punto del discorso. Questo bisogno di identificare o individuare cosa è “bene” e cosa, per lo più, è “male”, fa parte del modo stravagante col quale siamo stati “educati”. Nella stessa affermazione – “Cosa c’è di “male” – implicitamente presupponiamo un qualche genere di colpa o peccato. conosciamo bene da dove deriva questo senso di colpa ed inevitabilmente però lo alimentiamo e perpetriamo lo stesso. Abbiamo bisogno di trovare sempre una colpa ed un colpevole, invece di capire che ciò che importa, ciò che è realmente centrale è crescere, è ciò che “siamo“, è chiedersi semmai – “cosa sto diventando”. Il centro resta sempre “il divenire” o, qualcuno la chiamerebbe, l'”evolvere“. Quando il divenire va nella direzione di un cambiamento o crescita o maturazione o saggezza la chiamiamo per comodità evoluzione, quando è in senso della perdita di dominio su di se, di discesa negli istinti più animaleschi, la chiamiamo “involuzione”.

Nei miei precedenti articoli, “facebook. Un eggregora spaventoso” e “facebook. Il piacere di mettersi in mostra” mettevo l’accento proprio su alcune su queste finalità e scopi. L’innovazione è uno strumento che dovrebbe servire per rendere non solo migliore la vita delle persone, migliorandone le possibilità sociali, di relazione, ma dovrebbe anche migliorarne le qualità intellettive, ovvero dovrebbe servire anche per migliorarci come individui. Purtroppo non è quello che accade perchè alla deriva o sbaraglio ad utilizzarli senza particolari avvertenze, questi strumenti si traducono ancora una volta in modi diversi per dire sempre le stesse cose di noi, dandoci sempre la stessa sensazione di contare qualcosa, cosa che così non è. Milioni di utenti Fb. Le persone non sono preparate ad utilizzare questi strumenti in un altro modo che nel modo con cui usano continuamente tutto, con le solite logiche e finalità: bisogno di considerazione e bisogno di mettersi in mostra.

Lasciati senza un adeguato tipo di educazione tutti questi incredibili strumenti di lavoro diventano le solite piattaforme utili solo a chi le ha pensate, strumenti utili a produrre: uno, controllarti e due, prendere ed acquisire dati sensibili per rivenderle, o produrre campagne pubblicitarie o servizi o cose sempre più adatti ai vari gusti, ovvero per pilotare i tuoi interessi. Per fare indagini di mercato e rendere disponibili a chi paga i tuoi dati personali. La prossima volta che pensi che un account è gratuito ricordati che quando clicchi su accetto e do il consenso, stai accettando le condizioni di utilizzo del servizio, condizioni che comprendono le clausole vessatorie relative all’utilizzo dei tuoi dati sensibili, il monitoraggio, e molto altro utile per l’invio di promozioni, indagini di mercato e molto altro.

La cosa veramente interessante dal punto di vista sociologico è che nel giro di pochi anni (circa una decina) sono riusciti a farci credere che Facebook sia in qualche modo un luogo dove socializzare, uno strumento per socializzare ed aumentare la cerchia delle nostre conoscenze o amicizie.

L’etimologia della parola (sociale, socializzare) deriva dal latino socius, ovvero socio, compagno, inteso come colui che condivide una qualche appartenenza. Di stesso indirizzo è la parola associare, ovvero mettere insieme. Il bisogno quindi di appartenenza, di sentirsi parte di un gruppo è il meccanismo sul quale si fa leva per portarci nel sistema sociale o social network. Mi frega assai di socializzare su uno strumento così assurdo e virtuale come questo. Socializzare è qualcosa che ha a che vedere col l’incontrare le persone materialmente.

Se questo “sistema digitale” o rete o network che chiamiamo “internet” aiuta a fare questo è un conto, ma se crea dipendenza, e le persone invece di trovarsi, di aggregarsi, l’unico contatto che hanno è questo surrogato virtuale, comincia ad esserci qualcosa che non quadra più del solito. Per questa ragione ho deciso già da tempo di mettere mano ai rapporti che si sono creati attraverso il web e che li sono rimasti. Sono esclusi pertanto da questo discorso tutti coloro che conosco di persona e che quindi hanno avuto modo di incontrare il lavoro che faccio e sono capici di capire che non c’è altro che quello.

Non essendo io unico e solo proprietario del mio profilo e delle pagine e gruppi che amministro, dato che, avendo io accettato le condizioni di utilizzo del servizio, di fatto è facebook.it, in qualità di utente del servizio però e nel rispetto delle regole della “community di facebook” intendo disporre di questo mio profilo come di una “PIATTAFORMA DIDATTICA“, cosa che avevo già in qualche modo palesato da qualche tempo e che adesso, avendone il tempo, formalizzo. Questo significa che pur rispettando le regole della community non intendo sottostare necessariamente alla consuetudine con cui viene utilizzato questo strumento o servizio.

Questo significa che tutti coloro che chiederanno l’amicizia a questo profilo verranno considerati studenti ed aderenti alla piattaforma DIDATTICA i cui scopi sono innanzitutto scovare ogni forma di egocentrismo. Ogni, a mio insindacabile giudizio, ipocrisia verrà fermamente demolita con tutti i mezzi verbali disponibili, come è già stato più volte dimostrato. Chiunque si sia fatto qualche strana illusione di considerarmi suo amico, dovrà iniziare a convincersi dell’impossibilità di tale relazione telematica. Nulla di ciò che gira qui dentro è reale, e dimostrarlo è mio preciso e fermo interesse.

Coloro che si avvicinano a questa “piattaforma didattica” dovranno essere motivati dall’aver ben compreso la mancanza di libertà nella quale versano senza illusioni di alcun genere e lasciando ogni speranza di uscirne con giustificazioni di qualche tipo. Coloro che hanno chiesto l’amicizia nel passato sono informati che aderendo al mio profilo aderiranno anche a tutti gli strumenti didattici che intendo mettere in atto, anche a maltrattamenti di qualsiasi sorta. Se pensano di incontrare in me un amico si sbagliano. Io non esisto, per voi sono solo una stringa di caratteri che risponde alla vostra stessa emotività con la stessa vostra veemenza. Non ci provete nemmeno a capire con chi avete a che fare non fare che polarizzarvi sulla vostra idea.

A questo proposito, invito pertanto tutti coloro che hanno chiesto in tutti questi mesi e anni l’amicizia per altri scopi differenti dalla DIDATTICA di togliersi dal profilo dando la possibilità ad altri di usufruire di questo servizio. Per i contenuti che pubblico potranno comunque usufruirne dato che sono disponibili anche senza far parte dei miei contatti.

Tutti gli altri non si stupiscano dei miei “eccessi” o eccentricità dato che sono parte integrante del tentativo di fare di questo strumento “inutile” quale è Facebook in una piattaforma DIDATTICA di qualche tipo.

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Info varie ed attività: associazionezion.org

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La notte della repubblica è la nascita di un nuovo giorno! Elì, elì, lama sabactanì!

Oggi sul blog di Grillo è comparso un post intitolato “la notte della repubblica“. Di solito evito, ma questa volta ho ritenuto di rimbalzarlo attraverso il mio twitter. Poco dopo sono arrivati i primi commenti, sia sotto al post che per messaggio. Uno in particolare ha richiamato la mia attenzione, una domanda lecita che apre scenari: “Come faccio a non essere arrabbiata?” Per quanto naturale sia arrabbiarsi allo stato attuale non è una risposta utile per realizzare e capire cosa sta accadendo. Credo che allo stato attuale dei discorsi fatti sino a qui sia utile mettere bene e pesantemente l’accento sulla questione “emotiva”. L’emozionale nelle persone è totalmente fuori controllo, basta niente per innescare reazioni a catena senza precedenti. Siamo veramente nelle scene finali della trilogia di “the matrix” dove tutto è verde scuro e tutti sono uguali a Smith. La metafora è chiara, per chi la vuole leggere, non è una questione di fisionomie, ma di forma interna, di identità interna. A cosa gli serva a questi un popolo fortemente irritato sinceramente ancora non ce l’ho chiaro, a meno che la regia non stia dietro anche ai burattinai che ci governano. 

E’ cardinale capire che la nostra rabbia personale nei confronti di quello che stiamo osservando e capiamo essere delle porcherie, alimenta anche però di fatto quelle stesse porcherie, di cui parla anche l’articolo di Grillo! Personalmente l’ho twittato solo perché ci si rendesse conto che è necessario un ulteriore sforzo di “fiducia” o “fede” o “volontà” in quello che si cerca di portare avanti come individui in termini di “coscienza”, in modo da non spegnere quella “luce” che portiamo dentro, e che è la nostra personale Pistis Sophia (fede e saggezza). Bisogna capire che per vincere l’arrogante o l’arroganza (della politica, che ne è il riflesso, l’effetto collaterale nel mondo) serve “luce” e non “rabbia”, “delusione”, o altro di simile. Serve “volontà” e serve non perdersi d’animo, la battaglia non è nel mondo, ma è psicologica, e loro questa cosa un pò la sanno per questo usano i giornali ed i media in questo modo. 

Non un granello di inferno deve entrare nel nostro paradiso personale, è stato detto; questo perché quel piccolo granello “emotivo” vanifica, almeno momentaneamente, il nostro “intento”. Se reiterato ci precipita definitivamente in un inferno interiore più grande. Questi “qua” hanno fatto le loro mosse, convinti di aver risolto, e di essersi nuovamente insediati, adesso pensano che potranno realizzare le cose che le persone, il popolino vuole e che così facendo recupereranno credibilità. Ma non essendo in grado di “fare” veramente cercheranno solo di darne una parvenza, ma all’atto pratica non ce la faranno, anche perché ignorano la natura dell’universo e dei cicli, e soprattutto non capiscono che relazione che ci possa essere tra la “coscienza” e la “materia”. Non sanno che se quegli 8 milioni di italiani non gli danno “energia” attraverso la “delusione”, la “collera”, etc. i loro intenti vacilleranno; se capiamo i nuovi assunti di cui parlo, stiamo di fatto smettendo di dare energia a quel genere di “materia” che continuerà inesorabilmente a sgretolarsi nonostante i loro propositi, inciucci o altro. Capitelo bene questi non sono in grado di “fare”, sono in grado solo di auto sabotarsi  perché è il programma di condizionamento che hanno subito anche loro da piccoli a farglielo fare.

L’equilibrio emotivo è in questo momento è la cosa più importante da realizzare; in questo momento è importante voltare pagina, serrare le file, e ripartire con nuovi slanci ed eventualmente qualche iniziativa intelligente, utile e mirata ad aprire la comprensione e non il dissidio. Adesso “questi qui” si credono con buona probabilità di averla fatta franca, … bene, meglio lasciarglielo credere, … ci sono già caduti in precedenza, quando credevano che oscurando il “movimento”, il “movimento” non sarebbe esistito. Fiducia, no-rassegnazione. Altrimenti siamo sempre alla stessa contraddizione: non crediamo in quello in cui crediamo di credere. Lo “spirito”, la “risonanza”, il potere della “coscienza”, persino il “the secret” di turno, vale solo per ottenere case, auto ed agio? Ma quando la cosa si fa grossa uno non crede più che attraverso queste conoscenze non si possa realmente cambiare le condizioni generali del mondo o di una società? Serve “ricapitolare”, serve usare la “ricapitolazione” per recuperare le energie e sciogliere ogni attrito emotivo

Il mondo è il riflesso della somma di tutte le coscienza ed incoscienze. Apparentemente sembra una semplice media matematica, ma quando si parla di “coscienza” si tratta di una media pesata, e la “coscienza” pesa molto di più dell’idiozia e del potere, per quanto apparentemente non sia così. Ci dobbiamo preparare a vedere cadere ogni cosa, anche perché se insistono nella direzione che hanno preso, questo è quello che accadrà. Il sistema attuale è totalmente insostenibile in termini di risorse ed anche in termini di qualcos’altro. Forse è vero hanno rimesso il coperchio, ma stavolta con dentro una “luce”, la “luce” della speranza, in un cielo diverso, terno, libero dalle nuvole e dalla schiavitù emotiva nella quale cercano di precipitarci, una speranza che veramente si arrendano e se ne vadano fuori dai piedi liberandoci dalla vista della loro vomitevole “tiepidezza”, … non si rendono ancora conto di cosa potrà accadere. Non fatevi abbattere la guerra è appena cominciata, e non si combatte con le armi, ma con la “coscienza”, con le “idee”.

Noi non abbiamo ancora compreso la forza ed i progetti che possiamo realizzare stando insieme, non è ancora maturata, ma più si degrada il sistema è più questo si farà sempre più chiaro, almeno in coloro che hanno orecchie per intendere, gli altri si batteranno nei vicoli, nelle piazze, si arrabbieranno piagnucoleranno e molto altro proprio come ho scritto nel precedente articolo sul 1° maggio.  Elì, elì, lama sabactanì! – entro nella prealba di un nuovo giorno!

Ti hanno dato una "forma"! L’apparato formatorio.

La terra è come un gigantesco diapason al quale l’uomo come uno strumento musicale può accordarsi. Nel fare questo può rendersi conto che il “mondo”, i “sistemi” contenuti in esso, gli hanno dato una “forma”, qualcosa che va oltre la sua personalità o carattere o tratto psicologico. Questa forma è ciò che motiva tutte le sue azioni, è molto di più dei pensieri che affollano la sua “presenza”, o gli stati emotivi che lo tormentano od esaltano; questa “forma” è ciò che sta dietro e li genera in continuazione questi stati. 

La “forma” che abbiamo preso e che crediamo di essere è ciò che determina tutte le nostre scelte, decisioni, comportamenti, aspirazioni nel mondo, è molto di più di un “idea”, è molto di più delle stesse “credenze”. E’ qualcosa che va oltre la “descrizione” relativamente al mondo e a ciò che siamo realmente alla quale siamo stati, successivamente a questa “impressione”, abituati. Qualcosa ha impresso o si è impressa nella pellicola della nostra vita, e successivamente ci è stata descritta e poi giustificata. Questa azione è assimilabile al concetto dell’impianto di un apparato artificiale formatorio, cioè che da forma a pensieri ed emozione. Siamo stati “impressionati”, spaventati in qualche modo e questo ci ha fatti ritirare, da lì in poi è partita tutta una azione di normalizzazione ed omologazione che alcuni chiamano “condizionamento” (mentale). 

La “forma” di cui cerco di parlarvi è qualcosa di veramente oltre l’idea ad esempio, espressa nel film di matrix, di un – “mondo che ci stato messo davanti agli occhi” – per nasconderci la verità su di noi e sulla nostra condizione di servitori o di asservimento. E’ la “forma” che ci è stata data e che noi crediamo di “essere”. Siccome questo processo avviene più o meno inconsapevolmente tutto si registra senza grande partecipazione del singolo che lascia che questo avvenga senza potersi opporre al volere collettivo e degli altri. Allo stesso tempo è importante “capire” che non c’è nessun responsabilità o corresponsabilità in questi “altri” (famiglia, relazioni, ambienti lavorativi e ricreativi e “sistemi”), perché tutto questo è cominciato molto tempo addietro e tutti quelli che vivono adesso su questo pianeta sono per lo più inconsapevoli. Inconsapevoli che qualcosa di così catastrofico sia realmente accaduto e soprattutto che sia potuto accadere anche a loro, anche lui e anche a te. Ognuno ha la percezione e la convinzione di essere libero,  di essere “spirituale”, di essere “qualsiasi” cosa lui possa immaginare, non accorgendosi che chi lo ha immaginato tutto quello che pensa e sente gli è stato imposto quando non poteva porre alcun limite e che quelli che glielo hanno fatto lo hanno fatto convinti di farlo per il suo bene e sono stati proprio quelli stessi che gli hanno dato da mangiare. E’ come quando tagli le palline al tuo gatto, uguale. Lo fai per il suo bene. Anche Riccardo Broschi rese eunuco il fratello Carlo, passato alla storia col nome di Farinelliper impedirgli di cambiare crescendo quella voce che a suo dire era meraviglioso. Che poi questa fu vero, non chiese certo a Carlo cosa ne pensasse.

Questo è veramente il grande punto di forza di chi ha avuto quella meticolosità di dare una “forma” a questa umanità lavorandosela per secoli. E’ questo a renderli irresponsabili, e nessuno può attribuirgli colpe o esigergli qualcosa perché anche a loro e a loro volta è stato riservato lo stesso trattamento. Conoscono solo questo e cercano in buona fede di darti la loro forma. Altra cosa sono quelli che qualcosa hanno capito, ma usano ciò che conoscono per condizionarci. 

Le persone ignorano per lo più di averla presa una “forma”, pensano e credono di aver una qualche autonomia di pensiero o di sensazioni o di comportamento, questo perché il corpo gli permette una momentanea sensazione di “individualità”, ma tutto per lo più dipende dal vissuto, dalla forma che quel vissuto ci ha cominciato a dare, e questo vissuto è condizionato dalla mente collettiva dell’umanità. E’ l’umanità a essersi data degli “assunti” e quindi una forma, quando questo è accaduto è molto tempo fa. Veniamo al mondo nudi ed “apparentemente” senza conoscenza, coloro che sono già qui da prima e dovrebbero servire ad aiutarci a crescere, a svilupparci in modo armonico e quindi in “risonanza” col diapason della terra, sono a loro volta condizionati, sono stati al loro volta ri-“formati” e quindi non sono in grado di fare nulla per noi se non molto poco e in accordo a quanto di ciò che sono è riuscito a sopravvivere ai processi condizionanti. Ho scritto “apparentemente” perché il realtà ci sono cose che sappiamo, che facciamo spontaneamente, sono le nostre attitudini, che per quanto siamo stati “formati” riescono ancora nel “bailamme” generale ad emergere. 
Si tratti di piccoli momenti, di tratti di “sincerità” e di “verità” interiore, che tendono a diluirsi nel caos generale di un mondo che vive veramente ignoro del perché esiste e a cosa serve all’interno dell’economia generale del pianeta innanzitutto e dell’universo successivamente e semmai. Ripeto la cosa non ha molto a che vedere con le idee, anche se le idee sono parte del condizionamento, ma ha più a che vedere con il fatto che siamo stati “piegati” ad un volere che non è il nostro. Lo strumento è sempre lo stesso la “paura” è con la “paura” che sono stati capaci di imprimerci una certa “forma” di schiavitù. Nessun di noi può smettere di essere schiavo se non perde questa “forma”, nessun di noi può smettere di essere schiavo se non perde la “paura”! Questa è la ragione per cui abbiamo comportamenti omologati che oscillano tra le sfumature del “bene” e del “male”, di “destra” e “sinistra”, e alla via così. Ecco perché poi troviamo un comportamento comune diffuso, ma non è autentico è parte della “normalizzazione” generale. Siamo schiavi perché ne abbiamo tutte le sembianze, molto più di quanto crediamo. Anche se cambi, lavoro, città, partner, abitudini, tendenze, atteggiamento, idee, scuola, religione o altro, se non cambi, anzi se non perdi la “forma” non cambia molto di te, perché è la “forma” a determinare le tue scelte ed i tuoi cambiamenti. 
Forse, sulle prime, è utile anche questo, ma cerchiamo di capire l’importanza di quello che cerco di comunicare, perché diversamente, troverete sempre qualcuno che vi vorrà “formare”, e farsi dare una “forma” spesso non è “utile” a te. Per lo più le persone questa cosa la fanno in modo del tutto involontario, perché non sapendo non sono responsabili, questo non significa che il processo che ti applicano non vada a buon fine. Dare una “forma” va oltre il “plagiare”, viene prima. Anzi successivamente le persone possono o potranno “plagiarti” grazie al fatto che all’inizio ti è stata data una “forma”, sei diventato uno spirito di opposizione, un agente del sistema, senza neanche saperlo. E in questo mondo agenti lo sono tutti e non lo è nessuno, dipenderà dalle circostanze che uno incontra e per questa ragione ho detto a suo tempo: osservate come vi “lamentate” e a come tendete a “giustificarvi”, sono sintomi della “paura”. Uno giustifica perché “teme” di avere sbagliato, anzi peggio, teme le conseguenze dell’aver sbagliato, mentre gli “errori” li commettono tutti, perché l’errore in assoluto è solo un altra forma di apprendimento, ma se invece di lasciar fluire – ti punisco, tu imparerai a “temere” la punizione, da qualsiasi parte arrivi. 
Purtroppo nessuno di noi sa realmente come e quando è cominciata, ma abbiamo capito che c’è stato un tempo in cui le cose andavano diversamente, poi ad un certo punto “Caino” ha ammazzato “Abele” che sono presumibilmente le 2 direzioni che prende l’umanità come discendenza di Adamo, che non è un individuo ma gli individui originali. Quello che cerco di dire è che non c’è tutta questa premeditazione nel tentativo di “formarci”, di darci, cioè, una “forma”, perchè le ragioni risalgono molto indietro nel tempo a quando ancora andavamo a prendere la banana sulla scala (il riferimento è ad un esperimento che pare si stato svolto sul comportamento delle scimmie). A questo punto di sviluppo dell’umanità le leve nel mondo non sono lo sviluppo dell’individuo in senso coscienziale ed il “bene comune”, ma sono: Potere, Denaro e Sesso. Sono state impresse in secoli di evoluzione tecnologica. Il “potere”, il “denaro” e il “sesso” muovono tutto in questo secolo come lo facevano al tempo dei romani, dei greci, degli egiziani, e chissà ancora quanto indietro. Noi non siamo quelli che hanno subito l’umiliazione della violenza e del provare “paura”, ma questa cosa sono riusciti a farcela trasmettere uno con l’altro nel corso dei secoli. 
Chi governa il mondo è rimasto fregato nella sua stessa trappola. Riempiamo la bocca di dolci e belle parole in onore del trionfo della giustizia, del “rispetto”, della “democrazia”, il “benessere”, e molto altro di simile senza averne l’autorità “morale” di poterne dire, perché la “forma” che abbiamo parla di tutt’altro e per quanto tu ci creda se non ti liberi dalla “forma” non puoi realizzare nulla di quello in cui credi di credere. E’ già è questo in grande agguato che ci è stato tirato, noi crediamo, crediamo di avere un qualche “credo”, ma non è vero perché il credo vero, assunto e nostro, sta nella “forma” che ci è stata data, e quella forma non parla, non si muove sta lì immobile e indisturbata e determinare tutti i nostri atteggiamenti e comportamenti. Come fare? E’ un bel dilemma, direi!

Il cambiamento di mentalità, lo spauracchio dell’ingovernabilità!

Non si può perdere quello che non si è, tutto quello che si può perdere sono le illusioni, e le illusioni sono generata da un intelletto esageratamente arrogante. Non si può perdere ciò che non si ha, si può solo perdere l’illusione di possedere qualcosa a cominciare dal controllo di sé. Non è il mercato ad essere in pericolo, ma le “false” certezze di un sistema basato sulla finanza. Il mercato, la finanza sono un illusione e le persone se ne stanno rendendo conto, è che sono spaventate perché gli è stato insegnato a dipendere da questo, gli hanno insegnato che il denaro è cibo e temono per la loro sopravvivenza. 
Se pensavate di andare a votare qualcuno e delegarlo a fare qualcosa per voi, per poi tornare a fare le cose di sempre, vi siete probabilmente sbagliati. Questa è ancora la stessa logica di sempre, quella di non prendersi la responsabilità di cambiare, un cambiamento di mentalità (il video), è questo quello che queste elezioni hanno mostrato, un opportunità di cambiare il “paradigma” di fondo. Da “correggere” ad “educare”. E’ di un umanità matura (di cui si parla), cresciuta capace di far emergere le sue qualità innate, quelle capacità di stare in piedi nonostante le “paure”, nonostante i tentativi di farla ritornare nei “binari” di sempre. Non pensavate veramente che sarebbe stato facile o che non fosse faticoso? I cambiamenti sempre lo sono e non possiamo delegare. Dobbiamo “operare”, essere vigili e guadagnarci la nostra libertà. Noi abbiamo imparato a non partecipare alla nostra vita subendone esclusivamente gli effetti, gli effetti però di un intelletto alterato che attribuisce costantemente ad altri la colpa della sua condizione. Come dentro così è fuori di noi, ecco perché la partecipazione è la parte importante della vita di una società, perché è il riflesso di una presa di coscienza e responsabilità dei propri processi di maturazione. La partecipazione alla vita sociale è il riflesso della partecipazione al nostro personale cambiamento, tutti gli insegnamenti, le scuole ed i profeti l’hanno chiamato il “sacrificio”, operare per il bene comune partendo dalla realizzazione di “qualcosa” in se stessi.
Deleghiamo sempre a qualcun altro la nostra “salvezza”, della nostra anima e quindi delle condizioni di vita stabilite qui. Cerchiamo guru, insegnamenti, leader capaci di renderci la vita più sopportabile, mentre solo tu lo puoi fare, perché la vita è tua e non di qualcun altro. E’ comodo delegare così possiamo sempre dare la colpa a qualcun altro della nostra inadeguatezza. L’egoismo è quello che ci fa chiudere dentro le nostre cose imprigionandoci fino alla fine dei nostri giorni, ognuno è chiamato a maturare e farsi responsabile e dare il suo contributo, grande o piccolo. Finiamola di farci “spaventare” dagli spauracchi dell’ingovernabilità o altro, è cominciata una guerra, una rivoluzione senza sparare un colpo, senza distruggere, una rivoluzione intima profonda, se non c’è quella avremo solo ancora una volta delegato a qualcun altro e questo prima o poi manifesterà tutti i suoi limiti. Siamo chiamati ognuno nel suo piccolo a produrre una rivoluzione personale unica, irripetibile, volta alla realizzazione di un uomo nuovo, siamo chiamati ad emanciparci da animali intellettuali ad esseri responsabili, in grado di compiere “miracoli”, in grado di capire di quale incredibile potere siamo dotati, e non tanto per esprimerlo sugli altri, ma per maturare la nostra possibilità di realizzazione, gli effetti esteriori saranno il cambiamento “auspicato” delle condizioni di vita stabilite su questo piano. Per farlo serve un altro tipo di “educazione”, senza un lavoro e certi strumenti il cambiamento non si realizza, si resta con la stessa testa di sempre convinti di essere cambiati, ma abbiamo solo alimentato il nostro bisogno di sentirci importanti. 
Essere “sotto”, sentirsi persi, è parte della vita, è parte del ciclo di sviluppo di un individuo e quindi di una società, se non lo si capisce e si vuole sempre stare a “mille”, si fatica di più, ci si abbatte, perché quello che credevi di essere per un attimo crolla, e scopri che era solo illusione. E’ questo il problema di tutti quelli che pensano che stanno facendo un percorso spirituale o di sviluppo o in quelli che pensano che avendo votato questo o quello questo basta. Non è facile liberarsi del condizionamento, e l’idea peggiore sta nell’idea stessa di spiritualità e di Dio, esiste solo un unica grande “legge” causalità, …. e la causa del malessere generale è possibile che risieda dell’orgoglio intellettuale, l’arrogante di cui si parla in Pistis Sophia, ecco perché non riusciamo a fermare la testa. La falsa luce è la dialettica. Troppe aspettative finiscono per indebolirci perché abbiamo “paura” di non farcela. Liberati del bisogno di riconoscimenti, liberati da qualsiasi genere di attesa, molla tutto, siediti e lavoro alle emozioni negative con la “ricapitolazione”, modifica il tuo stato interno, e fallo senza aspettarti di riuscirci. E’ solo così che avrai qualche “possibilità” di riuscita. Fai le cose senza aspettarti nulla, mettiti tutto te stesso aumenterai in conoscenza. 
L’Italia non mette in ginocchio nessun mercato, non fatevi infinocchiare con questa cosa, hanno già serrato le fila, ma dovete imparare a trasformare l’impressione negativa, la “paura” che stanno cercando di diffondere per farci rientrare nel recinto, le porte della stalla sono aperte, non permettergli di farvi ritornare per “paura” dell’ignoto, l’uomo è capace di realizzare cose che ancora non abbiamo visto e che tutti i profeti della storia hanno cercato di mostrarci, ma forse adesso è il momento propizio, è il tempo della maturazione, è il tempo Kairologico, forse non per tutti, ma quelli che ci sono vicini: non potete perdervi quest’occasione di scoprire cosa potete “fare”. Non credete a questa cosa, non fatevi intimidire, credete invece di poter cambiare, lasciate andare tutto: paura, scetticismo, dubbi. Lo sanno quelli che stanno più a dentro, il mondo finanziario è alle strette, è alla fine da tempo, quello di queste elezioni è solo la scusa per mostrare il loro limite e poter imputarne la colpa a qualcun altro. La finanza è finita da tempo non puoi continuare a creare denaro dal nulla, prima o poi qualcuno deve incassare ed a quel punto sarà il collasso, con o senza il M5S al governo di questo paese. 
Questo voto è la manifestazione esteriore, è l’effetto di una causa più profonda di un istanza di cambiamento che va oltre le condizioni generali di vita, investe la crisi profonda dell’umano che sta iniziando a percepire che ci deve essere di più che correre per le autostrade, lavorare tutto il giorno, costruire case, fare denaro a prescindere, avere oggetti e fare molto altro che facciamo quotidianamente. Una occasione senza fine per “liberarci” ed uscire (non si va da nessuna parte, si esce con la testa e si smette di dare “coscienza” ed “energia” a tutte queste cose, la nostra forza o energia va dove è la nostra attenzione, per questo bisogna imparare a guidarla) dal “controllo” stabilito su questo piano esistenziale in epoche antiche e la cui causa più recente risiede proprio nel “medioevo”, epoca in cui altri rivoluzionari cercarono di contrastare il potere precostituito (ecclesiastico e di controllo) e che il potere stesso ha cercato in tutti i modi di soffocare, apparentemente riuscendoci. Li chiamarono “eretici” come se fosse un insulto, mentre la parola di per se significa proprio tutto l’opposto, significa “colui che sceglie”. “Eresia” deriva dal greco αἵρεσις (haìresis) derivato a sua volta dal verbo αἱρέω (hairèō), che significa “afferrare”, “prendere” ma anche “scegliere” o “eleggere”. Non si trattava di una dottrina contraria al dogma ed alla fede ortodossa preponderante, questo è quello che raccontano, si trattava invece di mettere l’uomo al centro della vita, l’uomo come l’autentica missione del Divino. E’ di un “umanità” realizzata che si tratta ed è questa cosa che altri uomini, organizzati in ordini di potere e consociati, hanno sempre cercato di ostacolare, diventando a loro volta involontari strumenti di questo stesso sviluppo, solo che è arrivato il momento che si facciano da parte, hanno esaurito il loro compito, i loro successori pronipoti o altro hanno perso completamente la bussola diventando ingordi alla ricerca di riconoscimenti e di potere ed adesso devono solo farsi da parte, per quanto possa sembrare impossibile o altro. L’uomo rende possibile anche l’impossibile, ne è dimostrazione lo stesso sistema che è riuscito a realizzare qui. 
Tutto si processa dentro l’individuo, è nel soggetto che deve e sta avvenendo il cambiamento, è in questo la qualità epocale del momento. L’individuo ha smesso da tempo di dare energia alla materia, anche se non se ne è reso conto, lo ha fatto quando ha iniziato a vacillare la sua fede nelle cose, quando ha iniziato a sentirsi deluso dei sistemi, quando ha percepito che così non poteva continuare, e la materia adesso si sta sgretolando. Grazie a tutti coloro che sentono e credono che la loro esistenza debba essere utile a fare qualcos’altro che non quello che gli è stato messo davanti agli occhi e propinato come unico scopo esistenziale tutto sta andando giù e voi a questa cosa non ci potete fare niente perché è un istanza dell'”intimo” e l’intimo di un individuo non obbedisce alle leggi dell’uomo, non fa calcoli di vantaggio o di opportunismo. Non c’è nessun cammino spirituale da compiere, c’è che rendersi conto, c’è che svegliarsi in questo senso e capire che la ricerca è finita e che bisogna trasformarsi radicalmente, non resterà nulla di ciò che siamo stati, e questo può accadere in modo morbido o con forti movimenti, siamo in una fase di transizione dove un modello condizionante basato sul “correggere” gli altri per tenerli vicendevolezza sotto controllo, si sta spostando verso l'”emergere” di qualcos’altro, è questa la vera “emergenza”.  Questa fase ci fa sentire deboli e vulnerabili, ma è importante non lasciarsi ingannare e spaventarsi, resta nella tua inadeguatezza soffrine e lascia che le cose si compiano. Non abbiate “paura” di cambiare, non abbiate “paura” di aspettarvi l’inaspettato.
Gesù in momento del suo processo dice – “allontana da me questo calice, ma non sia fatta la mia volontà bensì la tua”. La volontà del Padre è quella di accrescere la sua manifestazione, espandere la sua consapevolezza, Dio crea per conoscere se stesso e diventare qualcos’altro, non c’è niente di morale o da correggere in questo. E’ questo il grande dono di Dio. Quanti credenti sono realmente capaci di realizzare questo? Quanti si sentono sufficientemente intrepidi e coraggiosi di vedere cosa c’è al di là del conosciuto?! L’alternativa è ancora lo “status quo” che sicuramente stempera i timori, ma ci tiene ancora una volta intrappolati in questa linea del tempo. Non abbiate “paura” di cambiare questo è il vero “segreto”. Certo forse a qualcuno ancora serve, ma è assuefazione, sono talmente assuefatti al sistema che sono pronti a battersi per mantenerlo in vita, perché credono che da questo dipende la loro sopravvivenza. Inutile dire che è falso, la nostra sopravvivenza dipende dalla capacità di adattamento, dipende dal dominio del dialogo interno, dipende dalla capacità di lasciare andare la materia, dipende dalla possibilità di dominare gli istinti, il fuoco passionario, che se non ben diretto invece di trasformarci ci brucia e si tramuta in violenza. E’ da questi che dobbiamo “temere”/aspettarci una reazione, non dal “movimento” che di protesta non ha nulla, è una autentica istanza di cambiamento di mentalità, cambiamento ognuno vissuto secondo il suo grado di intendimento, in accordo al suo livello d’essere, si direbbe. La “paura” è l’elemento che deve poter essere rimosso attraverso la fede nell’uomo e nelle sue capacità di trasformarsi in qualcos’altro. 

La non conoscenza dei Cicli.


Vedo che il delirio e il clamore generale su questo Natale e sul solstizio d’inverno stenta a spegnersi. Invece di cercare un po’ di intimità si continua a rincarare la dose di stronzate tra portali aperti e meditazioni collettive, capodanno intergalattici e molto altro. Tutto per nascondervi la verità che non è solo che sei uno schiavo anche un po’ idiota, ma che ti stanno per tirare una fregatura di una certa portata, e non mi sto riferendo all’IMU, ma a quello che a livello politico in questo paese si sta preparando. Poi ci sarà anche altro a livello mondiale ma chi ne sa qualcosa veramente. 

Il 12.12.12 è passato e per quanto ci si impegni a cercare di attribuirgli qualcosa di speciale in realtà non è accaduto assolutamente niente. Milioni di chilometri di universo infinito e tu credi ancora alle stronzate sui portali aperti. Tutto questo è determinato da un unico autentico problema la non conoscenza dei cicli. Ad esempio gli astri che osserviamo seguono un orbita, e quest’orbita è ciclica, è facile fare le profezie quando conosci i cicli, ecco perchè nei Maya troviamo questa ossessione per il tempo, non è per il tempo, ma per la conoscenza dei cicli. Colui che conosce i cicli conosce le influenze e colui che conosce le influenze sa, conoscendo la natura delle cose compreso l’uomo, come quell’influenza le impressionerà. I Maya non hanno previsto una “minchia” (devo essere volgare perchè magari vi rendete conto del livello basso coscienziale o alto di ipnosi raggiunto quando credete a certe cose) studiavano e sono arrivati a conoscere diversi cicli, magari non tutti ma molti di più di quelli che conosciamo noi. Il problema è come percepiamo, come siamo stati educati, o meglio, condizionati a percepire la realtà, ovvero i segnali elettrici generati dagli “urti” che arrivano ai nostri sensi.

Dovete smetterla di cercare di unire i puntini (pensiero associativo), perchè questa cosa vi altera la percezione e vi fa interpretare il mondo in modo del tutto lineare, quando lineare non è. Tutto qui è ciclico, tutto è circolare, tutto è Samsara. Il signor Gurdjieff nel suo libro “i racconti di Belzebù a suo nipote” spiega egregiamente, ma solo se hai iniziato a funzionare in un altro modo lo puoi capire, questo funzionalismo delle influenze. La “concentrazione” di cui parla il passo è l’individuo. 

“Se il processo della sacra legge avviene in presenza di numerose “vibrazioni prodotte da cause esterne“, il suo funzionamento produce unicamente risultati esterni. Se lo stesso processo avviene in condizioni di calma assoluta, in totale assenza di “vibrazioni prodotte da cause esterne“, tutti i risultati della sua azione rimangono all’interno della concentrazione in cui avviene il processo, e questi risultati sono percepibili all’esterno solo per contatto diretto e immediato. E se nel corso del processo non prevale nessuna di queste due condizioni diametralmente opposte, i risultati della sua azione di solito si dividono fra esterni ed interni.”

In assoluta calma, significa che il dialogo deve essere totalmente spento, si deve cioè cercare di non colorare le informazioni che ci sono appena giunte ai sensi con ideali confusi, credenze o illusioni a vario titolo, ritratti immaginari di se e molto altro. Il dialogo per lo più non è nemmeno pensato, non è una sequenza di associazioni come ci si aspetta, quello è l’effetto collaterale, esteriore, il dialogo di cui parlo è uno stato di convinzione interiore, che di quando in quando si manifesta attraverso le parole, è una condizione di “interdizione”, che genera una convinzione di essere ciò che non si è, almeno in quel momento ed a meno che non si sia riusciti a portare “CALMA” e “PRESENZA”. Ma torniamo ai cicli. 

Coloro che percepiscono a livello dell’etere qualcosa, devono capire che ciò che stanno percependo è qualcosa che si ripropone tutti gli anni e lo fa perché è “necessario” per produrre cambiamenti; forse c’è più fermento, qualcuno direbbe come quando deve essere messo in scena uno spettacolo ed i giorni prima sembra che ci sia un gran casino, ma l’etere a Natale lo è sempre così, lo è stato tutti gli anni. E’ sempre un Natale speciale per chi lo sa ascoltare, accogliere dentro, perché è l’influenza legata alla crescita personale, alla nascita (NATALE significa appunto questo), e siccome si tratta di una maturazione, di una crescita psicologica (intellettuale, emotiva e fisica), può accadere tutti gli anni se si è speso del tempo e qualche sforzo in quella direzione. Se si è pensato solo a coltivare i bisogni primari non possiamo che aspettarci di ricevere “carbone”. 

Poi che a questo ciclo se ne possano aggiungere e sommare altri più ampi, tutto è possibile. QUest’anno per esempio c’è il ciclo di Giove che si allinea con diverse altre cosucce tipo Orione, Sirio, la costellazione di Aldebaran (Alfa tauri) e molto altro. Se uno sta facendo qualcosa, un lavoro in se stesso, un natale dopo l’altro nasce, rinasce, grazie alle influenze di cui può disporre durante questo ciclo. 


Ragazzi il 21 dicembre, non succederà niente, tanto più che il 21, 22 e 23 sono i giorni dell’oscurità, delle tenebre, per questo Natale è il 24 e non il 21, perchè il 21 non nasce niente. 

Il 21 dicembre non raggiungeremo nessuna MASSA CRITICA, men che meno per grazia o volontà esterna, se non ci svegliamo e ci liberiamo dello stato ipnotico nel quale siamo messi, se non ci liberiamo di tutta questa superstizione. La forza per cambiare è sempre a disposizione conoscere i cicli ci permette di capire il momento favorevole per fare una tal cosa. Ma se non sai il “perchè” di cosa te ne fai della conoscenza dei cicli, … a parte che conciato così non li puoi nemmeno capire. Questa è solo brama, è ingordigia spirituale e di potere a seconda di quale parte della testa sta prevalendo o prevale di solito. Il ciclo più importante per noi è quello in relazione col Sole, ecco perché i nostri antenati lo adoravano. Vibrazione, calore e luce sono tutte e 3 forze. Il Natale è il momento in cui il Sole è più vicino, stiamo parlando del ciclo dell’orbita della terra. Insieme c’è il ciclo di Orione e di Sirio e di chissà quanti altri astri, compreso l’orbita del Sole (ciclo di 11 anni), questa stella alterna momenti di quiete e momenti di eruzione nei quali espelle particelle elettricamente cariche che vuoi che non influenzino in qualche modo tutti gli ordini di mondo che le dipendono o le sono inferiori? Più ne sai e più capisci quali influenze arrivano e come poterne usufruire per ottenerne un qualche vantaggio. 

Anche i Sufi arabi si interessavano dell’astronomia, ed ultimo delle loro questione era fare improbabili oroscopi. Sveglia, vi state rintontendo di stronzate, dovete svegliarvi se volete veramente cambiare, non c’è influenza esterna che possa farlo se non diventate centrali nel processo di assimilazione e maturate a un livello coscienziale, e questo non accade con l’intelletto, l’intelletto è uno strumento. Per fare cosa? Tu lo sai? Non c’è forza nell’universo che possa farvi decidere quale uso farne, quale direzione dare alle influenze se non una maturità interiore.  Il Soliunesius, che è il nome che Gurdjieff da’ ad un certo tipo di influenza o spinta nella direzione del cambiamento o rivoluzione proveniente dal Sole, su chi è ipnotizzato aumenterà il conflitto, aumenterà solo una certa ribellione nel mondo, facendogli cercare contrasto, lotta o fuga e in altri il cambiamento interiore. Senza introspezione, senza una capacità di mettersi in discussione la ribellione è solo fantasia esteriore. Non c’è niente che possa farti cambiare nella direzione della coscienza a forza, a bastonate intendo. Non c’è niente che possa svegliarti se non tu stesso, quando ti rendi conto di essere nulla. Non ci sono forze che fanno cose, ci sono forze a disposizione e ci sono risposte alle influenze di queste forze e le risposte dipendono dalla tua maturazione, non solo intellettuale ma intima, interiore, “animica” qualcuno direbbe, dipendono dalla tua “umiltà”; ecco perché i saggi pregano in ginocchio e si prostrano. E’ solo ciò che sei che può dare a questa influenza la direzione di una spinta verso la libertà o la schiavitù. La corrente elettrica è un flusso di elettroni, a seconda di quale apparato o apparecchiatura attraversa otterrà risultati diversificati.  

Quello che accadrà dipende solo da come riceviamo le influenze, i cicli sono qualcosa di normale che si produce con dei precisi “canoni” di movimento, durata ed intensità, lo studio di questi “canoni” ci permette di fare previsioni, ma solo in termini di influenze, come risponderanno i soggetti a queste influenze dipenderà dal loro stato generale. Tutti sanno che d’estate fa caldo, è ciclico, ma come ognuno risponderà a questa cosa è soggettivo e dipende dalla struttura biologica e dallo stato psichico o dal suo psichismo, ovvero come intenderà e se ne farà di quella tal cosa o influenza o forza. Se la vivrà nella dualità cercherà di stabilirne se è nociva o salutare, perdendo la parte più importante legata esclusivamente alla misura con cui questa cosa può essere assorbita e quindi quali effetti può dare. Non esistono cose buone o cattive, esistono solo misure. 

Voi cercate di fare diventare eccezionale e profetico qualcosa che è nel normale funzionalismo dei movimenti del “cielo”, questo perché ignorate i “CICLI”, non solo non li conoscete, ma ne ignorate l’esistenza, e per questa ragione percepite quello che chiamate “realtà” in modo parziale ed alterato dai concetti o credenze o illusioni che avete invece che alla luce dell’esistenza e conoscenza del funzionamento dei CICLI. Ecco perché credete alle profezie e all’accidentalità delle cose. Quello al quale voi date carattere di eccezionalità è solo perché per voi lo è a causa della vostra nube di non conoscenza. E’ la differenza che c’è tra guardare un fotogramma e trarne delle conclusioni o aspettare e vedere lo svolgimento di tutto il film o pellicola e poi semmai vederne il risultato. I cicli sono il “format”, cioè quale sarà lo svolgimento del “programma”. Qui è tutto previsto con precisione millesimale, siamo noi a non conoscere. L’assoluto è perfezione, e l’universo ha una sua ragion d’essere, non si manifesta ed espone a casaccio. 

Quello di questo Natale è possibile che ci sia in concomitanza la chiusura di un ciclo più grande, ma che voi non potete intendere fintanto che credete che il calendario dei Maya sia una sorta di calendario di Frate indovino. Cicli, i Maya parlano di Cicli, non fanno profezie. Devi guardare tutto il film per capire. Per esempio, per noi la guerra è qualcosa di eccezionale se la guardiamo alla luce degli ultimi 80 anni e limitato al recinto dell’Europa, ma se la guardiamo alla luce degli ultimi 2000 anni (pellicola) o se l’allarghiamo alla superficie di tutto il pianeta, non possiamo che riconoscere che la guerra, la fame e molto altro, sono una costante (fotogramma). Una costante che si muove secondo precise influenze che qualcuno che conosce certi cicli (vedasi Soliunensius) può determinarne la prossima insorgenza relativamente ad una precisa regione e allo psichismo (grado di maturazione nella direzione della coscienza o coscienziale) di coloro che la abitano (società). Quello che sta per accadere a livello astrologico rientra perfettamente nel ciclo e quello che sta accadendo relativamente all’orbita della terra rientra in quel ciclo dell’anno chiamato Natale, cosa che ho già spiegato accade tutti gli anni. Il punto è che a seconda di come questa cosa verrà percepita può creare una “psicosi” piuttosto che un altra, perché oramai è di questo che si tratta per l’umano a questo stadio alterato. Le persone partono di testa in questo periodo natalizio e questo è un problema dello stato alterato nel quale stanno cercando di portarvi, intenzionalmente o meno; è già partita la psicosi ipnotica del 21 dicembre, come per l’influenza stagionale … che, se non lo avete capito, non esiste. 

Tutto ciò che sta accadendo è un enfatizzazione di un ciclo e questo è il vero guaio; non il ciclo, ma lo stato psicotico ed alterato che stanno manifestando alcuni individui viventi di questo pianeta erroneamente chiamati esseri umani. L’Essere (il Padre), attraverso il suo emissario (il figlio) la “coscienza atttiva”, in questa umanità fa raramente capolino. Siamo un animale intellettuale ancora poco definito nella direzione della “coscienza”, che sperimenteremo sempre meno se non faremo sforzi in quella direzione, per manifestarla nella vita quotidiana, dalla quale cerchiamo di evadere con tutto questo mare di scemenze pseudo-spiritualiste. Come ho già detto non c’è il cammino spirituale e la tua vita, la tua vita è un tutt’uno, è l’unica cosa di cui realmente disponi, come la vuoi condurre lo puoi chiamare cammino, ma il cammino non esiste senza la tua stessa “presenza”, ma esisteranno solo le risposte automatiche biologiche sensate e previste dalla Natura per il mantenimento, per la sopravvivenza della razza. La natura in quel senso è spietata perché l’elemento inadatto viene eliminato dalla stessa selezione naturale. Siamo un essenza allo stato infantile, embrionale che sta ancora giocando nel “box” per bambino, ma alterato intellettualmente al punto tale da essersi convinto di essere un adulto, … cosa che purtroppo non diamo troppa testimonianza di essere. Facciamo i capricci e sbattiamo i piedi come allora, adesso lo facciamo in modo più sofisticato, ma stiamo sempre ed ancora cercando solo “attenzione” o “considerazione” dagli altri.

Volete che vi faccia una previsione? Domani alle 7,30 sorgerà il sole, e tramonterà alle 16,40. Sveglia gente perché così ci si fotte il cervello, ci si rovina la funzione intellettuale così utile, ma così malamente utilizzata, cercate di tornare con i piedi per terra. Preferite volare perché se toccate terra vi disperate per la insensatezza della vita che state conducendo, vi accorgete che siete ne più ne meno che una cellula del fegato di Dio, e che il vostro potere di scegliere o libero arbitrio è pari a nulla, … vi state rompendo i coglioni e state cercando di invetarvi qualcosa di evasivo, … guardate che quando tutte queste illusioni saranno finite non vi resterà che guardarvi dentro e se non ci troverete niente, piangerete per il tempo sprecato a credere a tutte queste cose invece di cercare di crescere o maturare ovvero di generare il vostro tempo o andare incontro al vostro tempo Kairologico. La crescita è nel livello della consapevolezza e nel sospetto di poter diventare qualcos’altro, ma questa è un altra storia. 

Natale 2012. Non succederà nulla, se non in voi stessi!


Il “natale” è innanzitutto astrologico, non nasce o è nato nessun umano o figlio di Dio di nome Gesù, men che meno in una stalla o cose simili e mi sto riferendo alla data e al racconto. L’opera o la natura della vita di Gesù Cristo non sono in discussione qui, semmai il tentativo è quello di restituire valore e dignità a qualcosa che si è perso nel tempo. Il mistero di Gesù resta un mistero fintanto che l’uomo non comprenderà la sua relazione con ciò che crea, con le sue leggi e cosa questo significa. Servire Dio al nostro livello di comprensione non può essere inteso ne più ne meno che come l’azione, l’atto del “portare” coscienza, la luce della coscienza nel mondo, sulla superficie di questo pianeta.

Questa umanità manifesta tutto il suo limite a causa della mancanza di coscienza, ogni individuo è un faro, che si è lasciato spegnere, dalla noia, dal logorio quotidiano, e da molto altro, che non è lo scopo di questo post affrontare. Il Sole è la fonte più diretta che abbiamo di questo principio, quello che al nostro livello manifestiamo chiamandolo “coscienza”. Il Cristo rappresenta tutto questo, l’uomo Gesù, qualunque fosse il suo nome ed origine, lo ha mostrato, aprendo le porte e realizzando un varco che prima non esisteva, una possibilità di tornare ad essere uomini e donne liberi, ma siccome il carceriere è dentro e per lo più, a livelli diversi, siamo tutti assuefatti a questo sistema, a questo modo di andare le cose, a questo andazzo, si preferisce il Cristo storico che viene raccontato, molto meno scomodo, invece di realizzare la sua opera, le sue istruzioni, il suo esempio in se stessi. I potenti del mondo non possono che esserne lieti di tanta devozioni e fede in questo irriducibile credo. La morte sulla croce è il segno di un profondo cambiamento che solo pochi uomini e donne sono disposti ad accettare, questo perchè per realizzarlo bisogna essere realmente nelle condizioni coscienziali ed energetiche di poter abbandonare tutto, rinunciare a tutto, proprio come ci invita il profeta e maestro nella parabola della Cruna dell’ago. Per cui è più comodo anche a certi livelli pensare e credere di essere già la realizzazione stessa di dio, che dio è in noi, di questa unità col creatore, invece che accorgersi di quanto nulla siamo e di quanto questa cosa sia incredibilmente liberatoria e soprattutto “utile”. Ma arriviamo al Natale.

La stella dell’est o stella cometa che seguono i re magi, sarebbe Sirio; la stella più luminosa che la notte del 24 dicembre si allinea (in realtà lo è sempre, è il gruppo di stelle più Sirio che si allineano al punto dell’orizzonte) con le tre stelle al centro della cintura di Orione, note anticamente, appunto, col nome dei 3 re, indicando il punto preciso dove sorgerà il Sole nel giorno in cui inizia ad invertire la “declinazione”. Nonostante sia la Terra a ruotare intorno a se stessa ed intorno a Sole seguendo una precisa orbita ellittica, cioè non è un cerchio, l’effetto che osserviamo su quello che chiamiamo “orizzonte” è che il Sole apparentemente compie archi, cioè, si muove per archi. Archi che diventano sempre più ampi in estate e sempre più piccoli in inverno, cosa che ci fa dire e parlare in termini di giorno, o giorni, più lunghi o più corti. Questo fenomeno viene chiamato “declinazione” ed è una conseguenza dell’inclinazione dell’ipotetico asse terrestre. Il 21 dicembre, noto col nome di solstizio d’inverno, è il punto di arrivo di questo processo, ed è il giorno in cui questo arco è basso, rendendo questo giorno il giorno più corto e quindi più buio dell’anno. 

Molte delle falsate profezie o dicerie che girano in questi tempi provengono dal non aver compreso a fondo il significato, non astronomico, ma astrologico (dal greco: logos), del Natale, approccio che ritroviamo in diverse altri tentativi ideologici di “spiegarlo” (penso al documentario di Zeitgeist, ad esempio), il cui scopo finale finisce per essere quello di ridurre l’avvento del Natale a qualcosa di puramente astronomico e quindi poco significativo atto a spiegare e giustificare il carattere superstizioso del “credo” cristiano e del potere ecclesiastico. Purtroppo è il problema di questa umanità, quello di prendere tutto alla lettere o per scopi di potere. Mi viene in mente un passaggio di Paolo di Tarso negli scritti ai Corinzi che dice – “la lettera uccide, lo Spirito Vivifica” – lasciando intendere che ci sono cose sottili attraverso le quali è possibile capire la natura delle cose, l’invisibile è da dove scaturisce ciò che percepiamo ai sensi, quello che chiamiamo il “reale”. L’invisibile è lo Spirito che è in tutto e che definisce le leggi e la struttura del tutto, o se vi piace di più, ne stabilisce il comportamento, lo delinea. 


Il Natale, la festa di Natale invita a predisporsi per assorbire certe particolari influenze che si processano in quell’unica modalità e quindi volta all’anno, dopo il solstizio di inverno e che è il punto dell’orbita della Terra nel quale il Sole, che è il faro, il generatore ed emanatore in questo sistema della Coscienza, è più vicino.

Il centro del Natale è il Sole, la sua influenza, un influenza capace di aiutarci a svegliare e far crescere in noi il seme del Cristo, puro rappresentante della coscienza e testimonianza della vita del creatore. Attraverso il Sole noi riceviamo quotidianamente vibrazione, luce e calore, forze necessaria al nostro sostenimento ed al nostro funzionamento. La vibrazione è la mente, il pensiero del Creatore, la luce è la capacità di vedere, il Figlio del suo pensiero ovvero la Coscienza, la coscienza è conseguenza del fatto che nell’universo c’è intelligenza, ecco perchè si parla di Figlio, non è di una genesi genetica o corporea. Il calore è lo Spirito del Creatore, è ovunque, ed è la forza che in noi si esprime nel sangue. Ridurre il Natale ad un evento puramente astronomico è un errore, il Natale è un evento astrologico, e l’astrologia è lo studio delle influenze degli astri sull’uomo. Ma veniamo al mito e a provare a “spiegare” alcuni simboli celati nel racconto stesso di questa nascita.

Come mai la stalla, il bue e l’asino? Il bue sarebbero le emozioni negative o positive, le une ci mangiano e consumano e le altre alimentano le nostre illusioni ed aspettative. Il bue è un castrato, le emozioni sono un sentimento castrato, è un essere umano incapace di vivere a pieno la sua vita, uno schiavo, un animale buono solo per il macello e per la catena alimentare. L’asino sarebbe invece la “mente”, un apparato artificiale, l’intelletto piegato nel tempo ad uno schiavo che tacitamente corrompe, il condizionamento sunto di effigi, credenze, idee indotte, schemi comportamentali il cui effetto collaterale o manifestazione è il nostro Dialogo interiore incessante e condizionato, che valuta, giudica, compara, e descrive tutto il mondo, le circostanze e le relazioni con gli altri, alla luce del nostro sistema di credenze e che genera nel corpo continuamente risposte gradevoli o sgradevoli che erroneamente chiamiamo emozioni o confondiamo con esse; un apparato artificiale, una visione falsata figlia del condizionamento che questa umanità ha subito per secoli, il risultato della prima educazione e che funziona classificando e usando il pensare associativo. La stalla è proprio la condizione degli animali, il luogo dove l’animale sta. Si tratta di un livello, una condizione umana specifica. Il Cristo, cioè la Coscienza, nasce in una notte buia e da quel momento comincia la sua ascesa verso la vibrazione della luce, infatti tutto in realtà proviene da un unica vibrazione che assume varie frequenze, più aumenta la frequenza e maggiore è la consapevolezza o luce.

Da dopo il 25, come già spiegato, la luce del giorno inizierà a mangiare il buio della notte e le giornate inizieranno ad allungarsi. La nascita del Cristo è una “presa di coscienza”, è in qualche modo una sorta di risveglio al mondo, un momento intimo di umana consapevolezza. 

I tre Re, i re magi che come ho detto sono le stelle della cintura di Orione, costellazione molto visibile nelle notti di dicembre, rendono onore alla “Coscienza”, all’archetipo del sacro Sole, il Cristo, al quale ognuno di noi aspira, rendono onore ad un preciso cammino di risveglio, nei misteri iniziatici si attribuisce all’accensione del fuoco sacro, quello che Prometeo ruba agli Dei per dare all’uomo la possibilità di conoscere, la consapevolezza, la luce delle luci che il Sole stesso emana nel nostro sistema. Il Cristo nel “natale” ci parla di una matrice, una matrice luminosa, fatta di tutti quegli individui che hanno avuto il loro natale personale, il natale della loro rinnovata essenza, il natale, inteso proprio come nascita intima, interiore profonda. La vergine Maria è la costellazione di Virgo o Vergine, appunto, il cui simbolo è una “M”. Mirra madre di Adone, Maya madre di Buddha, Maria di Gesù, “M” come Maddalena. La costellazione di Virgo a volte viene chiamata anche la “casa del pane”. Ecco perché spesso il simbolo di questa costellazione è una vergine con un fascio di grano. Guarda caso “Betlemme” si traduce di fatto proprio in “casa del Pane”, quindi oltre a riferirsi alla costellazione della Vergine ed essere il luogo dove nasce il Cristo, ci sta dicendo in che modo. Non è Gesù che nasce a Natale, ma l’essere interiore profondo di coloro che stanno lavorando a questa nascita, in una notte dove gli auspici astrologici ci invitano al risveglio a prendere coscienza della nostra esistenza. Ognuno avrà od ha avuto il suo natale personale, e non è, o sarà, in un giorno preciso: accade. Quello che tante volte sfugge è che è tutto simbolico ed è stata scritta sulle stelle la più grande storia mai raccontata.

Betlemme. Il pane ad esempio è la rappresentazione dello sperma sacro negli antichi riti “pagani”, il pane è la sostanza con cui costruire i corpi Solari del “Cristo”, con cui costruire una nuova consapevolezza; il pane è la sostanza dell’uomo, la sua energia sessuale creatrice ed il vino è l’essenza dell’energia femminile, la donna è la coppa del Santo Graal, nell’ultima cena il calice è la donna, il principio femminino, il valore “animico” della donna è nel Calice. Consapevolezza ed “energia” creano la mia realtà. L’anima è dotata di una sostanza particolare, una luce, una luce delle luci, ma ha bisogno di sapere, deve essere istruita e deve “prendere coscienza” di cos’è. 


Tra le altre cose. Ricordate quando dicevo – dove è la mia “attenzione” lì sarà la mia energia (creatrice ovvero vitale)? Se la mia attenzione è nell’abbondanza della tavola, nei regali, nel festeggiare, nel consumismo, nell’andare a messa e tutto il resto, lì sarà la mia energia e genererà quello che potrà nelle circostanze che avrà o meglio che avremo procurato o prodotto. Cosa serve andare a messa se non so nemmeno per quale strana ragione dovrei farlo; non è Gesù che consacri, ma te stesso, la ragione della tua esistenza. Il Cristo non è un uomo, è una “possibilità”; una possibilità di risveglio, di rinnovamento, di cambiamento, di trasformazione da umani a divini, ecco perchè è il figlio unigenito di Dio, è unico, come la nostra stessa unicità. Il Cristo cosmico è l’insieme delle consapevolezze che fanno questo, e quanto più individui compiono il loro natale e tanto più forte è la sua influenza nelle notti del solstizio di inverno, il cui fulgore è tra il 24 e 25 dicembre. Babbo natale è l’anziano dei giorni della tradizione esoterica, porta i regali perchè sono l'”essere” ci da gli autentici doni che non sono altro che quello che abbiamo acquisito nello studio di noi stessi. L’albero di natale con le sue sfere ci ricorda l’albero sefirotico dei cabalisti. 

re magi sono, anche, la rappresentazione di un processo di trasformazione, sono i passaggi che fa la sostanza per diventare sostanza per la costruzione dei corpi e del rinnovamento della coscienza, uno è nero, l’altro è bianco e l’ultimo è giallo. Nero è il mercurio arsenicato, e deve essere purificato con la mirra, che rappresenta la purificazione nel corpo, pratiche, castità etc…, la mirra è anche simbolicamente la giustizia, quella che nasce quando abbiamo imparato ad ascoltare la “voce” della coscienza. Bianco è lo stadio successivo a questo lavoro e può essere trasformato attraverso il dominio delle emozioni e soprattutto della mente che è il vento che le alimenta. Emozione può essere tradotto anche come “azione del sangue”, anche se la sua radice è legata ad “emovere” (portare fuori): la reazione fisica alla nostra attività mentale, e questa purificazione passa per la mente ecco come mai l’incenso. In india l’incenso è proprio per purificare l’atmosfera, l’aria, attraverso l’odore induce buon sentimenti, e pulisce l’aria che è proprio l’attività mentale. L’ultimo è giallo come l’oro e porta con se appunto l’oro, cioè la sostanza per realizzare il Cristo, il seme, che è la sostanza si colora di giallo, quindi non il colore giallo, ma il colore dell’oro, proprio per la presenza di atomici di questa qualità. Oro, incenso e Mirra sono i doni che sperimentiamo, riceviamo, quando nasciamo, quando nasce il Cristo, quando nasciamo alla luce della nostra coscienza, … il simbolo nel mondo dell’abitudine di farsi regali è un riflesso di questo.  

La “strage degli innocenti” legato all’editto di Erode, che rappresenta i sistemi del mondo, rappresenta l’uccisione sistematica che fa il mondo delle anime, che sono per loro natura innocenti. E’ la rappresentazione del condizionamento, del servilismo umano verso un sistema che ci inganna e ci anestetizza, rendendo ogni sforzo di risveglio od ogni presa di coscienza difficile quando impossibile. 

Onorare Gesù equivale ad onorare la propria unicità – “amatevi l’un l’altro come io ho amato voi”. Gesù è un mistero più grande di quella fiaba materialista che ci è stata raccontata. E’ bene capire che la chiesa è un istituzione e come tale un sistema, un sistema che si è venuto a creare proprio per vanificare il messaggio autentico, per allontanarci da un autentico risveglio; usa le stesse chiavi, episodi dei vangeli, ad esempio, ma li traduce in una descrizione o mappa che non serve per giungere a conoscere. In 2000 anni la unica vera testimonianza di se che la chiesa ha dato è di connivenza col potere, inganno, guerre e crociate contro chiunque avrebbe potuto rivelare il segreto della sua stessa genesi. Controllo, persecuzioni, tutta la storia di questa istituzione si è macchiata del sangue di innocenti. Ha usato il messaggio del maestro Gesù per camuffare le ragioni di un terribile potere, una vera e propria tirannide, la stessa che lo ha messo in croce. Gli organi, nel corpo umano, servono anche per sognare, ed invece in queste notti ci abbuffiamo, li sovraccarichiamo di cibo, impedendo di fatto ai nostri organi di assorbire la coscienza e le energie che si spostano sollecitate dalle influenze del cielo di NATALE.

La chiesa usa gli atti e gli insegnamenti di Gesù. Pare essere la stessa cosa, ma non lo è, riveste l’insegnamento di un velo che distorce ed altera la sua autenticità, proprio come, guarda caso, fa lo “spirito di opposizione” creato dagli Arconti, di cui si parla in Pistis Sofia, che ricopre e riveste l’anima e la fa “peccare”. A questo proposito si legge in Pistis Sofia:  
«All’esterno dell’anima mettono lo spirito di opposizione, che la sorveglia e che le è stato assegnato; gli arconti lo avvincono all’anima con i loro sigilli, con i loro vincoli, e lo sigillano a lei affinché in ogni tempo la costringa a compiere costantemente le loro passioni e i loro misfatti; affinché lei li serva in ogni tempo; affinché resti in ogni tempo, nelle trasformazioni del corpo, sotto la loro sottomissione; lo sigillano a lei, affinché lei venga a trovarsi in tutti i peccati e in tutte le passioni del mondo. È per questo motivo che io ho portato i misteri nel mondo: essi sciolgono tutti i vincoli e tutti i sigilli dello spirito di opposizione che avvincono l’anima; essi rendono libera l’anima, la svincolano dai suoi genitori, gli arconti, la trasformano in luce genuina; essi la conducono su nel regno di suo padre, della prima uscita, del primo mistero, per sempre. È per questo che, una volta, vi dissi: «Colui che non abbandona il padre e la madre, e poi viene e mi segue, non è degno di me». In quel tempo, dunque, vi dissi: «Dovete abbandonare i vostri genitori, gli arconti, affinché io vi renda figli del primo mistero, per sempre».
Altri sono i simboli del Natale, e molto altro ci riserva questo Natale 2012, conservate le vostre energie, raccoglietevi, fate il pane, siate in comunione con lo stato d’essere, porta prediletta per la comprensione delle cose del mondo e della vita. Abbiamo bisogno di stare all’erta e capire cosa sta accadendo, non tanto nel cielo, ma su questa terra. Ricordate che ogni anno si compie la strage degli innocenti, ricordate che Erode sempre cerca di spegnere la luce della coscienza, ma questo non è il suo mondo, questo è il nostro mondo, pregate e vegliate per non cadere in tentazione, diceva Gesù, e mai queste parole sono di grande utilità in questa attesa natalizia, come ogni partita di scacchi adesso la mano passa al sistema, siate vigili per non farvi cogliere alla sprovvista, non fate niente nel mondo, lavorate dentro, accendete la fiamma del vostro cuore, come torcia benedetta che è la luce della vostra coscienza o Signore (interiore). Siate come le vergini sagge che conservano l’olio delle loro lampade in attesa che lo Sposo arrivi, 02.12.2012 – Allo Scalo 48 (Padova) – R. Bruno – Il Natale e il bene venturo, la preghiera.

Coloriamo quello che percepiamo.

Nel tentativo di capire ed approfondire la questione di – come possono essere andate le cose qui su questo “pianeta”, che cosa, cioè, è accaduto ad un certo punto che ci ha portati a sviluppare una società e condizioni di vita così come la conosciamo oggi, – mi sono imbattuto in alcuni scritti che parlano di società Gilaniche. Era qualche tempo che cercavo e sospettato (vedasi il post “l’uomo medicina“) che i nostri antenati, non solo non fossero i primitivi uomini che ci fanno vedere nei documentari sull’Amazzonia, dove si legano il “pisello” al collo con un elastico, ma che disponessero di un atteggiamento nei confronti della ricerca della “CONOSCENZA” interiore (inteso come di loro stessi, in quanto forma di vita umanoide; un atteggiamento in grado di spingerli a porsi le domande del caso, le domande ovvie di un qualsiasi individuo dotato di “intelligenza” che si trova buttato su questo piano e cerca di capire cosa ci sta facendo), e di una visione più chiara delle cose, fosse solo perché le condizioni erano più semplici. Non stiamo parlando di idolatri pagani, o di mezze scimmie, e nemmeno di primitivi sottosviluppati, come i libri di scuola cercano di farci intendere, ma di fini cercatori della “verità”; altro che superstiziosi, conoscevano direttamente grazie alla “purezza” delle loro “percezioni”, non filtrate da un intelletto cresciuto smisuratamente in un ambiente ristretto e “civilizzato”, la superstizione nasce con questa umanità. 

Se mi immedesimo, vedo proprio quello che viene descritto nella genesi, un luogo dove c’era già tutto quello che serviva al sostentamento vitale, a tal punto da permettergli di orientare tutte le loro energie e facoltà, l’intelligenza, la capacità di “percepire” e prendere coscienza, nel cercare di comprendere la natura della loro esistenza, con l’intento di capire a cosa servissero, quale era la loro funzione nell’economia, non del pianeta, ma dell’universo. Non avendo la necessità di misurare la loro esistenza su questo piano attraverso i bisogni primari del cibo e del giaciglio, cosa di cui disponevano senza particolare fatica, vista la generosità della natura su questo pianeta, avevano, quello che oggi in realtà nessun ha, il “tempo”; avevano il “tempo” per studiare, per cercare, per interrogarsi e trovare e scoprire le cose. Noi pensiamo che in cambio di lavoro otteniamo denaro e crediamo che questo sia uno scambio equo, ed invece non capiamo che ci stanno portando via la cosa più preziosa di cui disponiamo: il “TEMPO”. La clessidra disegnata nelle tavole alchemiche o presenti sugli altari altro non sta dicendo che: “Il tuo tempo scorre più velocemente della tua polvere” – “Sbrigati (inteso come urgenza, come stato di necessità che emerge da se nel momento in cui capisco, prendo coscienza di ciò che sta “realmente” accadendo qui) a farti perfetto!“. La perfezione è l’integrità di un individuo.
Le loro costruzioni od opere erano incentrata unicamente a capire la natura dell’Essere Umano, parlano solo di quello, dell’uomo; che cos’è un uomo. Le loro opere parlano della costruzione di qualcos’altro partendo dalla materia del corpo fisico, proprio come fa un bruco quando si scioglie (Solve e Coagula) e diventa una farfalla. Chi sono? Cosa sono? Ma cosa ci sto a fare qui? Avevano capito, ad esempio, che esistevano luoghi, qualcuno impropriamente direbbe  “portali”, luoghi di potere (che bisogna capire cosa si intende) dove poter sperimentare un tipo di “percezioni” che aprissero la mente e gli permettessero di “conoscere” innanzi tutto ciò che sono, sperimentavano la “consistenza” del loro stato “esserico”. I megaliti, le costruzioni inspiegabile del Macho-piche, le mura ciclopiche, certe chiese e cattedrali gotiche, i templi meravigliosi che seguono il disegno di costellazioni, luoghi di moderni pellegrinaggi, dove poter realizzare un lavoro di trasformazione e di comprensione. Sono questi i siti di cui poi i celti, i druidi, gli sciamani, i sacerdoti, a vario titolo si sono fatti “garanti”, fino a quando l’azione di altri uomini li ha distrutti per sostituirli con i propri simboli religiosi per pura “ragion di stato”. Dobbiamo studiare il culto pagano se vogliano tornare a parlare con Dio. 
In cicli ripetuti questi certi individui umani, forse padri genetici di molti di noi, hanno cercato di sotterrare completamente la razza umana originaria, l’uomo medicina, riuscendoci non poco ed imponendo l’idea di una natura “malvagia” dell’uomo che dovesse essere repressa o in qualche modo controllata; “Caino ha ammazzato Abele”, forse ha un qualche significato in questo senso. Ad un certo punto qualcosa ha sterzato, è andato storto, si direbbe, – Morpheus dice a Neo: “Grande fu la magnificenza mentre davamo alla luce I.A., la cui sinistra coscienza ha creato un nuovo tipo di macchine”. 
Accettiamo le “regole” e non le mettiamo più nemmeno realmente in discussione, facciamo finta di contestarle, ma siamo totalmente dipendenti dal modello che le ha propugnate. Non le discutiamo semplicemente perchè si è sempre fatto così, crediamo di fatto che questo modo di governare il pianeta sia l’unico possibile, ci raccontano che le cose sono sempre andate così, ed invece, in realtà, in passato per un lungo periodo (dal 7000 al 3000 a.c.) è esistito ben altro, ed anzi grazie a quel ben altro che oggi possiamo ancora disporre di poveri frammenti che possono permettere, a quegli individui maturi, di prendere fiducia in ciò che sentono.

Avete visto un video su un presunto esperimento su delle scimmie? Prendono delle scimmie e le mettono in una stanza, al centro c’è una scala che porta ad una banana attaccata al soffitto, per un pò non accade assolutamente niente, tanto per dargli in tempo di iniziare a capire e lasciare che prendano l’abbrivio ad andare sulla scala. Ad un certo punto appena una o più scimmie inizia ad inerpicarsi sulla scala, giù una cascata d’acqua gelata. Lo fanno per un pò ed alla fine nessuna scimmia si azzarda più a salire per prendere la banana. Poi cosa fanno? Prendono una di queste scimmie e la sostituiscono con una che non sa nulla, con una nuova. Appena questa prova a salire sulla scala per andare a prendere la banana, gli altri le saltano addosso e la picchiano per impedirle di farlo. Piano piano anche questa scimmia smette di cercare di salire, e lo fa senza saperne nemmeno la ragione, solo perchè le altre la picchiano se lo fa, non sa nulla della doccia fredda.

Progressivamente sostituiscono una scimmia dopo l’altra fino a sostituirle tutte, nessuna di quelle scimmie sa dell’acqua fredda, eppure nessuna di loro tenta più nemmeno di salire la scala; perchè? Perchè così si è sempre fatto! La vedete l’analogia? Noi crediamo che questo sia l’unico sistema possibile, perchè così si è sempre fatto, noi non c’eravamo quando tutto si è verificato, non c’eravamo quando è arrivata la doccia fredda, eppure ci siamo adeguati, ci siamo così adeguati che pensiamo che non può esistere una società senza Stato, senza classi sociali, senza lavoro, senza polizia, senza, senza, senza, un mondo senza niente di tutto quello che conosciamo, ne siamo così assuefatti, che anche quando pensiamo ad un alternativa a questo governo, la cerchiamo nel recinto delle solite cose, nessuno vuole realmente cambiare questo modo di vivere, tutti voglio solo accedere alla possibilità di soddisfare qualsiasi bisogno gli passi per la testa.

Sappiamo solo ripetere che vogliamo “lavoro” occupazione, ripetiamo cretinate sui “giovani”, sul dargli un futuro, sempre occupazionale, ovviamente. Ma tu guarda se c’è qualcuno che dice che un nuovo sistema di sviluppo è possibile, che ci sono testimonianze anche nel passato e che questo è già accaduto; se pensiamo ad un crollo del sistema non siamo in grado di immaginarlo più nemmeno un mondo nuovo, un mondo fondato sui principi della coscienza, anche perchè si dovrebbe ripartire dalla cosa più importante che è il mistero dell’uomo, cioè – che cos’è, a cosa serve, – si dovrebbe aprirsi alla visione che noi abitiamo un universo e non un pianeta, il passaggio sul pianeta è transitorio, e dopo?! Non lo sappiamo, non lo sappiamo più, siamo realmente allo sbando, sotto quell’apparente capacità di distriminare, siamo totalmente nel panico, non riusciamo ad immaginare niente di diverso da quello che abbiamo sempre “avuto” ed adesso che intuiamo che sta succedendo qualcosa e che è tutto a rischio diventiamo nervosi, litighiamo, ci prendiamo per 4 idee, sfogando questa frustrazione obiettando su tutto, anche sulle virgole. Come quelle scimmie di quello che è accaduto nel passato, non ne sappiamo niente, non è rimasto nemmeno un sapore lontano ancestrale, e non ne sappiamo al punto tale che non sappiamo nemmeno se siamo stati noi a prenderle, cioè se siamo stati noi quelli ad essere stati distrutti e resi schiavi o se siamo stati noi a cominciare, perchè ripeto esiste la possibilità che i nostri antenati non fossero i Gilanici, ma che noi siamo i discendenti di quelli che li hanno distrutti e resi schiavi, e questo spiegherebbe anche perché non siamo in grado di pensarlo e sentirlo un sistema di sviluppo diverso, no lo abbiamo mai vissuto, non è nel DNA, qualcuno direbbe; d’altronde qualcosa di simile la “civiltà” contemporanei alla quale fino a prova contraria apparteniamo, lo ha fatto in america del Nord con i nativi, in europa con i Catari, gli Albigesi, … e molti altri posti. La ripetizione di un trend?! Speriamo veramente di esserci mescolati.

E’ stato un lavoro lungo, un lavoro durato secoli. Il lavoro di trasformazione della nostra civiltà ha richiesto ripetuti passaggi per arrivare alle condizioni attuali, in 3000 anni è stato sviluppato il più grande “sistema” di controllo attualmente esistente, passando dalla “repressione” con la forza, allo “sfruttamento” prima in schiavitù e poi indotto, il più grande inganno è avvenuto ed è passato attraverso la cosa più importante che è il “percepire”, è stata smussata la percezione attraverso la pomposità dice Letfort nel suo testo a proposito della radice della parola Kundabuffer, e poi ci sono i media, l’informazione manipolata, i gruppi di contatto, gli esperimenti, e molto altro tutto per correggerci, per correggere quell’imperfezione sistemica che il personaggio di Neo incarna nella trilogia di matrix. Il controllo non è la fuori, te l’hanno messo nella testa.

E’ stato progressivamente modificato e limitato, attraverso un educazione/condizionamento, il modo con cui vediamo o meglio percepiamo le cose: noi coloriamo quello che percepiamo con cose che ci hanno detto, con i colori che non sono i nostri, e così perdiamo consistenza, identificandoci nel “percepito” e non più nel “percettore” o “osservatore”, come lo chiamerebbe qualcuno. Ecco perchè abbiamo bisogno di soddisfare certi bisogni, ne siamo dipendenti, le cose che possediamo, ci possiedono; colorare la vita è diventato la perversione di questa umanità.

Ed ecco perché attualmente il mondo non cambia, non può cambiare, il sistema attualmente resta quello che è, e che è stato predisposto e previsto. Ciò che può cambiare è il modo con cui lo guardiamo, e questo si che è “utile”, perché questo ci permette di capire cosa sta realmente accadendo. E’ “utile” e nel tempo può generare un sostanziale cambiamento anche fuori, è questa la vera sostanza del “lavoro su di se”, a questo si riferiscono tutti quegli scritti che leggiamo senza capire e che ci affascinano tanto a tal punto da citarli in continuazione, senza alcuna utilità, perseverando nella perversa trappola studiata per noi. E’ in questo che consiste l’importante o meglio l’utilità di aprire la propria mente o visione, e questo avviene esclusivamente se “moriamo” a tutto ciò che crediamo, e crediamo di essere. Non dobbiamo essere niente, non ci serve la considerazione, non dobbiamo coltivarla, non siamo tenuti a comportarci come ci si aspetta secondo una codice di regole condiviso. Coloro che lavorano a questo, lavorano ad un autentica rivoluzione, ma ricorda sempre che non è per cambiare le condizioni di vita qui, altrimenti stai un altra volta colorando di uno scopo irreale il tuo lavoro, ma è per capire cosa stai a fare sulla terra. Che cos’è la terra? A chi serve questa umanità? Cosa è quello che c’è la fuori e che chiamiamo universo o cosmo? E molto altro. E usa la tua testa, non berti tutto quello che leggi come pura verità.
Anche se di quando in quando possono cambiare un pò le condizioni di vita, e la schiavitù è più sopportabile o meno percepita, non è questo lo scopo finale, sarò sempre un mezzo od un effetto collaterale di una rivoluzione che parte dalla distruzione sistematica di tutte le “minchiate” che affollano il nostro cervello… La strada passa da noi, ma noi non siamo ancora nelle condizioni mentali per fare niente, deve cambiare la testa altrimenti ci inventiamo altre scemenze sull’essere interiore. Smettiamo di chiamarlo “io” profondo, lo chiamiamo “essere”, ma in realtà nessun è in grado di spiegarlo, perché fondamentalmente non sa quando lo sperimenta, non sa riconoscerlo, per lui è solo un concetto, mentre è molto semplice farne esperienza, ma vi deve essere mostrato, spiegato, in cosa consiste la sua consistenza. Nel vangelo di Filippo si legge di quest’inganno. Ci stanno indicando qualcosa che non ha alcuna “consistenza”, mentre l’essere di “consistenza” ne ha; è così che funziona il sistema, deve sviarti, ecco perché invito sempre a diventare atleti e lavorare con il “lavoro in calma”, quello permette di tornare a “percepire”, percepire la “consistenza” innanzi tutto del corpo, e da lì si può andare anche oltre … Percepire è un arte, solo tu la puoi attuare, io posso solo mostrarti cosa fare, ma il resto è il tuo impegno, la continuità che riesci a dare al tuo lavoro, l’abnegazione, la pazienza, la capacità di accettare qualsiasi risultato, l’assenza di qualsiasi genere di aspettativa, … Calore, pulsazione, vibrazione, qualsiasi sensazione arriva dal tuo corpo quando lo ascolti in calma è parte di quella cosa che chiami “essere”, ma che non riconosci, perché a questa parola ti hanno associato qualcosa di fantasioso, e così anche se “percepisci” qualcosa lo farcisci, lo colori con quell’idea.

Dobbiamo partire proprio da quello che “percepiamo”, ecco perché Gurdjieff parla delle impressione nel modo in cui ne parla, sono cibo solo nel momento in cui non le filtriamo con la nostra attività “formatoria” che consiste proprio nel colorare le impressioni ricevute. Noi coloriamo la “percezione”, che a questo livello di comprensione, è il nostro essere, quello che “percepiamo” è la natura di quello che chiamiamo un “essere” senziente, la percezione è tutto ciò che possiamo dire ed attribuire all’ESSERE, … quello che chiamiamo il nostro essere è il “percepire”, ma noi lo coloriamo con i concetti, con le idee, col giudizio, col dubbio, con la paura, l’invidia, la lussuria, e sviluppiamo comportamenti od atteggiamenti di indolenza o reattività quali la collera, l’orgoglio, correggiamo gli altri, ci lamentiamo o ci giustifichiamo ed è in questo che consiste il prendere le cose in modo personale, ragion per cui sono trappole. Ecco perché invito le persone a vederle queste cose, mi riferisco al giustificarsi o lamentarsi o altro. Per fargli capire, dando una qualche lettura a ciò che fanno, di modo da arrivare a comprendere che quelle azioni sono parte del controllo e del modo con cui il sistema ti lascia fare, tanto tu colorerai sempre le tue impressioni, a meno che non hai capito che cosa sia il “percepire”. Le impressioni diventano un cibo particolare, qualcosa che ci permette di nutrire, di coltivare, cioè, in noi la possibilità di aumentare la nostra abilità di “percepire”, e quindi capire, prendere coscienza, di ciò che c’è.

Arriva un impressione e qualche istante dopo parte il “moviolone” e l’impressione è finita, e quindi al nostro livello di comprensione attuale, anche l’essere stesso è finito, … ecco perché la necessità di stare nelle cose, o di dominare il dialogo interno, … L’essere sparisce nell’istante in cui iniziamo a colorare … e pensare che ci sono persone che sono ancora preoccupate di microchip, scie chimiche, o rituali enochiani, quando ci sono seduti sopra il problema o il controllo, … come quelli che parlano di risveglio della coscienza, di risvegliati, di armonia, amore o altro senza sapere cosa stanno realmente combinando a loro stessi …. quelle idee colorano le impressioni … sei già psicopatico e non lo sai.

Nessuna azione di risveglio può essere compiuta dall’umano, dalla personalità umana, ciò che si sveglia è lo sposo, la personalità può solo cercare di adottare un “atteggiamento” collaborativo. Ognuno di noi ha un suo tempo “cairologico” (kairòs  termine greco e indica il momento “giusto”), un tempo cioè di maturazione, e né tu, né io, né altri, sono in grado di saperlo, perchè tu non sei tu, ma quello che credi di essere, e gli altri non conoscendo loro stessi non possono esserti di nessun aiuto o conforto, se non che nel “mal comune” ti consoli con “mezzo gaudio”. E’ di questo che parla la parabola delle 5 vergini stolte e delle 5 vergini sagge, che aspettano l’arrivo dello sposo e sono chiamate a conservare l’olio per le loro lampade. Lo sposo è la tua stessa maturazione, è il compimento del tuo tempo “cairologico”, del tuo destino, qualcuno direbbe, della tua personale leggenda, e siccome tu non ti conosci, – conosci solo quello che ti hanno detto, conosci solo la superficie, perché non ti fai le domande “utili” e cioè – chi sono? cosa sto a fare qui? Cos’è la terra? A cosa serve l’universo? Cos’è l’universo e quale sia la mia relazione con questa cosa?, – non puoi sapere quando questo arriverà, lo tuo sentire, lo potresti riconoscere per istinti, proprio come spiega l’Oracolo a Neo, ma siccome il tuo istinto è intasato dalle scemenze che ti sono state messe e ti continui a mettere nella testa, cosa che hai anche imparato a fare benissimo da solo, puoi solo fare la cosa più saggia che è poi quella più utile e cioè conservare l’olio per la tua lampada, perché lo sposo arriva di notte, quando meno te lo aspetti.

Dobbiamo capire che ci sono solo cose “utili” da fare, proprio come dice il ragazzino a Neo quando gli dice di non cercare di piegare il cucchiaio, arriva alla verità che il cucchiaio non esiste, e capirai che sei tu che ti pieghi, … il mondo è quello che è, e durerà ancora molto e così per altro tempo ancora, fai la cosa più “utile”, conserva le tue energie, che equivale a conservare l’olio, non sperperarlo in conflitti, in polluzioni, in indolenza o altro, … e per farlo, forse, 4 dritte ti sarebbero utili, ma questa è un altra storia.

Stavo per postare questo articolo e di lato leggo:

“*Le anime devono ritornare all’Assoluto da cui sono emerse. Per raggiungere questo fine, però, devono sviluppare le perfezioni il cui seme è già insito in loro. E se non avranno sviluppato tali caratteristiche in questa vita, allora dovranno cominciarne un’altra, una terza, e così via. Dovranno continuare così finché non avranno acquisito la condizione che permette loro di tornare in compagnia di Dio”

Che cosa significa questo? Un cazzo, assolutamente un cazzo, al nostro livello di esperienza, non significa un cazzo, è un altro modo di colorare le proprie impressioni e rimanere convinti di un mare di balle, anche se è lo Zohar a dirlo, noi non lo possiamo capire, … Illusioni. Se lo capissimo non lo banalizzeremmo citandolo fuori dal suo contesto. “Basta una vita per realizzarsi?”, questa era la domanda che l’articolista si poneva, e la risposta erano questa 4 “cacate” righe citate nel nulla. E poi, me la chiami vita quella che conduci? Una vita vissuta alla ricerca della considerazione, dell’attenzione degli altri. Lo vedete che parliamo di “minchiate”, tutto per rendere più sopportabile l’idea di fondo, … e cioè che un giorno morirai, e non ci sarà niente che tu possa fare … è questo il programma, e quel programma non lo sradicate compiacendoVi di quello che è scritto tra queste righe, come in molte altre, … dormite e non ve ne rendete conto. E’ vero serve a vivere meglio l’illusione di essere qualcuno. 
Non capiamo che questo è il prodotto del mondo che ci circonda, non c’è niente che possa tirarti fuori da questo se non inizi a capire cosa ti sta accadendo, perchè sei qui, ma non intellettualmente o leggendo 4 righe ognitanto, ma cercando, in uno stato profondo di preghiera che le tue suppliche più sincere vengano accolte, e che finalmente quella testa di cavolo maturi.
… Buon lavoro, ricordate che coloriamo le impressioni e che invece per capire queste parole abbiamo bisogno di diventare degli atleti dell’ARTE di Percepire.